La storia di Renata. Da Varese a Salto — Lombardi nel Mondo

La storia di Renata. Da Varese a Salto

Renata, 87 anni e uno sguardo incredibilmente giovane, occhi che hanno visto tanto. Nata a Varese emigra nel 1927 in Sud America. Del viaggio in nave conserva ancora la paura dei temporali sulla pelle. Un altro sguardo dalla serratura. Un altro invito di Belèn Martínez Ambrosini, da Salto Uruguay

Ciao lombardi di tutto il mondo! Vi presenterò il mio terzo lavoro. Vi ho raccontato e mostrato fotografie della mia città, dove immigranti italiani, hanno lasciato le loro tracce in tanti edifici.

 

La seconda è stata un´intervista al mio caro nonno Romeo, lombardo, venuto a Salto quando aveva soltanto due anni; e per questo terzo lavoro l´intervista sarà a sua sorella più grande di lui. Lei si chiama Renata ed ha 87 anni, ed è nata come lui a Varese.

 

L’ho intervistata a casa sua, lei vive vicino a casa mia. Ci siamo sedute nel suo soggiorno, una bella sera di autunno e quando ha saputo qual’era il motivo di questo lavoro, l’ho vista contenta di poter raccontare, perchè questa è la sua storia di vita. Una storia come tante,  di tanti immigranti che sono venuti lasciando dietro di sè tante cose… famiglia, amici, e la propia terra.

 

Belén: Quanti anni avevi quando sei arrivata a Salto?

Zia Renata: Ne avevo 4 anni.

 

B: Mi ha raccontato il nonno Romeo che il viaggio è stato molto lungo, più di venti giorni. Cosa ricordi di quel viaggio?

R: I miei ricordi di viaggio sono tanti. La partenza dal porto di Napoli, è stata nel mese di Marzo del 1927. Viaggiavamo in seconda classe e non potevamo scendere e nemmeno salire alla prima, ma ricordo le grandi onde che arrivavano fino alle ringhiere. Penso che la mia paura della tempesta è dovuta a questo viaggio! Dopo 20 o 30 giorni, come diceva la mia mamma, siamo arrivati al porto di Buenos Aires; in questa città ci siamo rimasti soltanto una notte, ci siamo fermati a casa di amici di famiglia. Dopo, la partenza a Salto, in vaporetto dove ci aspettava mio padre.

 

B: Com’ era la tua vita da bambina appena arrivata?

R: Non sapevo parlare lo spagnolo ed io mi vergognavo tanto quando parlavo con i miei vicini che non mi capivano, i bambini ridevano quando mi ascoltavano ed io volevo giocare con loro…, ma quando ho cominciato a frequentare la scuola, già lo sapevo, perchè a sette anni lo parlavo bene. Ho fatto tanti amici!

 

B: Hai lavorato qualche volta?

R: No, non ho mai lavorato. Sono soltanto una casalinga.

 

B: Ti sei sposata ed hai avuto figli. Cosa hai voluto trasmettergli della cultura italiana?

R: Prima di tutto, l´idioma, la lingua. Tutti hanno imparato l´italiano. E poi gli ho sempre parlato di tutto quello che io ricordavo della mia terra.

 

B: So che sei stata in Italia con tuo figlio José Luis, alcuni anni fa. Me lo racconti per favore?

R: Questo viaggio è stato un regalo di mio figlio, perchè lui voleva che io ritornassi al mio paese, dove sono nata e per conoscere i miei parenti.

Ho visitato la mia casa, vederla mi ha fatto vivere tante nostalgie! Esisteva ancora un albero dal tempo di mio padre e la stalla dove mettevamo la mucca durante l´inverno. Ho pensato, perchè ce ne siamo andati in America! Dalla casa alla macchina sono ritornata con tanta emozione, che mi cadevano le lacrime, ma nessuno si è reso conto. Mi sono incontrata con i miei parenti. Ho visitato al cimitero la tomba di mio padre, perchè lui è ritornato in Italia per morire.

Siamo rimasti in Italia 35 giorni e abbiamo visitato altre città, come Milano con il suo splendido Duomo. La mia riflessione: sono contenta. Sono potuta  ritornare al mio paese e ti dico che l’Italia bella è!!

Durante il viaggio ho scritto un diario con tutte le mie impressioni e le cose che facevamo giorno dopo giorno. Tieni.

B: Grazie, lo leggerò tutto!

 

Belén Martínez Ambrosini

Corrispondente Lombardi in America Latina – Salto, Uruguay

belum29@hotmail.com

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