Referendum in Lombardia — Lombardi nel Mondo

Referendum in Lombardia

In Lombardia oltre al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 sono previsti altri referendum regionali per la fusione di alcuni Comuni nelle province di Bergamo, Como e Mantova

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 227 del 28/09/2016 il decreto del Presidente della Repubblica 27 settembre 2016, relativo all’indizione del referendum consultivo costituzionale avente il seguente quesito: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di finanziamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione” approvato dal Parlamento e pubblicato nella G. U. n. 88 del 15 aprile 2016?».

In data 23 settembre 2016 sono stati pubblicati i DD.P.G.R. n. 485, 486 e 488: “Indizione del Referendum regionale consultivo per la fusione dei Comuni di Castiglione delle Stiviere e Solferino, in provincia di Mantova e per la denominazione del nuovo Comune”; “Indizione del Referendum regionale consultivo per la fusione dei Comuni di Ramponio Verna, Lanzo d’Intelvi e Pellio Intelvi, in provincia di Como e per la denominazione del nuovo Comune”; “Indizione del Referendum regionale consultivo per la fusione dei Comuni di Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo, in provincia di Bergamo e per la denominazione del nuovo Comune”.

Si rammenta che in periodo di campagna elettorale/referendaria hanno applicazione le disposizioni della normativa in materia di par condicio – previste dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28 e s.m. e dal Codice di autoregolamentazione di cui al DM 8 aprile 2004 – che disciplinano i programmi di comunicazione politica, i programmi di informazione e i messaggi politici autogestiti (gratuiti e a pagamento) sulle emittenti radiotelevisive locali.

L’art. 9 della Legge n. 28/2000 dispone che: “Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto, è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione, ad eccezione di quella effettuata in forma impersonale ed indispensabile per l’efficace svolgimento delle proprie funzioni”.

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