Intervista a Zuoxiao Zuzhou, rocker underground cinese — Lombardi nel Mondo

Intervista a Zuoxiao Zuzhou, rocker underground cinese

Testo originale: An Interview with Chinese Underground Rock Musician Zuoxiao Zuzhou, di Tim Hathaway, giornalista e traduttore del Southern Weekl. Ripreso da The China Beat: Riflessioni e commentari sulla Cina contemporanea da parte di studiosi, giornalisti e blogger, coordinati presso l’Università di California a Irvine. Tradotto da Laura Diel

Non basta ascoltare un paio di canzoni di Zuoxiao Zuzhou per comprendere la fama che va conquistandosi. Il suo marchio di fabbrica sono certe “steccate” particolari, e forse proprio per il suo strano modo di cantare, ben diverso dai suoni melensi del pop-rock cinese, Zuoxiao è diventato uno dei rocker più famosi del Paese.

Iniziata la carriera nel 1993, finora ha prodotto dieci album e pubblicato un romanzo best-seller, oltre ad occuparsi anche di fotografia. Nei primi anni ’90 è stato uno dei membri fondatori dell’East Village a Pechino, un quartiere di artisti d’avanguardia, dove ha anche incontrato per la prima volta Ai Weiwei e altri artisti con i quali continua a collaborare.

Recentemente Zuoxiao ha collaborato all’ultimo album del gruppo rock canadese Cowboy Junkies, Renmin Park, uscito nel giugno di quest’anno: contiene una cover di un suo pezzo e in un altro è lo stesso Zuoxiao a cantare.

Ho avuto modo di intervistare Zuoxiao in due occasioni sulla collaborazione con i Junkies e la sua carriera come musicista, scrittore e artista. Ecco una sintesi delle interviste.

TH: Come mai hai uno stile di cantare così diverso, e quali reazioni suscita la tua musica?

ZXZZ: Ho sempre voluto rendere l’estressione artistica qualcosa di più intimo e usare uno stile con il quale fosse relativamente semplice comunicare e distillare la mia arte. Quando si tratta di estetica, la maggior parte della gente si ferma al livello del piacere o al suo preteso valore educativo, così ci sono persone che dicono di apprezzare quello che faccio. Altri mi ammirano. Altri s’indignano. Suscito ogni tipo di reazione.

TH: Come hai conosciuto Michael Timmins dei Cowboy Junkies?

ZXZZ: A dire la verità non ci siamo mai incontrati di persona, né abbiamo comunicato direttamente perché parliamo lingue diverse. Negli ultimi due anni un critico rock chiamato Eric Chen è stato il nostro mediatore e ci ha aiutato a comunicare. Sono molto riconoscente ai Cowboy Junkies per aver apprezzato il mio lavoro. La loro cover di “I Cannot Sit Sadly by Your Side” è stata ricevuta meglio della mia versione.

TH: Come paragoni la loro musica e il loro stile a quelli di altri musicisti cinesi? Chi ti ricordano?

ZXZZ: I Cowboy Junkies hanno un tocco simile a quello di Xu Wei, uno dei più noti rocker cinesi. Anche lui suona del folk, sebbene quello dei Cowboy Junkies abbia un taglio diverso. Anche io sono considerato un artista folk. In realtà penso di essere un po’ più strano.

TH: Perché hai accettato di collaborare con loro?

ZXZZ: Ho percepito una specie di benevolenza nella loro musica. Sono artisti assai creativi e il loro amore per la musica va oltre ogni limite. Sanno veramente il fatto loro quando si tratta di creare pezzi nuovi. Ricordo che una volta Michael mi diceva via email che secondo lui la mia musica è un mix tra Nick Cave e Leonard Cohen, e il mio stile espressivo simile a quello di Tom Waits. Ma è impossibile copiare davvero lo stile altrui. Anche se non mi piacciono certi paragoni, come fargli cambiare idea? Forse in un certo senso ha ragione.

TH: Michael Timmins ha detto di considerarti un “vero artista”, qualcuno che non accetta compromessi. Cosa ne pensi dei compromessi, soprattutto in termini di tentazioni commerciali?

ZXZZ: Una persona pura non riesce a sopravvivere. Quando si vive occorre fare dei compromessi. Quando registri della musica, fai un album che poi vendi o che almeno vuoi che altri ascoltino. Né i io né i Cowboy Junkies siamo considerati musicisti mainstream. Abbiamo entrambi un buon seguito, ma loro hanno più fan di me. Vivere è relativamente facile, ma per vivere in maniera dignitosa servono anche dei soldi, se non addirittura di un’arma. Non serve andare lontano per vederlo. È così ovunque, non c’è bisogno di spiegarne i motivi.

TH: Cosa vuol dire il tuo nome?

ZXZZ: Non ha un significato vero e proprio. È un po’ difficile spiegarlo, soprattutto agli occidentali, ed è difficile da pronunciare. Si può considerarlo una sorta di marchio, come Adidas o Pierre Cardin.

TH: A quali progetti hai collaborato quest’anno?

ZXZZ: In aprile ho realizzato una mostra d’arte contemporanea con Jin Feng, Yuan Gong e Xi Jianjun presso il Museo d’Arte e Archeologia Sackler dell’Università di Pechino, intitolata “3+X” Ogni Espressione. È andata davvero bene. È stata visitata da molte persone, ma non mi interessa molto questa parte del mio lavoro. Mi rendo conto che molti sono venuti solo per la mia musica o il mio romanzo. Il libro, uscito nel 2000 e intitolato Kuangquan Feimu [狂犬吠墓], è nato dal desiderio di raccontare una storia basata su fatti reali che mi sono successi nel 1997. La sera che dovevo tornare da Hong Kong, il governo del distretto di Tongzhou a Pechino mi ha accusato di essere coinvolto in un’esplosione avvenuta nello stabilimento chimico orientale. Forse si trattava solo di un pretesto per far sparire dalla scena me e la mia ragazza per più di 20 giorni. La storia poi si è risolta e grazie al processo creativo è diventata un racconto di “metamoforsi”. Il mio secondo romanzo sarà pubblicato dalla Shanghai People’s Publishing House in agosto. S’intitola Youshang de Laoban [忧伤的老板]. Contiene molte informazioni interessanti sui cambianti dell’ambito artistico di Pechino è negli ultimi 20 anni.

TH: Per la prima volta hai dato un concerto quest’anno. Perché ti esibisci così poco dal vivo?

ZXZZ: È da diciassette anni che sono sulla scena artistica, ma questo è stato il mio primo concerto a Pechino. L’ho chiamato Tanti Auguri [万事如意]. Mi hanno aiutato molti amici, come Ai Weiwei, Meng Jinghui, Zhu Wen, Jia Zhangke, Ning Jie e Li Yanliang. Il DVD del concerto è quasi finito, così tutti avranno l’opportunità di vederlo. Se possibile, conto di dare molti altri concerti in futuro. Adesso che il polverone degli ultimi dieci anni si è calmato, ci sono molti più giovani che amano la mia musica e ne sono assai contento. Sono tanti i giovani cinesi che non possono seguire i loro ideali, mentre io invece posso farlo.

TH: Prima eri arruolato nell’esercito, da qui come hai iniziato l’attività artistica e musicale?

ZXZZ: La mia carriera artistica è ufficialmente iniziata nel 1993. Ho lasciato l’esercito nel 1990. Vendevo audiocassette per le strade di Shanghai e prima di arruolarmi avevo imparato a suonare un po’ la chitarra. Ho dovuto imparare tutto da solo per poter creare musica, poesie e romanzi. Ho lasciato la mia cittadina vicino a Jianhu, nel Jiangsu, dopo la scuola media. Non mi ricordo più nulla di quel periodo. Nel 1993 con alcuni amici ho fondato l’East Village, la comunità artistica d’avanguardia di Pechino. Questa comunità esercita tuttora una forte influenza sugli artisti contemporanei.

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Testo originale: An Interview with Chinese Underground Rock Musician Zuoxiao Zuzhou, di Tim Hathaway, giornalista e traduttore del Southern Weekl. Ripreso da The China Beat: Riflessioni e commentari sulla Cina contemporanea da parte di studiosi, giornalisti e blogger, coordinati presso l’Università di California a Irvine. Tradotto da Laura Diel.

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