Melbourne. Una volta qui era tutta prigione — Lombardi nel Mondo

Melbourne. Una volta qui era tutta prigione

La Melbourne alla quale eravamo abituati fino a una ventina di anni fa sta scomparendo sotto i nostri occhi. I quartieri come il malfamato St. Kilda, il bohemien Fitzroy, i multiculturali Brunswick e Northcote, non si riconoscono quasi più.

La Melbourne alla quale eravamo abituati fino a una ventina di anni fa sta scomparendo sotto i nostri occhi. I quartieri come il malfamato St. Kilda, il bohemien Fitzroy, i multiculturali Brunswick e Northcote, non si riconoscono quasi più.

St. Kilda e Fitzroy hanno sostituito musicisti, artisti vari, famiglie di immigrati, gay, prostitute, travestiti, tossici, alcolizzati e chi più ne ha più ne metta con yuppie alla moda. Lo stesso è accaduto a Brunswick e Northcote, dove gli immigrati si sono trasferiti per fare spazio alle famiglie yuppie, le uniche che negli anni 80 potevano permettersi di comprare una casa in quelle zone dove oggi i prezzi gravitano attorno al milione. Coburg, un po’ più a nord di Brunswick, era un’altra zona ad alta densità di immigrati, conosciuta fino alla fine degli anni 90 soprattutto per una “casa”, quella penitenziaria di Pentridge, che nella sua lunga e colorita storia ha ospitato personaggi entrati nella leggenda in Australia, come Ned Kelly, Squizzy Taylor, Donald Ryan (l’ultimo uomo giustiziato in Australia), e che ora avvocati, medici e impiegati chiamano casa, da quando il vecchio e tetro penitenziario e i 30 ettari adiacenti sono stati venduti a privati dal governo Kennett.

La gara d’appalto per l’edificazione di centinaia di case, dove Chopper Reed e i membri della “underbelly” criminale di Melbourne hanno trascorso l’ora d’aria, è stata vinta, secondo alcune fonti per meno di venti milioni di dollari, dalla West Homes Australia, una compagnia fondata nel 1972 dall’abruzzese Peter Chiavaroli.

L’ex sindaco di Moreland Joe Caputo, citando a braccio Il Principe di Machiavelli, recita: “Il principe non dev’essere soltanto forte ma anche fortunato” e aggiunge che Peter Chiavaroli si è trovato nel posto giusto al momento giusto ed ha comprato in grande in una zona che stava attraversando un momento di grande espansione.

In tanti anni di lavoro nella comunità italiana di Melbourne devo dire che ho sentito parlare di Peter Chiavaroli per la prima volta quando, per puro caso, ho raccolto una copia del Moreland Leader e ho letto il suo nome. Un mini sondaggio nel mio posto di lavoro (Il Globo, Rete Italia), ha rivelato che dall’amministratore delegato del gruppo editoriale ai direttori delle testate, alle redazioni, nessuno lo ha mai sentito nominare. Chiavaroli deve essere persona veramente molto riservata se una ricerca su Google mi ha permesso solo di appurare che è abruzzese, è un imprenditore edile, titolare della compagnia edile West Home Australia, che conduce con i figli Leigh, principale alla Abbott & Dean Real Estate ed agente per il Pentridge Village, e Damian, che lavora nel settore amministrativo.

Le altre due cose che sono riuscito a scoprire di quest’uomo – con il quale, nonostante numerosi tentativi, non sono riuscito a parlare – è che avrebbe, o avrebbe avuto interessi nei purosangue della rinomata scuderia Inglis Bloodstock, e che ha interessi nel vino.

Uno dei link ai quali si accede digitando “Peter Chiavaroli” su Google porta ad un articolo pubblicato da Gourmet Travellers, nel quale si dà notizia che le celle del “Department D” di Pentridge, il braccio femminile, che saranno preservate nel tempo grazie ad una decisione di Heritage Victoria, con una soluzione innovativa e creativa, ora rinchiudono, dietro le sbarre, vini pregiati per conto della Winebloc, una ditta della quale sarebbe titolare un banchiere di Sydney Michael Ivkovic, ma che, secondo il rapporto finanziario annuale (2007) della Meridian Capital Limited, è al 55% sotto il controllo del gruppo che fa capo alla famiglia Chiavaroli e al 45% sotto quello della Sydlyn Pty Ltd, fiduciaria dell’Ikvovic Family Trust.

Winebloc ora si sta preparando a vendere 100 delle celle-cantine, con un’offerta limitatissima visto che solo 160 celle verranno messe sul mercato nei prossimi 9 anni. Il messaggio promozionale per accedere al più esclusivo club di wine lover, che avrà sicuramente grande presa su quei pochi che potranno permettersi un’acquisizione del genere, é “comprate un pezzo di storia australiana”.

Il nuovo progetto della West Homes è di quelli da svolta storica. Finora l’azienda edile della famiglia Chiavaroli è stata impegnata solo in costruzioni di media grandezza, mentre ora si lancia in un’impresa veramente imponente: un complesso da 350 milioni di dollari sulla Urquart St, nell’angolo sud-orientale del perimetro di Pentridge, che comprenderà tre torri abitative di, rispettivamente, 16, 10 e 9 piani (651 appartamenti), un centro commerciale (11.000 m2), supermercato, cinema multisala con una capacità di 1400 posti, costruito sopra un parcheggio per 1800 macchine.

Il progetto è stato approvato dal Department of Planning and Community Development dello stato del Victoria e dal Consiglio Comunale di Moreland, nonostante i tre condomini saranno più alti dei 4-10 piani previsti dalle normative statali.

Per Leigh Chiavaroli, direttore di Pentridge Village, il nuovo progetto, che si chiamerà Centrale, non solo contribuirà a far diventare Coburg una città satellite, un centro di attività artistiche, culturali e commerciali, come previsto dagli obiettivi fissati dal programma del precedente governo statale Melbourne 2030, ma renderà il quartiere una sorta di Carlton del nord. Da quanto riportato dalla stampa locale, Chiavaroli junior sostiene che il centro commerciale, riuscendo ad attrarre grossi marchi, potrebbe avere un’atmosfera à la Chadstown Shopping Centre, ed elevare lo status del quartiere.

Se avesse ragione, uno dei pochi quartieri ancora (quasi) riconoscibili oggi a Melbourne, Carlton, dovremmo andare a cercarlo a Pentridge.

RICCARDO SCHIRRU

http://italianmedia.com.au/w4/index.php/news-top-ita/news-first-column/communitynews786892374/com-vic/6097-una-volta-qui-era-tutta-prigione

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