La comunità del Regno Unito — Lombardi nel Mondo

La comunità del Regno Unito

E’ stato pubblicato da Ministero degli Esteri il nuovo Rapporto Paese sulla comunità degli italiani in Gran Bretagna. Ecco quanto emerge in una breve sintesi.

E’ in crescita la comunità italiana in Gran Bretagna, rappresentata a fine 2007 da più di 180mila persone, di cui il 67% concentrate nella circoscrizione consolare di Londra. A seguire Manchester con il 15%, Bedford con l’11% e Edimburgo con il 6%. La seconda e terza generazione di emigrati, avendo avuto la possibilità di studiare, si è ben inserita nel mondo del lavoro, soprattutto nel terziario. I principali settori in cui gli italiani si sono affermati in ambito commerciale sono la ristorazione e l’alimentare.

 

La nuova emigrazione…

Ma a far crescere la collettività sono i tanti giovani italiani che arrivano per fermarsi due o tre anni a Londra. Spesso sono laureati in economia che vanno a lavorare nella City nel settore finanziario, o medici specializzati, che si inseriscono in strutture sanitarie britanniche. Secondo i dati dell’Istat, infatti, ogni anno circa 3.500 laureati italiani espatriano nel Regno Unito alla ricerca di migliori prospettive professionali e retributive. Si stima che siano 6 mila i ricercatori universitari italiani andati all’estero, in buon numero proprio in Gran Bretagna.  Come risulta da una indagine a campione della MCS – Management Consulting on Selection, la maggior parte dei laureati che prendono le vie dell’esodo in Inghilterra proviene dal Nord (61,99%) e in particolare dal Nord Ovest (40,9%). Sempre a Londra passano ogni anno circa 40mila studenti italiani per studiare la lingua; una parte di loro si stabilisce poi definitivamente in città. Proprio grazie a questi nuovi arrivi la comunità è piuttosto giovane: il 52% ha un’età compresa tra i 15 e i 44 anni. I maschi sono la maggioranza con il 54%.

 

…e quella storica

Dunque uno scenario molto diverso da quello dell’emigrazione storica italiana che ebbe inizio in Gran Bretagna nell’1800 con arrivi soprattutto dalle Regioni del Centro Nord di persone che intendevano sfuggire alla repressione dei vari movimenti risorgimentali e tentare di far fortuna all’estero. I meridionali arrivarono solo alla fine dell’800 e fino alla seconda guerra mondiale rimarranno comunque una minoranza. Durante gli anni venti iniziò poi un nuovo flusso di emigrazione politica, dovuto all’avvento del fascismo e, dopo la seconda guerra mondiale, si insediarono due tipologie particolari di emigrati: prigionieri di guerra che decisero di rimanere in Inghilterra e donne italiane che seguirono in patria i soldati inglesi. Alla fine degli anni sessanta cominciò un nuovo tipo di flusso di italiani nel Regno Unito ancora oggi molto presente. Si trattava della partenza di ragazzi giovani, che si recavano prevalentemente a Londra per imparare la lingua inglese, impiegati con un lavoro precario a tempo determinato nella città, in genere nella ristorazione. In riferimento ai corsi di lingua organizzati oggi dagli istituti di Cultura di Londra e Edimburgo attualmente sono più di 200, pari circa al 5% degli iscritti nell’area europea, guidata dalla Germania e seguita dalla Turchia e dalla Spagna. Il mondo dell’associazionismo è presente nel Regno Unito con 82 Enti e 16.900 iscritti di cui 12.600 risultano essere soci italiani. (In rete con l’Italia – mensile del Ministero degli Affari Esteri)

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