Artisti Lombardi in Spagna (4) — Lombardi nel Mondo

Artisti Lombardi in Spagna (4)

Offriamo ai lettori una serie sugli Artisti Lombardi attivi in Spagna tra i secoli XII e XIX, un primo passo per comprendere l’estrema mobilità di artisti, artigiani, idee e materiali nel corso dei secoli.
Artisti Lombardi in Spagna (4)

Antonio Campi San Girolamo 1653

CALVI Giovan Battista

(Sec. XVI)

 

Achitetto militare milanese.

Per ordine di Carlo V costruisce, fra il 1544 e il 1585, su antiche muraglie arabe, le fortificazioni di Ibiza.

L’Archivio Generale di Simancas conserva numerosi documenti (redatti dal Calvi fra il 1552 e il 1558), in cui è descritta la sua opera di Direttore delle fortificazioni di Gibilterra, Perpignano, Rozas, Ca­dice, Granada, Mahon e Tortosa.

 

 

CAMPI Antonio

(Cremona, 1525 – Cremona, 1591 circa)

 

Pittore, scultore, architetto, cosmografo e scrittore.

Figlio e discepolo di Galeazzo Campi, fratello di Vincenzo e di Bernardino. E’ operante a Milano nel 1561. Parte per la Spagna col fratello Vincenzo nel 1583. A Madrid dipinge la grande tavola di “San Gerolamo vestito da cardinale” già destinata all’Escorial e oggi al Museo del Prado. Nel 1585 pubblica la «Cronaca di Cremona fedelissima città e nobilissima colonia dei Romani» (con incisioni di Ago­stino Carracci), dedicata a Filippo II. Gregorio XIII gli conferisce l’Abito di Cristo. Se ne conosce il testamento redatto nel 1591. E’ stato maestro di Sofonisba Anguissola.

 

Opere:

 

MADRID. Museo del Prado, San Gerolamo (1,83 x 1,22), 1583.

 

 

CAMPI Vincenzo

(Cremona, 1536 circa – Cremona, 3 ottobre 1591)

 

Pittore, incisore.

Fratello di Antonio e di Bernardino. Giunge in Spagna col fratello Antonio nel 1583. Pittore chiesastico e ritrattista, è noto anche come autore di nature morte. Lavora all’Escorial. Come incisore a lui si deve la Pianta Topografica di Cremona.

 

Opere:

 

MADRID. Museo del Prado, “Crocefissione” (2,10 X 1,41), 1577; “Imbandi­gione allegra” (0,78 x 1,00) (già attribuita al Piazzetta. Se ne conoscono tre repliche).

 

 

CANTONI Caterina

(Sec. XVI)

 

Pittrice.

Di origine milanese, della famiglia dei Leuco, sposata a Bartolo­meo Cantoni.

E’ chiamata in Spagna nel 1559, dove lavora come ricamatrice e merlettaia al servizio di Isabella de la Paz, terza moglie di Filippo II.

Secondo il Lomazzo «divenne eccellente nei ritratti di grandezza naturale, nelle stoffe e nei broccati. Molti suoi ritratti, vestiti di stoffe, si vedono nei palazzi e nelle case dei particolari».

Le si attribuisce il ritratto di Isabella di Borbone, prima moglie di Filippo IV, oggi al Museo del Prado, che altri invece assegnano ad Angelo Nardi.

 

Opere:

 

MADRID. Museo del Prado, “Ritratto di Isabella di Borbone” (1,26 x 0,91).

 

 

CARLONE Michele

(Sec. XVI)

 

Scultore, architetto.

Figlio di Battista, nasce a Scaria (Como) e vive a Genova. Nel 1509 è in Spagna con i fratelli Bernardino e Antonio. Dal Marchese del Cenete riceve incarico di costruire a La Calahorra (ai piedi della Sierra Nevada) un castello destinato ad affermare, in una regione abitata dagli Arabi, i valori della civiltà rinascimentale. La costruzio­ne, durata dal 1509 al 1512, è condotta, sotto la direzione del Carlone («maestro y escultor») da una squadra di «magistri antelami» provenienti dal Lago di Lugano. Per accelerare i lavori vengono ingaggiati altri sette artisti italiani: quattro lombardi (Egidio, Giovanni e Bal­dassare di Gandria, Pietro Antonio da Curto) e tre genovesi (Panta­leone Caciari, Pietro Bacioni e Oberto Carampi). Con contratto del 6 giugno 1512 essi si impegnano a raggiungere La Calahorra e a rima­nervi per un anno, con la paga di 3 ducati mensili per gli scultori liguri, da cinque ducati e mezzo a sette e mezzo per quelli lombardi e otto ducati per Egidio, nella sua qualità di Maestro.

I tre «magistri antelami» (Pietro della Verda di Gandria, Baldassa­re da Canevale di Lancio e Antonio Pilacorte da Carona) lavorano il marmo; i sette scultori, di cui il contratto del 6 giugno 1510, lavorano alla pietra arenaria del luogo. Abbondante materiale già lavorato proviene da Carrara. Si ha notizia di due carichi inviati rispettiva­mente il 18 aprile e il 22 giugno 1510. Amministratore dell’impresa è Martino Centurione. Il castello, costruito sotto la direzione del Car­lone, è oggi in rovina. Alcuni elementi recuperati sono stati utilizzati, nei primi del Novecento, a Granada e a Madrid.

 

Opere:

 

GRANADA. Conv. di San Gerolamo, elementi provenienti da La Cala­horra, fra cui una finestra con conchiglie.

LA CALAHORRA. Castello, Direzione lavori 1509-1512.

MADRID. Coll. privata, Porta della Cappella de La Calahorra. – Palazzo del Infantado, Porte e camino provenienti da La Calahorra.

 

 

CARONA, Francesco da

(Sec. XVI)

 

Scultore.

Due documenti dell’Archivio della Cattedrale di Siviglia, del 30 aprile 1563, l’uno, e del 28 agosto 1565 l’altro, attestano la presenza in quella sede di «Francisco de Carona marmolero milanés». Nel primo egli si impegna a fornire marmi provenienti dall’Italia; nel secondo a fornire marmo e alabastro per il Tabernacolo della Cattedrale. Un terzo documento del 7 novembre 1565 descrive i lavori di scultura che Francesco da Carona, in qualità di «entallador», effettuerà in detto Tabernacolo nel termine di due anni, con la collaborazione di Juan BautistaVàzquez.

Nel 1571 fornisce marmo nero per il pavimento e i gradini della Cattedrale. Nel 1573 gli vengono pagati 440 ducati.

 

Opere:

 

SIVIGLIA. Cattedrale, Tabernacolo della Cappella del SS. Sacramento.

 

 

CARONA, Pietro da

(Sec. XVI)

 

Scultore.

Nel 1519 lavora nella bottega dell’Ordóñez a Carrara. Nel testa­mento del Maestro viene

incaricato di terminare la tomba del Card. Cisneros, destinata ad A1ca1à de Henares.

Assieme a Marco Bernardi rileva dall’Ordóñez il contratto per le tombe dei Fonseca a Coca.

 

 

A cura di Luigi Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

 

fine quarta puntata

Document Actions

Share |


Condividi

Lascia un commento