La passione per la ricerca storica: un piccolo racconto — Lombardi nel Mondo

La passione per la ricerca storica: un piccolo racconto

Che cosa si può trovare, e come si possono utilizzare i libri e le informazioni raccolte? Ernesto Milani ci descrive qualche felice incontro documentale che è poi diventato occasione di studio e approfondimento

Spesso mi si chiede che cosa significhi fare ricerca di storia dell’emigrazione? Come per altre discipline si prepara uno schema, si fanno dei piani e poi, appena s incomincia a ricercare, iniziano le deviazioni. Dal tronco dell’albero si diramano infiniti percorsi che non hanno fine. Ne deriva che la ricerca non finisce mai e che le opportunità offerte dall’argomento sono letteralmente infinite, come sono infinite le vicende e le situazioni incontrate dai migranti.

Per semplificare illustro una ricerca facile che può essere effettuata da chiunque. Oggi sono stato a un mercatino dell’usato, uno dei tanti che costellano le periferie e i centri storici di innumerevoli città.

Mi sono imbattuto nel catalogo di una mostra sull’emigrazione piemontese tenutasi a Cuneo nel 1990 dal  titolo “C’era una volta la Merica” che allora costava 50.000 lire. Volume di quasi 400 pagine dedicato agli immigrati piemontesi in Argentina corredato da ampia bibliografia e fotografie interessanti.

In un’altra bancarella ho liberato un’enciclopedia del baseball con le biografie dei giocatori accreditati al museo del baseball. Un volume del 1992 che elenca i dati più significativi dei migliori giocatori di baseball di tutti i tempi : Tony Lazzeri, Joe Di Maggio, Ernie Lombardi e Yogi Berra. Yogi Berra,  in particolare è figlio di emigrati si Malvaglio, vicino Cuggiono, provincia di Milano nato e cresciuto sulla Hill, la Little Italy lombarda di St. Louis. E’ considerato il miglior catcher, ricevitore, della storia del baseball.

Questa settimana non ho trovato, come ogni tanto mi capita, una copia di “Cristo fra i Muratori” di Pietro Di Donato. E’ un’opera importante nella letteratura italo americana, quasi introvabile. Così quando lo vedo me lo accaparro, lo aggiunto alle altre copie, e poi lo regalo alla prima opportunità a qualche amico che magari lo sta cercando senza successo.

In settimana ho ricevuto una fotografia da un informatore di Milwaukee. Raffigura una classe mista  di alunni americani. Sul retro a matita la seguente scritta : Julia Balassone  – 5 grade – St. Joseph. A questo punto sono passato alla ricerca vera e propria. Individuate alcune Julia Balassone  nel nordest statunitense, ne ho scelta una per esclusione (data nascita troppo lontana da quella presunta della foto, cognome assunto dopo matrimonio). Dopo aver controllato i dati relativi alle partenze di navi verso gli Stati Uniti da tutti i porti italiani e europei, i censimenti USA più vivici al periodo approssimativo dello scatto della fotografia e aver verificato l’esistenza delle diverse scuole intitolate a St. Joseph nel nordest americano, ho incrociato tutti i dati.

Ecco il risultato :  Donato Balassone di anni 44 di Sulmona, Aquila parte nel 1905 da Napoli per New York con il figlio Giuseppe di 16 anni. E’ già stato a Boston, MA dal 1900 al 1903, ma questa volta va dal cugino Giovanni Balassone a Portsmouth in New Hampshire. Da lì il figlio Giuseppe  partirà eventualmente per Niagara Falls, New York dove si sposerà con Mamie, e nel 1914 avrà una figlia che battezzerà Julia. Nel 1924 Julia Balassone frequenta la 5 classe della scuola cattolica St. Joseph Academy, come si deduce da un’analisi approfondita del censimento.

La fotografia adesso ha un’altra anima.

 

Ernesto R Milani 

 Ernesto.milani@gmail.com

3 ottobre 2010

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