Città della salute della Lombardia: Sesto San Giovanni in pole come sede del progetto — Lombardi nel Mondo

Città della salute della Lombardia: Sesto San Giovanni in pole come sede del progetto

La V Commissione “Sanità e Assistenza” affronta il nuovo piano per la costruzione di un incubatore di istituti sanitari lombardi in un unico polo geografico. Intesa trasversale PDL-IDV per il sostegno alla candidatura sestese. L’UDC difende Milano, mentre da PD e SEL più attenzione allo stato della ricerca e del progresso scientifico
La città metropolitana come volano per la realizzazione della Città della Salute della Lombardia. Questa è l’ipotesi emersa mercoledì, 27 Giugno, durante seduta della V Commissione “Sanità e Assistenza” del Consiglio Regionale della Lombardia.
In seguito alla riconsiderazione del progetto che prevede la creazione di un unico polo ospedaliero nel quale riunire le eccellenze della sanità lombarda, Regione Lombardia è chiamata in tempi brevissimi a definire un nuovo piano con risorse e road map ben determinate.
Dinnanzi a Consiglieri ed Amministratori Locali, l’Assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani, della Lega Nord-Padania, ha evidenziato quattro punti principali per la realizzazione della Città della Salute lombarda: garanzia di gratuità degli spazi per Regione Lombardia, assenza di vincoli ambientali nelle aree individuate per la realizzazione del progetto, presenza di infrastrutture, e definizione precisa del luogo dell’iniziativa.
Proprio la deinizione della sede della Città della Salute è il nodo più più difficile da sciogliere. Come dichiarato dal Direttore generale di Infrastrutture Lombarde, Antonio Rognoni, le aree “papabili” per il progetto sono quella dell’ex-Caserma Perruchetti, a Milano, e quella della zona ex-Falck, tra Milano e Sesto San Giovanni.
“Occorre tenere da conto anche il Policlinico di Milano e l’Ospedale Militare di Baggio, che è ben collegato con l’Ospedale San Carlo – ha dichiarato l’Assessore al Welfare del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, intervenuto in Commissione in vece del Sindaco della Capitale Lombarda, Giuliano Pisapia – In ogni caso, il Comune valuterà nel merito ogni progetto scelto dalla Regione per il bene dei cittadini”.
Più determitata ad ospitare la Città della Salute nel proprio comune si è rivelata il Sindaco di Sesto San Giovanni, Monica Chittò, che ha illustrato di avere avviato il progetto di bonifica dei terreni per preparare l’area ex-Falck alla realizzazione della Città della Salute.
“Bisogna arrivare a una scelta definitiva sul luogo dove costruitre il progetto – ha evidenziato il Consigliere Stefano Carugo, del Popolo Della Libertà – Ad oggi, grazie anche alla costituenda Città Metropolitana, l’area tra Milano e Sesto San Giovanni è la più idonea ad ospitare la Città della Salute”.
Favorevole alla candidatura di Sesto San Giovanni si è detto anche Stefano Zamponi, dell’Italia Dei Valori, che ha sottolineato il ruolo importante esercitato dal Comune sestese per accreditarsi come sede di un progetto destinato a migliorare la qualità della sanità lombarda.
A supporto della candidatura di aree nel Comune di Milano è stato invece Enrico Marcora, dell’Unione Di Centro, che ha invitato a considerare le zone dedicate allo svolgimento dell’Expo come potenzialmente ridestinabili a scopi sanitari dopo lo svolgimento dell’Esposizione Internazionale del 2015.
“E’ necessario fare chiarezza sulla concezione generale del progetto, sulla gestione e sulle prospettive della ricerca – ha invece dichiarato Carlo Borghetti, del Partito Democratico della Lombardia – bisogna integrare le strutture della Città della Salute con quelle già esistenti per non disperdere le eccellenze lombarde”.
Più attento al lato scientifico, rispetto che a quello geografico, si è detto anche Giulio Cavalli, di Sinistra-Ecologia-Libertà, che ha sottolineato la necessità di di chiarire in maniera soddisfacente i costi e le voci di spesa di un progetto che deve valorizzare non solo il servizio sanitario, ma anche la ricerca: un settore in cui Regione Lombardia produce continuamente delle eccellenze, spesso destinane a emigrare in altre regioni del Mondo.

Matteo Cazzulani

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