LE POSTE TASSIANE (10) — Lombardi nel Mondo

LE POSTE TASSIANE (10)

Per www.lombardinelmondo.org presentiamo “Le Poste Tassiane”, uno dei primi, e tra i più importanti, interventi dedicati alla famiglia dei Tasso di Camerata – Cornello (Bergamo), all’origine della posta moderna (italiana ed europea). Enrico Melillo, uno dei maggiori storici della Posta, segue passo passo gli sviluppi di questa casata impegnata in Italia e nell’Europa dei secoli XVI – XIX.
LE POSTE TASSIANE (10)

Carta postale del Regno lombardo

Giovanni Tasso, durante l’esercizio delle Poste, salì in gran fama pel tratto generoso, per la gagliarda presenza, per la sua grande discrezione, pel suo chiaro ingegno, pel suo eccezionale senno e per la sua singolare attività nel maneggio degli affari. Galante, amabile, gentile, egli fu celebrato da poeti e da storici illustri. Ebbe il titolo di conte di Villame­diana e di commendatore di S. Iago; fu ambasciatore del Re Cattolico in Francia e plenipotenziario al Congresso di Vervic.

Verso la fine del XVI secolo troviamo un Innocenzo Tasso,i ministro imperiale delle Poste nel Tirolo. Quivi prese moglie, e fra gli altri figli ebbe quel celebre Giambattista che tanta parte prese e sì grande valore addimostrò nelle guerre di Fiandra. Questi, in qualità di luogotenente generale della Frisia, corse in aiuto dell’arcivescovo di Colonia, ma nel mo­mento in cui disponevasi ad investire la piazza di Bonna, fu colpito a morte il 20 aprile 1588, con vivo rammarico di Filippo II e dell’arciduca Ferdinando d’Austria. Ad Innocenzo successero Paolo e Ferdinando Tasso (a. 1620) e Lorenzo di Borgogna, mentre ad Anversa impiantava le Poste Tassiane un figlio naturale di Giovanni, Antonio, al quale successe Carlo, parente collaterale; a Roma, Giovanni Antonio era nominato corriere maggiore spagnuolo; Geremia (a. 1565) e poi Carlino (a. 1628) amministrarono le stazioni postali impe­riali nel Württemberg; Ottavio ad Asburgo, con l’alta sorve­glianza delle Poste in Alemagna; Serafino e Bartolomeo am­ministravano e dirigevano gli uffici postali di Rotenheim, di Rheinhausen, di Didilzheim; e a Venezia nei primordi del secolo XVII veniva istituito un ufficio per la valigia di Fian­dra, tenuto dalla famiglia Tasso per investitura degl’impe­ratori.

Durante la guerra coi Turchi, Leonardo  I Tasso, detto il conte Graf, stabilì un servizio postale con corrieri tra Vienna e Norimberga, e organizzò nel 1596, con l’appoggio di Hennot, cittadino di Colonia, una terza linea, che univa i Paesi Bassi all’Italia, toccando Liegi, Trèves, Asburgo e attraver­sando il Württemberg e il Tirolo. Rodolfo II gli decretò nel 1595 la nomina ereditaria di grande maestro generale delle Poste imperiali alemanne; Carlo V lo nominò consigliere dell’Im­pero e lo fece barone il 16 gennaio 1608. Leonardo morì il I° agosto del 1612, dopo aver servito per 70 anni la Casa d’Asburgo. Egli aveva stabilito la sua dimora in Bruxelles; ma a’ suoi tempi in Anversa, Augusta, Praga, Vienna, Füssen, Innsbruck, Trento, Venezia, Milano, Roma, Napoli, Madrid, le Poste erano dirette e invigilate personalmente da membri della Casa Tasso, i quali avevano in parte abbandonato il servizio postale della Repubblica Veneta per attendere meglio a quello germanico. Del resto il Rübsam dice: «Questa fa­miglia poteva ben volgere fin d’allora lo sguardo compiacente sopra una bella serie di antenati che si distinsero o come Principi della Chiesa, o diplomatici, oppure condottieri mi­litari; cosicché, al principio del secolo XVII, il cronista olandese Ericio Puteanus ben a ragione potè esclamare che questo operosissimo casato aveva riempito tutta Europa della sua gloria».

Durante la gestione di Leonardo I si ha notizia di un atto di sopravvivenza all’impiego di maestro delle Poste di Braine-le-Comte,ii a firma di lui, e che porta la data del 23 marzo 1548. Esso costituisce il documento autentico più antico, il quale provi che anche le donne sono state nominate negl’impieghi postali. Fu sollecitato dall’agente di Posta Lo­renzo de Saincte, che aveva di già esercitato con onore e fedeltà le funzioni di maestro di Posta sotto il fratello e il padre di Leonardo I, e sotto i maestri generali Francesco II e Giovanni Battista. In esso Leonardo I promise di affidare, in caso di morte del de Saincte, alla vedova, la direzione dell’uf­ficio fino alla maggior età del figlio Massimiliano. Morto que­sti, succedeva Leonardo, figlio cadetto di Lorenzo. Noi lo ri­portiamo, in nota, nella sua integrità, perché ci sembra non privo d’importanza. Aggiungiamo soltanto, a titolo di curio­sità, che il sigillo, apposto sul foglio di carta attaccato alla pergamena sulla quale l’atto fu scritto, misura 35 mm. Una leggenda, divenuta affatto illeggibile, incornicia le armi della famiglia Tasso, tali quali furono concesse a Giovan Battista Tasso dall’imperatore Carlo V il 15 gennaio 1534.iii

Né meno interessante è un altro documento di Leonardo Tasso. Porta la data del I° luglio I604. Per valutarne però la speciale importanza è necessario farlo precedere da qual­che notizia illustrativa.

 

Fine decima puntata

 

A cura di Luigi Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

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