Artisti italiani del XIX secolo al Museo Imperiale di Petropolis — Lombardi nel Mondo

Artisti italiani del XIX secolo al Museo Imperiale di Petropolis

Il palazzo imperiale di Petropolis – ora museo imperiale a circa 65 chilometri da Rio de Janeiro – accoglie dal 15 marzo al 5 agosto una interessante mostra sugli artisti italiani del diciannovesimo secolo che scelsero di vivere per sempre o per una parte della loro vita in Brasile

Il museo, palazzo estivo dell’ex famiglia imperiale brasiliana, ebbe il suo periodo fulgido tra il 1894 ed il 1903 quando divenne capitale dello Stato di Rio de Janeiro e dai prossimi giorni ospiterà 30 opere di artisti italiani .  Le opere provenienti dal Museo dell’Unità sono esposte nell’ambito dell’iniziativa Italia in Brasile, grazie alla collaborazione fra l’Ibram (Istituto brasileiro de museus e ministerio da Cultura, e l’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro.

L’iniziativa curata da Maurice Vicente Ferreira Jr., direttore del Museo Imperiale, presenta una parte del panorama artistico italiano dell’epoca. Opere di artisti italiani che hanno conosciuto la fama in Brasile, conservate da musei pubblici e raccolte private nel Paese sud americano,  come il trevisano Nicolao Fachinetti (1824 – 1900) , noto per i suoi paesaggi, o l’ancor più noto  Edoardo de Martino (1838 – 1912) che, pur frequentando a Napoli l’Accademia Navale borbonica, seguì i corsi del locale Istituto di Belle Arti e le botteghe dei più famosi pittori dell’epoca, dedicandosi alla riproduzione di velieri e navi da lui stesso realizzati in miniatura.

Cittadino del mondo Facchinetti raggiunse il sud America ed ebbe l’attenzione dell’imperatore Dom Pedro II di Bragança, grande estimatore dell’Italia, che gli commissionò una serie di dipinti di grandi dimensioni, a memoria degli scontri navali durante la guerra del Paraguay. La commissione gli valse la notorietà e partecipò all’Esposizione Generale di Belle Arti del 1870, nella quale venne premiato per due sue opere.

Nel 1876 si trasferì a Londra, lasciando però in Brasile oltre 300 tele. In Inghilterra fu accolto dal mondo che gravitava intorno alle iniziative navali della Corte, tanto che ebbe l’opportunità di viaggiare per mare lasciando negli archivi del Castello di Windsor albi e cartelle di disegni sui viaggi di quegli anni.

Fachinetti fu anche amico del Kaiser Guglielmo II e nondimeno frequentò personaggi  della Marina Miliatere Italiana e di Casa Savoia, verso la quale ha professato nella sua vita grande devozione.

Pittore assai prolifico, si calcola che abbia lasciato ai posteri non meno di 4000 opere e 2.500 quadri ad olio.

Ma nella raccolta in mostra a Palazzo Imperiale saranno presenti anche opere di Alessandro Cicarelli giunto in Brasile  successivamente all’insediamento della Corte brasiliana a Rio de Janeiro, allorchè  fu dato grande impulso alla vita artistica, culturale e intellettuale del paese. In quel periodo arrivarono dall’Europa pittori e musicisti; vennero istituiti corsi di formazione superiore, Facoltà, Accademie e Istituti e borse e pensioni ad artisti nazionali perchè viaggiassero in Europa. Sposata dall’imperatore Dona Teresa Cristina, sorella di Ferdinando II, re delle Due Sicilie vi fu un ulteriore avvicinamento fra i due mondi con l’arrivo di artisti provenienti da Napoli e da altre parti dell’Italia, come Alessandro Ciccarelli (Napoli, 1811- Napoli o Santiago del Cile, 1879), professore di pittura della principessa reale, che dipinse anche il matrimonio di Dom Pedro II con la regina siciliana.

La mostra offrirà inoltre l’opportunità di ammirare le tele di pittori italiani dei quali sono stati acquisiti i dipinti dalla corte brasiliana come Natale Schiavoni, Uberto Cavina, Giovanni Ferrario e Carlo Pagani ed anche quelle del principe  Luigi di Borbone  Principe delle Due Sicilie e Conte d’Aquila, fratello dell’imperatrice Cristina e marito della principessa  Januaria sorella dell’imperatore Pietro II, o le vignette di satira politica di Angelo Agostini, direttore di giornali illustrati celebre nella seconda metà del XIX secolo.(29/02/2012-ITL/ITNET)

Fonte: italiannetwork

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