I progetti democratici per gli altri americani — Lombardi nel Mondo

I progetti democratici per gli altri americani

Tra le pieghe del programma del partito democratico americano fa capolino l’interesse per gli altri americani, ovvero i nativi, i portoricani, gli hawaiiani e gli abitanti dei territori come Guam e Samoa

Nel programma del partito democratico c’è posto anche per le problematiche degli altri americani, i nativi, ad esempio. Le tribù degli indiani americani e alaskani costituiscono com unità autogestite con un rapporto speciale con il governo degli Stati Uniti. Il governo di Obama e il Congresso democratico hanno prese diverse misure per risolvere gli annosi contenziosi tra i quali l’amministrazione dei programmi sociali e quella delle acque, oltre che  per migliorare l’indipendenza delle tribù e la creazione di posti di lavoro.

Un capitolo a parte è dedicato alla lotta contro la violenza alle donne all’interno delle terre tribali, di solito poco menzionata. Il partito di Obama è già impegnato a onorare i trattati e a rispettare i diritti culturali dei nativi e a sostenere maggiormente le lingue native degli indiani americani e alaskani, come pure a dare maggior risalto all’autogoverno dei nativi hawaiiani, compresa la loro autodeterminazione e sovranità.

Per quanto riguarda invece Porto Rico, Barack Obama è stato il primo presidente americano a visitarlo e a tenervi un discorso negli ultimi cinquant’anni. Nell’ultimo secolo i portoricani sono stati fedeli cittadini americani  e hanno sviluppato forti relazioni economiche sociali e culturali con gli Stati Uniti. Lo status politico di Porto Rico è di primaria importanza per gli Stati Uniti, ma la mancanza di una decisione in merito ha impedito il progresso dell’isola. Secondo i democratici è ora che Porto Rico faccia un passo avanti nella storia per determinare lo status dei suoi rapporti con gli Stati Uniti.

Negli ultimi decenni si sono tenuti tre plebisciti per determinare lo status di Puerto Rico che hanno visto la vittoria di strettissima misura del partito favorevole allo status quo – Commonwealth – contro quello favorevole alla federazione con gli Stati Uniti. A novembre 2012 in concomitanza con le elezioni presidenziali americane si terrà un altro referendum, che sembra ancora favorevole al Commonwealth. Implicitamente i democratici premono per una soluzione dello status visti i loro sforzi per migliorare la sanità includendo i portoricani nei  programmi federali. I democratici hanno mandato una task force a Porto Rico che ha aiutato il governo locale in materia di sicurezza sociale, soprattutto combattendo il crimine legato al traffico di stupefacenti sempre forte nei Caraibi. Con un occhio allo status economico dell’isola, che ha bisogno di interventi per creare posti di lavoro, e grande attenzione nel campo dell’istruzione, della sanità, dell’energia pulita e dell’economia.

I democratici non dimenticano gli abitanti delle varie isole sotto protettorato americano sparse nel mondo : Guam, Samoa Americane, Isole Vergini Americane e il Commonwealth delle Isole Marianne del Nord che hanno sempre contribuito al benessere americano anche attraverso il sacrificio delle loro vite. Per questo i democratici sostengono il loro autogoverno e autodeterminazione e il loro diritto a decidere del loro status. Si impegnano quindi a essere partner con gli abitanti di Guam in materia militare e a prendere in seria considerazione i problemi sanitari delle comunità delle isole del Pacifico. E come sempre, per chi vive sotto la bandiera a stelle a strisce, un impegno di sviluppo economico e un accesso equo ai programmi federali.

Non paiono promesse da marinaio, ma intorno sembra esserci molta acqua.

God Bless America and also Obama.

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

4 settembre 2012

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