L’Unhcr elogia Ecuador Honduras e Portogallo — Lombardi nel Mondo

L’Unhcr elogia Ecuador Honduras e Portogallo

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, António Guterres, ha rivolto un elogio a Ecuador, Honduras e Portogallo per essersi aggiunti al sempre più numeroso novero di Paesi che hanno intrapreso passi concreti per affrontare la questione dell’apolidia.

Tutti e tre gli Stati hanno aderito alle convenzioni nel corso di un evento speciale, tenutosi a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. In particolare l’Ecuador è diventato parte della Convenzione sulla riduzione dell’apolidia del 1961, l’Honduras della Convenzione relativa allo status delle persone apolidi del 1954 e il Portogallo di entrambe.

“L’azione compiuta da questi tre Stati testimonia la crescente consapevolezza sulla questione dell’apolidia e, cosa ancora più importante la volontà politica di affrontarla”, ha sottolineato Guterres, evidenziando come il fenomeno dell’apolidia colpisca fino a 12 milioni di persone in tutto il mondo. La maggior parte di loro non ha una residenza garantita nel Paese in cui risiede, si vede negato il diritto legale di lavorare e gode di un accesso limitato all’istruzione e all’assistenza medica. “Siamo a un punto di svolta”, ha detto Guterres. “Negli ultimi 18 mesi, 15 Stati hanno aderito alle Convenzioni e siamo a conoscenza del fatto che molti altri – nelle Americhe, in Africa, Asia, Europa e Medio Oriente – si stanno preparando a farlo. Si tratta di un fatto senza precedenti”.

Guterres ha fatto quindi riferimento a una decisiva conferenza ministeriale, svoltasi lo scorso anno a Ginevra, durante la quale oltre 60 governi promisero di intraprendere azioni per prevenire e ridurre l’apolidia, oltre che per tutelare i diritti delle persone apolidi. Dodici Paesi si impegnarono a riformare le proprie legislazioni in materia di nazionalità, comprese quelle che discriminavano le donne impedendo loro di trasmettere la nazionalità ai propri figli. Oltre 30 governi si impegnarono poi ad aderire a una o a entrambe le convenzioni.

La Convenzione del 1954 stabilisce i diritti fondamentali delle persone apolidi, mentre quella del 1961 definisce le garanzie per prevenire l’apolidia e per ridurre la popolazione apolide in futuro.

L’Alto Commissario ha inoltre esortato gli Stati a porre fine al fenomeno dell’apolidia e alla negazione dei diritti umani che esso implica entro il prossimo decennio, evidenziando come l’apolidia “nel ventunesimo secolo sia un anacronismo”. Guterres ha dichiarato che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è pronto ad assistere i governi nel trovare soluzioni e ha sottolineato come l’adesione alle convenzioni costituisca solo il primo passo.

Nel 2011 l’UNHCR ha lanciato una campagna per porre fine all’apolidia. Da allora l’Agenzia ha registrato 22 adesioni – da parte di 15 Paesi – a una o entrambe le convenzioni. Con queste ultime adesioni adesso sono 76 gli Stati parte della Convenzione del 1954 (erano 65 all’inizio dello scorso anno) e 48 quelli della Convenzione del 1961 (dai 37 dell’inizio del 2011).

Fonte: (aise)

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