Balli, mare e sole a Santo Domingo — Lombardi nel Mondo

Balli, mare e sole a Santo Domingo

Il merengue è espressione della cultura musicale popolare anche per gli strumenti che vengono utilizzati per accompagnarlo: le bandurrias dominicane e le chitarre tipiche “el Tres” e “el Cuatro”

In occasione dell’annuale Festival del Merengue, dal 26 al 29 luglio prossimi, la capitale Santo Domingo si anima con esibizioni folkloristiche in costume, competizioni ufficiali tra barman, mercatini di artigianato, feste ed eventi dedicati alla succulenta gastronomia locale, come il Festival del dolce creolo.

 

Particolare e del tutto unico nel suo genere, è anche il “palco” scelto per questa straordinaria kermesse tutta dedicata al merengue: gli eventi principali si svolgono, infatti, davanti al Malecón, lo splendido lungomare della capitale, chiuso al traffico per l’occasione e trasformato in una pista da ballo davvero spettacolare dove si esibiscono giovani emergenti e stelle della musica dominicana e latina: saranno presenti, tra gli altri, India Canela, Kiko El Presidente, Eddy Herrera e Sergio Vargas che daranno vita a uno spettacolo così coinvolgente da rendere impossibile il restare indifferenti.

 

Questa autentica maratona “del ritmo” è un appuntamento attesissimo e irrinunciabile che da molti anni raduna nella capitale dominicana migliaia di appassionati che si sfidano a colpi di passi di danza nelle numerose gare di ballo del festival. Il merengue è considerato il “ritmo nazionale” della Repubblica Dominicana e si può dire che scorra nelle vene della sua solare popolazione. La sua storia è molto affascinante ed è strettamente legata a quella del Paese. Anche se è difficile stabilire con certezza le sue origini, sembra che questo ballo sia la derivazione di una danza chiamata Upa Habanera giunta nell’area caraibica tra il 1838 e il 1843, diffondendosi in un primo momento a Porto Rico. Si pensa che un suo particolare “movimento” venisse chiamato merengue, movimento che iniziò ad essere “ballato” in Repubblica Dominicana a partire da metà ’800. Nell’arco di pochissimi anni e dopo qualche controversia, il merengue divenne molto amato a Santo Domingo, soppiantando la tumba, la danza più in voga dell’epoca.

 

Il merengue è espressione della cultura musicale popolare anche per gli strumenti che vengono utilizzati per accompagnarlo: le bandurrias dominicane e le chitarre tipiche “el Tres” e “el Cuatro”. Verso la fine del XIX secolo, la fisarmonica diatonica di origine tedesca, grazie alla sua maggiore maneggevolezza, sostituì la bandurria. La maggiore povertà melodica di questo strumento rese il merengue meno raffinato da un punto di vista sonoro e, di conseguenza, più facile da ballare rispetto a danze che avevano numerose figure e un approccio meno immediato. La sua nuova dimensione più semplice fu anche però l’origine della sua grande diffusione e del favore popolare.

 

Da quest’anno, anche la vicina isola di Porto Rico, grazie alla collaborazione e al sostegno offerto da Brugal, azienda produttrice del celebre rum dominicano, avrà il suo Festival del Merengue, che si terrà (in contemporanea al giorno di chiusura della manifestazione dominicana) il 27 luglio nella capitale San Juan, presso lo stadio Iram Bhiton, in grado di ospitare fino a 25.000 persone. A questa prima edizione portoricana parteciperanno alcuni celebri artisti dominicani come Los Hermanos Rosario e Milly Quezada. All’evento prenderanno parte, con i loro manufatti, anche molti artigiani creoli e verrà allestita un’esposizione anche per numerose imprese alberghiere dominicane.

 

 

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