Intervista al Presidente della Commissione Ambiente e Protezione Civile del Consiglio Regionale della Lombardia, GIOSUÈ FROSIO — Lombardi nel Mondo

Intervista al Presidente della Commissione Ambiente e Protezione Civile del Consiglio Regionale della Lombardia, GIOSUÈ FROSIO

LE INTERVISTE IN ESCLUSIVA DEL PORTALE LOMBARDI NEL MONDO. La frase rivelatrice: tutti i lombardi in generale ce l’hanno nel Dna quello dell’accoglienza e dell’ospitalità. Noi non faremo un’accoglienza in modo duro però in questo paese deve venire chi ha voglia di lavorare, chi vuol fare, chi vuol crescere insieme al nostro Paese per far crescere questi paesi.
Intervista al Presidente della Commissione Ambiente e Protezione Civile del Consiglio Regionale della Lombardia, GIOSUÈ FROSIO

Giosuè Frosio

Presidente Frosio, in questo inizio di Legislatura, quali attività ha svolto a favore del

territorio che rappresenta?

 

In tanto noi rappresentiamo il territorio lombardo, anche se di provenienza sono bergamasco.

Devo dire ci siamo attivati subito su alcuni progetti tra cui quello del cemento-amianto,

che ancora l’iter sta andando avanti. Cemento-amianto che purtroppo in Lombardia vede

protagonista fortemente con all’incirca tre milioni e mezzo di metri cubi. C’è un progetto da

parte della Comunità Europea per lo smaltimento entro il 2016, vogliamo raggiungere questo

obiettivo. Siamo a buon punto della discussione su questo progetto che abbiamo scisso in

due: uno il sanitario perché tocca il profilo sanitario, se pensiamo agli ex esposti, e l’altro

invece il profilo proprio dello smaltimento, il recupero e lo smaltimento. Credo che questo

sia un progetto di legge che deve trovare la condivisione di tutti i partiti e fin che non c’è

la condivisione assolutamente non ci si muove, bisogna trovare la quadra, la responsabilità

è forte e lo faremo. Altri progetti nella direzione della tutela del territorio sono comunque

seguiti anche all’interno di altri assessorati come l’urbanistica, le energie rinnovabili che

stiamo cercando proprio in questi mesi anche lì di spingere fortemente perché da questa

economia “green” potrebbero arrivare nuovi posti di lavoro in una situazione di mercato

così difficile che sta attraversando anche la Lombardia. La crisi italiana è molto forte, siamo

sotto tiro anche dalla finanza internazionale. Io credo che abbiamo ancora diversi lavoratori

in cassa integrazione, siamo stati bravi con gli ammortizzatori sociali, sia il Governo che la

Regione, però adesso è ora di far ripartire la macchina e protagonista potrebbe essere proprio

la “green economy”.

 

La Lombardia, nel suo insieme, ha sempre registrato importanti flussi migratori verso

l’estero. Come vede oggi questo fenomeno? Pensa, con la sua Commissione, di poter avviare

qualche iniziativa legislativa specifica in questo campo?

 

Ma guardi io intanto parto dall’ultima domanda che lei mi ha fatto, credo io son presidente di

questa Commissione, ma anche all’interno di questa Commissione c’è la Protezione Civile.

Quando parliamo di questi benefattori, perché io li definisco così tutti gli uomini che fanno

del volontariato, in modo particolare quelli della Protezione Civile, e questo anche come

accoglienza agli immigrati c’è un impegno che è costante e non han bisogno di formare

leggi perché i lombardi, i bergamaschi, ma tutti i lombardi in generale ce l’hanno nel Dna

quello dell’accoglienza e dell’ospitalità. Deve cambiare un qualcosa perché anche noi, io

fortunatamente no, ma sappiamo benissimo per quelli che siamo stati all’estero magari

Svizzera, Germania, Francia, Stati Uniti e Argentina sono stati accolti in modo duro, molto

duro, perché bisogna dirlo i nostri sono andati per lavoro. Noi non faremo un’accoglienza in

modo duro però in questo paese deve venire chi ha voglia di lavorare, chi vuol fare, chi vuol

crescere insieme al nostro Paese per far crescere questi paesi. Anche se io dico che oggi è un

metodo superato, bisogna aiutare l’immigrazione a casa loro. Perché sradicare della gente dal

loro paese, soprattutto paesi del Magreb o altri con difficoltà enormi anche di integrazione,

perché dobbiamo capire e comprendere che hanno un altro sistema di vita, un altro modo

di agire, altre religioni forti. E allora io credo vadano aiutati a casa loro. Questo è quello

che potremo fare anche non solo con la mia Commissione, ma portando avanti in primis la

Commissione con la Protezione Civile che sta facendo tanto e c’è molto da fare assolutamente,

ma anche sotto il profilo assieme ad altre Commissioni portare avanti progetti di legge

affinché si possa destinare degli aiuti, attraverso la raccolta in Lombardia, per questi paesi.

 

Quali ritiene possano essere le priorità e le normative da proporre nel corso di questa

Legislatura per il territorio che lei rappresenta?

 

Prima abbiam parlato di una priorità importantissima che è il cemento-amianto. Ci son tante

priorità, una va in discussione proprio in questi giorni e si tratta della nuova riforma della

legge parchi . Sarà molto discussa, molto complessa e tra l’altro a gennaio c’è ne sarà in

campo un’altra proprio perché dall’ambiente dovremmo portare il nostro futuro a vivere

in un ambiente più sereno, troppe fragilità in Lombardia in nome dell’economia si sono

dovute subire. Adesso è arrivato il momento di cambiare e noi non dobbiamo più aspettare,

dobbiamo consegnare questo Paese ai nostri figli e al futuro, un paese ancora vivibile. Si è

partiti già da tempo perché siamo attenti al problema legato all’ambiente, ma io credo che

bisogna muoversi anche con una proposta di legge fortemente voluta anche dall’Assessorato

al Territorio, Daniele Belotti, che è quella della conservazione dei territori. Conservazione

dei territori significa non sprecare il territorio. Per quanto riguarda il turismo credo sia

arrivato il momento basta seconde case. L’accoglienza si fa attraverso alberghi, bed &

breakfast, tante situazioni messe in campo dalla Regione. E un’altra cosa importante non

dimentichiamolo: conservare il patrimonio agricolo della Lombardia. Patrimonio agricolo che

non è indifferente, molti non si ricordano o meglio non tutti sanno che siamo la prima regione

in Italia come produzione agricola. E io anche all’interno del PTR ho insistito fortemente

che venisse collocata una grande area agricola padana di conservazione a livello mondiale.

Andiamo in quella direzione, sappiamo benissimo che il patrimonio agricolo lombardo è

importante, lo sa benissimo l’Assessore De Capitani che assieme a lui stiamo cercando di

formare un progetto che tuteli ancor di più i prodotti agricoli lombardi.

 

E sull’Expò 2015 cosa ne pensa, in futuro?

 

Io sull’Expò ho sempre detto che ci rimane una cosa: crederci. Dobbiamo crederci, perché per

quanto riguarda l’organizzazione, io da semplice consigliere, non ho visto fino ad oggi una

grande organizzazione nell’attesa che questo Expò arrivi. Però sappiamo benissimo anche

com’è dinamica la Regione, come può essere dinamico anche il Comune di Milano. In questa

partita nessuno deve star fuori, io credo che sarà un’occasione soprattutto per far conoscere

anche la Lombardia sotto il profilo agricolo e ambientale, per quanto mi riguarda. Il tema è

proprio quello dell’acqua e lo sfamare il mondo e questo noi dobbiamo non pensarlo come un

Expò che potrebbe arricchire immediatamente la Lombardia, ma dovrà arricchire le persone

che arrivano in Lombardia per poter dare un aiuto in futuro. A noi arriveranno dopo questo

Expò, secondo me, migliaia e migliaia di turisti, però noi dobbiamo farci vedere preparati

dalle persone che hanno più bisogno, dalle comunità mondiali che aspettano di capire che

cosa potrebbe trasformare anche la loro vita nei loro territori per dare un insegnamento

che non solo l’economia passa attraverso la distruzione del territorio, ma anche con il

mantenimento del territorio.

 

Giovanni Girardi

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