STUCCATORI LOMBARDI IN BASSA SASSONIA (1680 – 1750) — Lombardi nel Mondo

STUCCATORI LOMBARDI IN BASSA SASSONIA (1680 – 1750)

Ai lettori di www.lombardinelmondo.org proponiamo «Stuccatori lombardi in Bassa Sassonia (1680 – 1750)» apparso in «Arte e Artisti dei Laghi Lombardi (gli stuccatori dal Barocco al Rococò)», Como 1964 – Società Archeologica Comense di Rosalba Amerio.
STUCCATORI LOMBARDI IN BASSA SASSONIA (1680 – 1750)

Schloss Oldenburg

di Rosalba Amerio

E’ noto come gli artisti italiani, specie nei secoli XVII e XVIII, si spin­sero numerosi in Germania. I dati e le pubblicazioni non mancano al ri­guardo per la zona centro-meridionale; per quella settentrionale e per il Niedersachsen (Bassa Sassonia) in particolare, siamo pressoché privi di materiale edito.

Si possono desumere notizie dagli archivi locali, da brevi articoli re­lativi alla attività italiana in determinate zone – i così detti Bezirke – (sono articoli, per la massima parte, di storici o archivisti tedeschi più che di critici, di carattere quindi più storico-documentario che critico-estetico), da Inventari dei Kunstdenkmäler delle varie provincie, da libri relativi alla storia religiosa, politica e sociale di alcune città; opere e documenti tutti utili a fornire, dopo accurato esame e selezione, elementi per una vera storia dell’attività italiana nel Niedersachsen.

La quantità del materiale è grande ed è necessario, per dare una certa organicità alle notizie ed ai dati relativi agli artisti italiani attivi in questa regione, fare un elenco per ordine alfabetico. E’ una rassegna documen­taria (già attuata in parte dallo Schuster (1), nella quale include però te­deschi ed artisti di altre nazioni, dallo Hermanin (2) e dallo Zendralli (3) che ho tentato di compiere e dí ampliare con nuovi dati e nomi che dovrà uscire tra breve in un mio lavoro sull’attività di architetti, stuccatori, la­picidi e maestri murari italiani che hanno lavorato nel Niedersachsen nei secoli XVII e XVIII. Tra essi (di alcuni non se ne conosce purtroppo l’origine), molti provengono dalla regione lombarda.

Già nel secolo XVI si aveva avuto qualche sporadica apparizione di artisti lombardi nella Bassa Sassonia. Giovanni Maria Nosseni architetto, pittore e stuccatore luganese, con la sua vasta attività a Stadthagen, Wolfen­büttel ed a Dresda ne è un esempio caratteristico. Ma solo nei secoli suc­cessivi, ripetiamo, si ha qui una vera e propria immigrazione di queste maestranze.

Nell’architettura l’apporto rimane più anonimo perché mancano per­sonalità artistiche spiccate e vi è perciò un adeguamento quasi totale alle richieste ed ai gusti tedeschi. Ciò dovuto anche al fatto che, essendo l’im­migrazione in massa, il livello del loro mestiere artistico non sempre era alto. La produzione in questo campo quindi, malamente si distingue da quella nordica, anche perché priva di elementi esornativi.

Vedasi ad esempio il castello di Celle (opera in parte dell’arch. emi­liano Lorenzo Bedogni e dell’arch. bresciano Arighini) o quello di Olden­burg (opera per buona parte dell’arch. Andrea Speza (4).

Nella pittura invece e nella decorazione a stucco in particolare, l’ap­porto della regione italiana nell’ambito sassone è più vivo e qui più che nelle altre forme d’arte si possono mettere in evidenza le caratteristiche stilistiche proprie all’arte lombarda senza esclusione del campo artigianale, poiché basato sulla pratica corrente, con capitale artistico proprio, conte­nente formule lombarde prese dai centri più attivi di questa regione ita­liana. Questo fattore è tanto più importante per il motivo che nella Bassa Sassonia l’arte tedesca (locale) e nordica in generale, avevano avuto sinora il predominio assoluto ed esclusivo in tutti i campi. Ed è appunto, come detto, nella decorazione a stucco, in questo particolare tipo di esplicazione artistica che notiamo più forti gli influssi italiani.

In questo mio articolo desidero trattare degli stuccatori lombardi (5). Non mi soffermerò su ognuno in modo particolare (6), farò solo una breve elencazione, citando le opere da loro eseguite, onde mettere in risalto l’apporto da loro arrecato in questa regione tedesca.

Sono artisti per lo più attivi nelle corti di Celle, Hannover, Osna­brück, Braunschweig, ove era vivo il culto non solo per le arti figurative, ma anche per la musica (quindi costruzioni di teatri, decorazioni, sce­nografie, ecc.).

Sovente in collaborazione con artisti tedeschi o sotto la direzione di un Baumeister o Architekt italiano o tedesco, essi decorarono gli interni di castelli, chiese e palazzi, ovunque profondendo con dovizia i loro mo­tivi a foglie d’acanto, i loro putti, maschere, festoni, le loro volute grasse, pastose, a pieno rilievo, tipicamente barocche.

L’arrivo degli artisti lombardi in Germania e degli artisti italiani in generale, era strettamente legato al mutamento decisivo del gusto che av­veniva in tutta l’Europa nel periodo barocco, specialmente alle corti reali e principesche e fra la nobiltà. E dalla Bassa Sassonia i signori si erano spinti in Italia, per amore dell’arte e del teatro, per un desiderio più va­sto di cultura umanistica. Novelli mecenati, avevano favorito in tutti i modi l’affluire degli artisti italiani nelle loro corti, onde arrecare nuovi apporti, nuova linfa vitale alla produzione locale. Esempio notevole, in questo campo, fu la corte di Hannover.

E gli italiani – i lombardi in particolare – una volta arrivati, sape­vano proteggere i loro interessi e quelli dei loro connazionali, che face­vano venire gli uni dopo gli altri. Essi partivano giovani dai loro paesi natali e diventavano poi cittadini tedeschi, come mostrano sovente i loro nomi germanizzati (es. Andrea Speza o Spaz) ed il fatto che sovente si accasavano (es. Arch. lombardo Franz Mitta) e rimanevano nella loro patria di adozione sino alla morte (es. il maestro murario Crotogino Giu­seppe o l’arch. veneto Tommaso Giusti).

Taluni tra gli stuccatori che menzionerò in questo articolo hanno la­vorato in collaborazione o sotto la direzione di stuccatori di altre regioni italiane (in prevalenza veneta) ed il risultato fu sempre una fusione pia­cevole di elementi nostrani in accordo con l’ambiente tedesco.

 

BONARDI Pietro Antonio – Stuccatore. Di origine bresciana. Attivo intorno al 1680 nella Stadtkirche di Celle come aiuto dello stuccatore, di origine prob. veneta, Giovan Battista Tornielli.

 

CAMINADA Michele – Stuccatore. Appartiene alla famiglia di ori­gine comasca, buona parte dei cui membri lavorò in varie località tedesche. Secondo il prof. Rasmo i Caminada deriverebbero da Brienno; secondo il prof. Cavarocchi da Pellio Sup. Intelvi, dove la famiglia vive tuttora. Attivo dal 1710 sin dopo il 1747. Lavorò dapprima alla decorazione del Castello di Stolberg, poi a Detmold nella Favorita, nel Castello di Blankenburg in collaborazione con altri stuccatori italiani, nella chiesa di S. Andrea di Hildesheim (1720), nel Duomo (1725-34), nel Palazzo Vescovile ed in altre case ivi.

Nel libro dei morti della Kreuzkirche di Hildesheim, è menzionato, in data 1728, un Giovanni Caminada. (Non si conoscono altre notizie).

 

CARCANI Nicola – Stuccatore. Proveniente probabilmente da Lu­gano, dove lavorò nella chiesa di S. Rocco. Nel 1690 ca. fu attivo nel Lust­schloss di Salzdahlum con altri stuccatori italiani.

 

CASTELLI Carlo Pietro – Stuccatore. Proviene da una antica fa­miglia di stuccatori luganesi. Il padre Giovanni Pietro aveva attivamente lavorato in Germania (tra l’altro: a Godesberg, Bonn, Altenburg, Würz­burg sovente in collaborazione coi figli).

Carlo Pietro – il cui nome appare sovente con quello del fratello Domenico in pagamenti tra il 1728 ed il 1750 – fu attivo nel Castello di caccia di Clemenswerth (distretto di Osnabrück) dopo il 1736. La decorazione venne da lui eseguita sotto la direzione del francese Michele Le­veilly (autore degli «Stuckentwürfen») ed in collaborazione col fratello e l’italiano Pietro Morsegno. Lavorò pure nel Castello di Poppelsdorf, a Francoforte sul Meno nel Thurn und Taxis Palais ed altrove (7).

 

CASTELLI Domenico – Stuccatore luganese. (Vedi Castelli Carlo Pietro).

 

FERABOSCO Pietro – Stuccatore. Proviene da Laino (Val d’Intelvi). La sua famiglia fu attiva in Austria ed in Boemia. Attivo nella seconda metà del XVII sec., lavorò nel Castello di Osnabrück (1673-1679).

 

GIULIANI Pietro (detto Simonas) – Stuccatore. Appartiene alla fa­miglia di artisti di Roveredo. Attivo nella seconda metà del XVII secolo, morì, pare, a Roveredo. Lavorò nel Castello di Osnabrück tra il 1673 ed il 1679, a Roveredo stesso nella collegiata di S. Vittore ed in altre chiese dei dintorni negli anni 1676-1692.

 

RAINERI Giovanni – Stuccatore. Originario di Cannobbio, fu attivo nella seconda metà del XVIII sec. nella Stadtkirche di Celle ed a Gottinga.

 

RAINERI Giuseppe – Stuccatore. Cugino di Giovanni. Fu attivo con questi a Gottinga, dove ebbe la residenza. Seconda metà del XVIII sec.

 

RAINERI Marco Antonio – Stuccatore. Fratello di Giovanni, fu at­tivo nella seconda metà del XVIII sec. a Gottinga, dove ebbe la residenza. Lavorò pure ad Hannover nella Neustädterkirche e nella Stadtkirche di Celle col fratello. Notizie di lui sino al 1774.

 

RAINERI Nicola – Stuccatore e pittore. – Fu attivo nella seconda metà del XVIII sec. nell’interno del Castello di Osnabrück. Imparentato proba­bilmente con i sopramenzionati Raineri e residente a Gottinga.

 

RIZO – Stuccatore. Nome ignoto. – Probabile membro di una fami­glia di maestri grigioni di San Vittore (Roveredo). Attivo intorno al 1690 nel Lustschloss di Salzdahlum con altri stuccatori italiani.

 

ROSSI Carlo – Stuccatore. Attivo nella prima metà del XVIII sec. Notizie dal 1718 al 1730. Proviene da una famiglia di Como. Lavorò nel Residenzschloss di Braunschweig, nel Castello di Blankenburg in collabo­razione con Michele Caminada e Simone Walnegra (vedi sotto), nella chiesa di S. Andrea e nel Duomo di Hildesheim sempre con Caminada, così come nell’interno del Waldhof di Hassefelde (Jagdhaus).

 

ROSSI Domenico – Stuccatore. Attivo nella seconda metà del XVII sec. Forse padre del precedente. Attivo nel Castello di Osnabrück assieme a Perinetti Giacomo. Forse lavorò anche in Slesia.

 

ROSSO Pietro – Stuccatore. Imparentato probabilmente con gli altri. Nel 1696-1698 lavorò nel castello di Herrenhausen di Hannover (e preci­samente nelle Orangeriegebäude), dal 1700 al 1706 nell’Alten’schen Palais di Hannover-Linden e nella Ratstube di Magdeburg.

 

SALLE Filippo – Stuccatore. Proviene da Roveredo. Attivo verso la fine del XVII sec. Lavorò nella Stadtkirche di Celle sotto la direzione di Giovan Battista Tornielli (1677).

 

SOLARI – Stuccatore. Proveniente da Valle Intelvi (un ramo di questi Solari emigrò a Carona). Attivo alla fine del XVII sec. Questo So­lari, di cui il nome è ignoto, lavorò nel Lustschloss di Salzdahlum verso il 1690 con altri stuccatori italiani.

 

WALNEGRA (Valnegra, anche Waldnegra e forse Schwarzwald (8), Simone – Stuccatore. Proviene da Verna Intelvi. Attivo nella prima metà del XVIII sec. Nel 1726 lavorò nel Castello di Blankenburg in collabora­zione con Michele Caminada e Carlo Rossi.

 

Rosalba Amerio

 

 

N O T E

 

(1) SCHUSTER EDUARD, Kunst und Kiinstler in den Fürstenthümern Calenberg und Lüneburg,  ecc., Hannover-Leipzig 1905.

(2) HERMANIN FEDERICO, Gli artisti italiani in Germania, vol. 1 e vol. 2, Roma 1934-1935.

(3) ZENDRALLI A. M., Granbündner Baumeister und Stukkatoren in deutschen Landen zur Barock- und Rokokozeit, Zürich 1930.

Lo stesso, I Magistri Grigioni, Poschiavo 1958.

(4) Vedi il mio articolo Brevi note biografiche sull’architetto Andrea Speza, in Arte Lom­barda, anno IV, n. 2, 1959.

(5) Le pubblicazioni e i documenti più importanti dai quali ho desunto notizie sono i sequenti:

Archivio di Stato di Hannover: documenti vari per le città di Hannover, Hildesheim ecc.

“Kunstdenkmäler Inventare” delle varie provincie della Bassa Sassonia.

SCHUSTER ED., op, cit.

THIEME BECKER, Leipzig 1909.

BLEIBAUM FRIEDRICH, Bildschnitzerfamilien des hannoverschen undhildesheimschen Barock. Strass­burg 1924­

ALVENSLEBEN UGO VON, Die braunschweigischen Schlösser der Barockzeit ecc., Berlin 1937 (e altri suoi volumi su Hannover ecc.).

DEHIO-GALL, Niedersachsen und Westfalen, Berlin 1949, Bd. I.

(6) Per dati più dettagliati, rimando al mio lavoro Italienische Architekten, Stukkatoren und Bauhandwerken der Barockzeit in den welfischen Ländern und im Bistum Hildesheim, che uscirà fra breve, edito dalla Accademia delle Scienze di Gottinga.

(7) Vedi BORCHERS WALTER, Zum schaffen Johann Conrad Schlauns und seines Künstlerhabes im Osnabrücker Raum, in Osnabrücker Mitteilungen, Bd. 68, 1959.

(8) Secondo quanto cortesemente riferitomi dal prof. Franco Cavarocchi di Milano.

 

A cura di L. Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

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