«Riaprire S. Marino dopo 20 anni» — Lombardi nel Mondo

«Riaprire S. Marino dopo 20 anni»

Il Comune con scuole e giovani per la chiesa di via Comi a Pavia: «Sarà uno spazio sociale»

PAVIA. Da duecento anni la chiesetta di San Marino appartiene al Comune di Pavia, da vent’anni o poco più è chiusa, dal 2005 il comitato spontaneo per San marino ne chiede la riapertura. E nel frattempo i ladri hanno smurato acquasantiere, portato via cancelli in ferro battuto del Cinquecento che chiudevano le prime due cappelle di destra e sinistra, rivoltato i cassetti della sagrestia e asportato tutto l’asportabile. Mentre la tavola lignea attribuita un tempo al Salaino ed oggi al Giampietrino, allievo di Leonardo da Vinci è oggi conservata provvisoriamente nei locali della curia vescovile. Dentro nidificano piccioni, i cui escrementi vistosamente macchiano le panche e l’organo cinquecentesco, un Antegnati, prende polvere. Ora il Comune la vorrebbe riaprire, per farne uno spazio civile, sociale, persino aperto al culto. E come chiedeva quasi dieci anni fa il comitato spontaneo per San Marino, restituirla alla città pulita e agibile. In che modo? «Abbiamo un progetto da presentare alla fondazione Cariplo – spiega l’assessore al commercio Pietro Trivi – noi stanzieremo centomila euro in due anni, altrettanti dovrebbero essere finanziati dalla Cariplo». Un progetto (San Marino per la città, la città per San Marino) che prevede la pulizia, la sistemazione, il ripristino degli arredi e la possibilità di coinvolgere giovani professionisti d’eccellenza del territorio come ventilato durante gli Stati generali del lavoro, e gli allievi delle scuole superiori

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