Eppur si muove — Lombardi nel Mondo

Eppur si muove

“Chi è abituato a frequentare la collettività, si sente dire spesso che la collettività ormai non esiste più, che non si fa più niente, che ci si limita a ripetere riti stanchi di organi di rappresentanza che ormai svolgono solo un’azione autoreferenziale, lontana dagli interessi della comunità e che è inutile aspettare. Di Marco Basti

che venga qualcosa dall’Italia perché gli italiani, come del resto tutta l’Europa, sono preoccupati per gli sviluppi di una crisi complicata, di una recessione alle porte e di un periodo di cambiamenti profondi che porta i rapporti con gli italiani all’estero in fondo alla classifica degli interessi del paese”.

 

A “muoversi” è la comunità italiana in Argentina che, seppur in modi differenti dal passato, dimostra comunque la sua vitalità: ne è convinto Marco Basti, come spiega nell’editoriale che ha scritto per la “Tribuna italiana”, settimanale che dirige a Buenos Aires.

“Non si può negare che in certi casi è così. Ma al di là di certe noiose riunioni e dichiarazioni di routine, si manifestano in settori e luoghi diversi realtà, progetti e vivacità che smentiscono i pessimisti.

L’edizione odierna della nostra “Tribuna” sembra confermare questo punto di vista. Infatti, partiamo dalla pagina 7, che parla di un importante progetto di ricerca, elaborato dal Consorzio Universitario Italiano in Argentina (CUIA), che riunisce ventiquattro università italiane e numerose atenei argentini, che da otto anni collaborano nello sviluppo di rapporti fra università dei due paesi. Ora il CUIA ha affidato ad uno degli atenei associati, l’Università di Ferrara, la gestione di una iniziativa che propone progetti di ricerca sul contributo dell’emigrazione italiana e della cultura italiana in campi di attività diversi, nella società argentina.

“L’obiettivo dell’iniziativa – ha spiegato il prof. Franz, a capo del progetto – è definire, lanciare e realizzare progetti di ricerca e di didattica pluriennali e multidisciplinari sul patrimonio culturale inteso non solo come valore da conservare in sé, ma anche come prezioso serbatoio di memoria dal quale trarre lezioni per il futuro”.

A pagina 9 poi, c’è la notizia dello svolgimento, ieri, oggi e domani, della XXVII Festa in Piazza, una iniziativa delle associazioni italiane di Mendoza riunite nella fedrazione locale FEDIME che, coronata dal successo, è diventata un appuntamento fisso nell’agenda culturale della zona di Cuyo, con echi in tutta l’Argentina. La Festa in Piazza, come altre iniziative delle nostre associazioni portate al di fuori del proprio circolo, aprendosi alla società locale, è seguita con interesse, con entusiasmo, da migliaia di turisti e residenti. Con esse le nostre associazioni dimostrano la loro vitalità e allo stesso tempo la società argentina conosce o rivede aspetti della cultura italiana che fanno parte dell’eredità culturale del popolo argentino.

La terza notizia – che pubblichiamo a pagina 11 – riguarda un altro importante progetto: il Centro Culturale Italiano di Mar del Plata. In questo caso si tratta di una iniziativa del Comune di Mar del Plata, che nel quadro delle suo progframma di iniziative culturali, si propone di costruire un centro dedicato prevalentemente alla diffusione della cultura italiana. Per far partire questo progetto, il sindaco Gustavo Pulti ha convocato un gruppo di apprezzati esponenti della comunità italiana di Mar del Plata per costituire la Commissione di Cultura Italiana di Mar del Plata che, dopo aver gestito il primo passo – l’approvazione del progetto – è chiamata a continuare ad occuparsi delle nuove fasi, ancora più impegnative, che comporteranno il concorso di tutta la comunità italiana.

 

Mar del Plata è forse la città dell’Argentina dove la comunità italiana è maggiormente inserita e attiva nella società locale, mantenendo la propria identità. Quindi tre iniziative diverse, ma di notevole interesse. Tre modi differenti di impostare i rapporti tra l’Italia, l’Argentina e la comunità italiana residente in questo paese.

Nel caso del CUIA si tratta di una iniziativa delle università italiane (avrà l’appoggio dell’Istituto Italiano di Cultura in Buenos Aires) e di loro partner argentini. Al centro delle ricerche ci sarà il contributo dell’emigrazione italiana, ragion per cui sembrerebbe conveniente qualche forma di coinvolgimento di strutture della comunità. Forse FEDITALIA, forse istituzioni culturali prestigiose quali l’Associazione Dante Alighieri di Buenos Aires, la quale in passato ha svolto ricerche e pubblicato lavori proprio sull’influenza dell’emigrazione italiana in Argentina. Come scrivevamo sopra, la Festa in Piazza, è un modo di uscire dalle nostre associazioni verso l’esterno, verso la società argentina, contando con la collaborazione delle autorità locali e anche di quelle consolari italiane.

Infine il progetto CCI Mar del Plata, comporta una collaborazione più intensa, basata evidentemente sull’apprezzamento dei dirigenti e della collettività italiana da parte delle autorità comunali di Mar del Plata, che si propone, in pieno dialogo con la cultura nazionale argentina, di creare attraverso la cultura italiana, un punto di riferimento nell’America Meridionale, che si propone di intensificare ancora di più gli scambi culturali e scientifici tra l’Argentina, l’Italia, l’America latina e il mondo.

In definitiva, pur se ci sono segnali di indebolimento della realtà italiana in questo Paese, si evidenziano anche iniziative nuove, forme nuove o rinnovate di presenza, che coinvolgono numerose persone e istituzioni. Forse quello che manca ancora è qualcosa che accomuni tante idee e progetti, tante volontà e impegni di fare.

Ma non possiamo dimenticare che siamo italiani, o discendenti di italiani e che ci piace fare ognuno per conto proprio. Sarebbe bello se si riuscisse a lavorare insieme, se si potessero coordinare iniziative, programmi e progetti. Se si potesse far scattare sinergie per meglio approfittare le risorse di cui disponiamo. Ma in attesa o nell’augurio che ciò possa verificarsi, proponiamo dedicarci a promuovere e a sostenere lodevoli iniziative come quelle di cui oggi ci occupiamo, invece delle solite lamentele su qualcosa che non c’è più”.

Fonte: (aise)

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