Brasile: flussi migratori invertiti — Lombardi nel Mondo

Brasile: flussi migratori invertiti

Sempre più stranieri emigrano verso il Brasile mentre i brasiliani tendono a emigrare in meno. Il Brasile continua crescere, la direzione dei flussi migratori sta cambiando. Per la prima volta in vent’anni, ci sono più stranieri che vivono in Brasile rispetto ai brasiliani che vivono all’estero. Da Italiansinfuga

Secondo un articolo pubblicato sul blog Beyondbrics del Financial Times, i brasiliani sono abituati a vedere i propri compatrioti andare all’estero per trovare fortuna in Europa o in Nord America. Fino a poco tempo fa non erano altrettanto abituati a vedere stranieri immigrare in Brasile.

Ma adesso che le nazioni più ricche stanno facendo fatica dal punto di vista economico mentre il Brasile continua crescere, la direzione dei flussi migratori sta cambiando. Per la prima volta in vent’anni, ci sono più stranieri che vivono in Brasile rispetto ai brasiliani che vivono all’estero.

Brasile su Italiansinfuga

In base a cifre risalenti a giugno, 1,47 milioni di immigrati legali vivono in Brasile secondo il ministero della giustizia brasiliana. Vengono inoltre estimati 600.000 immigrati illegali principalmente provenienti dalle altre nazioni del Sudamerica. La cifra totale è quindi superiore ai 2 milioni di persone, il numero di brasiliani che il governo stima vivano all’estero. Quest’ultimo numero si è dimezzato dal 2005 grazie al boom economico e le prospettive future del Brasile.

Questi numeri, per quanto imprecisi, sono stati calcolati dal giornale O Globo di Rio de Janeiro e il ministero ha confermato la veridicità di tali cifre.

L’ondata migratoria di stranieri verso il Brasile può dividersi in due categorie:

professionisti che traggono vantaggio dal basso tasso di disoccupazione e alti salari che arrivano con un visto sponsorizzato coloro che arrivano senza un visto, spesso dalle nazioni confinanti, che contano sulla possibilità di essere naturalizzati prima o poi

Il Portogallo è la fonte maggiore di immigrati legali verso Brasile (23%), per il resto non esiste una nazione che contribuisca in modo particolare al flusso migratorio.

Un esempio dei professionisti è fornito da Hugo López Guanter, un architetto trentunenne di Barcellona che sta lavorando a São Paulo da circa un anno. López Guanter sostiene “sono arrivato in cerca di sviluppo professionale in quanto stavo avendo difficoltà a progredire in Europa e spesso la paga è migliore qui”.

L’economia brasiliana dovrebbe crescere meno quest’anno ma le prospettive rimangono positive. Il tasso di disoccupazione rimane ai minimi storici e l’economia dovrebbe crescere molto meno rispetto al previsto 3-3,5% per rendere il Brasile una destinazione inappetibile per gli europei.

Luis Barrera Muñoz, un peruviano che lavora in un hotel di Rio de Janeiro e che ha vissuto in Florida, dice “se dovessi dare consigli ai miei connazionali che stanno considerando l’emigrazione, direi loro di andare in Brasile piuttosto che negli Stati Uniti.

Non l’avrei mai detto 10 anni fa. Invece adesso sto pensando di aprire un’azienda edilizia qui in Brasile dopo che la mia è fallita negli Stati Uniti.”

Fonte: Italiansinfuga

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