Italiani ingrati? La stampa australiana solleva una polemica durissima — Lombardi nel Mondo

Italiani ingrati? La stampa australiana solleva una polemica durissima

Paolo Rajo: “Italiani ingrati? Ci è mancato il supporto morale, soprattutto. L’Australia è lontana e quando in Italia si pensa agli emigranti noi non esistiamo.”

La stampa australiana solleva una polemica imbarazzante e se ne può trarre un esempio da un giornalista italiano, Paolo Rajo: “Italiani ingrati? Ci è mancato il supporto morale, soprattutto. L’Australia è lontana e quando in Italia si pensa agli emigranti noi non esistiamo.” E’ strano che gli italiani siano tacciati di indifferenza. E’ strindente, ancora di più, per i meridionali, abituati a troppi drammi per non essere solidali. Ma come è accaduto che la “brava gente” del Sud abbia dimenticato la sua radice comune con altri italiani? E’ davvero così?

Dopo il terrificante incendio che ha piegato la schiena persino all’Australia, ricca e giovane terra che ha accolto milioni di emigranti da tutto il mondo, i figli di quegli italiani, per la prima volta, hanno dovuto chiedere aiuto. Molte volte lo avevano offerto, oggi ne hanno bisogno.

Il 7 febbraio scorso è cominciata una vera e propria apocalisse che ha ucciso uomini e animali ed ha devastato le case e le aziende. Incendi a raffica, continuati per un mese, che hanno mobilitato 3000 vigili del fuoco, stremati da una temperatura da inferno in terra. La comunità italiana ha dovuto chiedere sostegno, soccorso economico e si è rivolta, naturalmente, anche all’Italia. Quella stessa comunità che ha risposto quando il Friuli ha urlato il suo doloroso appello per il terremoto. Lo stesso per la Campania e, soprattutto, c’era quando il terremoto più spietato della storia moderna ha ucciso i piccoli di San Giuliano. Ciascuno come ha potuto, gli italiani d’Australia sono stati pronti a dare il loro contributo.

Ora, dopo che i i roghi hanno ingoiato 400.000 ettari di strade, terra coltivabile, boschi, ed ha incenerito 8000 case, rimangono 10.000 famiglie senza più un tetto e il dramma di 201 morti.

Ci ha sorpreso molto leggere come la stampa australiana sollevi una polemica che non credevamo di poter suscitare: “A poco meno di un mese dagli incendi in Victoria, la comunità italiana di tutta Australia attraverso gli appelli di Rete Italia, La Fiamma, Il Globo, i Coasit e la Camera di Commercio di Melbourne ha già raccolto quasi mezzo milione di dollari australiani, da destinare ai sinistrati e loro familiari. La gente comune ha risposto in modo generoso e massiccio. E’ mancato però il supporto degli italiani d’Italia. Eppure dal Friuli al Molise, passando per il grande terremoto dell’Irpinia, non solo gli italiani qui residenti, ma gli stessi australiani, si mobilitarono e con generosità. Per il terremoto dell’Irpinia solo i Governi Statali e quello Federale stanziarono 4 milioni di dollari australiani.(All’epoca il dollaro australiano valeva molto di più della ricorrente Lira). Più oltre 15 milioni di dollari raccolti tra la popolazione italiana e australiana in Australia. Ebbene dall’Italia non si é avuto alcun riscontro pratico per questa sciagura. Nulla. Ma non parlo di denaro, parlo di vicinanza, di senso di appartenenza. Nulla dal Governo Italiano, nulla dal Presidente delle Repubblica Italiana. Nulla dalla Campania e dai comuni irpini e neppure dalla Regione Friuli. Almeno nulla fino ad ora; alcun gesto di solidarietà dalla amata Italia. Se non é così, informateci, ne saremo lieti”.

Nessun sofisma, insomma; Rajo non risparmia l’affondo ed è, purtroppo, solo un esempio di ciò che si legge sui siti web e sulla stampa di Victoria, Sidney, Melbourne.

Interpellato da primapaginamolise.it, Paolo Rajo chiarisce: “Non è una mera faccenda di do ut des, ci mancherebbe. Ci spaventa che noi, italiani come gli emigrati negli Stati Uniti, in Canada o altrove, non siamo più percepiti come italiani. Nell’immaginario collettivo italiano l’Australia è lontana, moralmente lontana. E così non è, affatto. Ci è mancata la solidarietà, quella manifestazione di amore che di solito provoca una tragedia, ovunque avvenga. Per noi, ancora oggi, ogni volta che un italiano arriva qui in vacanza è una festa per tutta la comunità. E se invece viene a cercare lavoro ci mobilitiamo senza riserve”

E aggiunge: “La sola Regione Molise ha inviato una nota di circostanza ma nulla di più.”

E qui vorremmo smentire perché siamo sicuri che invece il Molise c’è, nel limite delle sue concrete possibilità. Non sono tempi facili, soprattutto per noi. In Molise la richiesta di aiuto è arrivata da Leo Di Bernardo, giornalista anche lui e consigliere degli Italiani nel Mondo. Il consigliere regionale Francesco Totaro ha portato la questione in Consiglio regionale e se ne doveva discutere ieri, in IV° Commissione. Non sappiamo ancora l’esito ma c’è la proposta di legge regionale n.152, di iniziativa della Giunta regionale, riguardante gli interventi della Regione a favore dei “Molisani nel mondo” e le relative modifiche ed integrazioni alla Legge regionale n.31 del 2 ottobre 2006. In soldoni, appunto, si tratta di stabilire un come un quanto.

Pur con tutti i suoi problemi, questa regione non dimentica la solidarietà, l’affetto, l’aiuto concreto. I molisani non dimenticano nessuno delle migliaia di persone che hanno teso loro la mano quando non c’era più la forza neppure di chiedere. Ribadiamo, sono tempi difficili. Ma la l’indifferenza no, non crediamo che ci appartenga.

Caterina Sottile

http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=16319&goback_link=index.php

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