Artisti Lombardi in Spagna (5) — Lombardi nel Mondo

Artisti Lombardi in Spagna (5)

Offriamo ai lettori una serie sugli Artisti Lombardi attivi in Spagna tra i secoli XII e XIX, un primo passo per comprendere l’estrema mobilità di artisti, artigiani, idee e materiali nel corso dei secoli.
Artisti Lombardi in Spagna (5)

Madrid – Palazzo reale

CASTELLO Fabrizio

(Genova, 1560  circa – Madrid, 30 marzo 1617)

 

Pittore.

Figlio di G. B. Castello, «il Bergamasco», e di Margherita, vedova di N. Granello. Fratellastro di Niccolò Granello. Allievo di Francesco da Urbino, giunge in Spagna con il padre nel 1567. Collabora alla decorazione del Palazzo di Alvaro de Bazán a El Viso. Nel 1576 risulta attivo come aiutante del fratellastro all’Escorial. Tra il 1581 e il 1583 si ha notizia di pagamenti per restauri di quadri (fra cui «La guerra di Granada») e per due pitture su tela e su carta, gradite a Filippo II, raffiguranti l’Escorial in prospettiva.

Il 16 giugno 1584 è nominato «Pittore di Camera», con assegno mensile di 16 ducati­

Lavora a El Escorial con incarichi modesti (doratore, imbianchino, ecc.) assieme a O. Cambiaso, N. Granello e L. Tavarone. Nei primi mesi del 1585 esegue con il fratellastro, con Lazzaro Tavarone e Orazio Cambiaso gli affreschi della volta della Sala delle Battaglie.

Nel 1585-86 collabora alle decorazioni delle Sale Capitolari; dal 1587 al 1590 agli affreschi della Sala delle Battaglie e alla Galleria dell’appartamento della Regina. Nel 1591 esegue le grottesche della Biblioteca.

Con la morte del Granello (1593) terminano gli impegni a El Escorial e per ordine di Filippo III il C. si ritira a Madrid, dove vive in Calle del Prado, Calle San Gerónimo e Calle de León. Si ha notizia di alcune sue pitture eseguite nelle camere da letto del Palazzo di El Pardo, oggi perdute.

Nel 1601 segue la Corte a Valladolid, dove lavora con B. Carducci.

Dai registri contabili del Carmen Calzado risulta che nel gennaio 1610 gli vengono pagati 60 reali per il quadro «La morte di Sant’Alberto».

Si ha altresì notizia di un «Ritratto di Bianca Cappello» esistente nella collezione di Pompeo Leoni, nonché di un Retablo per la Chiesa di San Martín, commissionato nel 1615.

Muore improvvisamente il 30 marzo 1617 (1’atto di morte figura nei registri della Parrocchia di S. Sebastiàn). Il 3 luglio dello stesso anno viene compilata la terna per la sua successione al posto di «Pittore di Camera» (poi attribuito a Bartolomé González).

 

Opere:

 

EL ESCORIAL. Coro, Affreschi della volta, con N. Granello e F. da Urbino, 1585 (poi

cancellati e sostituiti. con quelli di L. Cambiaso). Sala delle Battaglie, “Battaglia di

Higueruela” (contratto 11 gen­naio 1587) (con O. Cambiaso); “Spedizione alle Azzorre” (con

O. Cambiaso e L. Tavarone); “9 episodi di Battaglie” (con gli stessi); “Decorazione della

volta” (con C. Cambiaso, Tavarone e Granello). Sale Capitolari, “Volte” (con gli stessi).

Biblioteca, “Grottesche e dorature” (con Granello); “Scudi delle armi di Casa d’Austria”

(tela). Collegio, “Volta a cassettoni” (con Granello e Tavarone); “Battaglie” (copie su tela

degli affreschi).

EL VISO. Palazzo Alvaro de Bazán, Affreschi (con Arbasia e Perola).

 

 

CASTELLO Felice

(Madrid, battezzato il 4 giugno 1595 – Madrid, 12 settembre 1651)

 

Pittore.

Figlio di Fabrizio e di Catalina de Mata. Nipote del Bergamasco. Pur essendo nato a Madrid, è sempre rimasto nell’ambito italiano. Allievo e collaboratore di V. Carducci.

Un documento del 1° luglio 1617 riporta la terna con la candida­tura di F. Castello al posto di «pittore di camera», in successione del padre. Rinnova l’istanza nel 1627 assieme a G. C. Semini e ad Angelo Nardi. V. Carducci ed Eugenio Cascese, che fanno parte della giuria, gli assegnano il secondo posto, ma Velázquez lo retrocede al terzo. Collabora con V. Carducci per la serie dei quadri del Paular.

Dal 1634 lavora all’Alcàzar di Madrid, a Toledo (Hospital de Afue­ra) e a Getafe (1639) con Angelo Nardi.

Mancano le notizie degli ultimi dieci anni.

Incerto è il luogo della morte. Palomino parla di Madrid, altre testimonianze riferiscono che il Nostro sarebbe morto in Italia.

Si sa però che, già infermo, ha fatto testamento a Madrid davanti al notaio Diego de Càrdenas, l’11 settembre 1651; testamento che la moglie Barbara de Huete rende esecutivo il 7 dicembre 1654.

 

Opere:

 

GETAFE. Chiesa Parrocchiale, Retablo (con A. Nardi e J. Leonardo): “La Maddalena al sepolcro”; “Predicazione della Maddalena”.

GUADALUPE. Monastero, “S. Ildefonso” (234 x 175).

MADRID. Acc. di San Fernando, “La predica di S. Giacomo” (165 x 110) (attr.).- Museo del Prado, “La riconquista di S. Juan de Puertori­co” (290 x 344) (con Cascese); “La riconquista dell’isola di S. Cri­stobal” (297 x 311), F., 1634. – Ch. di S. Girolamo, “La Porziuncola” (250 x 190). – Museo dell’Esercito, “Teodorico” (205 x 118).­Patrimonio Nazionale, “5 vedute del Buen Retiro”. – Coll. privata, “Parabola dell’invitato alle nozze” (188 x 380), F., 1641; “Imposizione della pianeta a S. Ildefonso” (120 x 080); “Storia di Tobia” (170 x235).

TOLEDO. Chiesa di Santa Isabella, “Sacra Famiglia”, “Apparizione della Ver­gine a S. Francesco”.

 

 

A cura di Luigi Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

 

Fine quinta puntata

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martedì 28 Gennaio, 2020