Reportage e mostra fotografica sui profughi Saharawi — Lombardi nel Mondo

Reportage e mostra fotografica sui profughi Saharawi

Il Rosa del Deserto è il titolo dell’esposizione che si terrà nel capoluogo lombardo con il supporto della Provincia di Milano

Dal 10 al 22 novembre 2008 (tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00) presso la Casa della Pace, in via Ulisse Dini 7, Milano si terrà l’esposizione ad ingresso libero Il Rosa Del Deserto.

“Solo la donna può far fiorire l’Hammada” (Antico proverbio Saharawi),

“Da troppo tempo – evidenzia Irma Dioli, Assessora alla Pace, Cooperazione Internazionale e Partecipazione della Provincia di Milano -migliaia di uomini donne e bambini vivono da profughi nelle tendopoli saharawi a Tindouf, in Algeria, lottando contro la fame, la sete, le malattie e, di recente, anche una paradossale alluvione nel deserto. Un popolo in esilio che, nell’attesa di rivedere la patria e ricongiungere i nuclei familiari divisi da decenni, nel frattempo si è organizzato grazie alla tenacia e alla forza delle donne. Questa mostra racconta proprio la fatica quotidiana, ma anche la fantasia e l’energia al femminile, elementi che sono riusciti a ricostruire una parvenza di vita là dove c’erano solo terra e pietre. La speranza di una soluzione pacifica ed equa del problema del Sahara Occidentale passa anche da questa società matriarcale e dalle sue misteriose, inesauribili risorse, che con questo reportage l’Assessorato alla Pace della Provincia di Milano ha voluto raccontare per far luce su uno dei tanti conflitti purtroppo dimenticati”.

 

La storia: NEL 1975 la Spagna abbandona il Sahara Occidentale, l’ultima colonia europea in Africa: un territorio di 250 mila chilometri quadrati, grande poco meno dell’Italia, dove vivono circa un milione di Saharawi. Un popolo di nomadi, pastori e pescatori, che non conosce la guerra. Marocco e Mauritania cercano di prendere il controllo della regione. A far gola sono le coste atlantiche, le più pescose dell’Africa, le più ricche miniere di fosfati del pianeta e i pozzi di greggio. La resistenza degli indigeni è improvvisata ma tiene duro fino al 1984, quando un muro di 2.700 chilometri, costruito dai marocchini, divide in due lo Stato. In 200 mila fuggono a Tindouf, nel vicino Sahara algerino, dove tuttora vivono in un colossale campo profughi. Gli altri restano nella terra occupata, con il divieto di espatrio. Intere famiglie vengono divise per sempre. E sull’hammada di Tindouf, il deserto in pietra, un popolo comincia a ricostruire dal nulla i fondamenti della vita. Con ospedali, scuole, addirittura un enorme orto. Una società misteriosa, sorretta per intero dalle donne. E’ il rosa del deserto, di cui per la prima volta questa mostra vuole raccontare per immagini, la forza, la speranza e la prodigiosa capacità di riportare l’energia nel “vuoto”.

 

Fonte:

http://temi.provincia.mi.it/casadellapace/

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