I LURAGO, STUCCATORI TRA 1600 E 1700 (seconda puntata) — Lombardi nel Mondo

I LURAGO, STUCCATORI TRA 1600 E 1700 (seconda puntata)

Ai lettori di www.lombardinelmondo.org proponiamo «I Lurago, stuccatori tra 1600 e 1700» apparso in «Arte e Artisti dei Laghi Lombardi (gli stuccatori dal Barocco al Rococò)», Como 1964 – Società Archeologica Comense. Un riconoscimento a quegli artigiani italiani (comaschi e ticinesi in particolare) che diffusero gusti e tendenze architettoniche che unirono i Paesi europei.
I LURAGO, STUCCATORI TRA 1600 E 1700 (seconda puntata)

Passau – Altare di S.Stefano

di Franco Cavarocchi

 

CARLO LURAGO

 

E’ più noto come architetto che per l’arte dello stucco, arte che, peral­tro, come ogni maestro intelvese, conosceva alla perfezione. Accenno fuga­cemente solo ai noti Pietro Ferrabosco e Giuseppe Donato Frisoni, ambe­due di Laino, in gioventù stuccatori a Praga, e poi architetto l’uno a Vien­na e l’altro a Ludwigsburg.

Si ignorano completamente i primi anni di attività di Carlo che, ere­ditato il genio artistico dall’avo Rocco (attivo a Genova), pare si allogasse a Laino presso uno dei Ferrabosco, accompagnato dal padre, Giovanni An­tonio, ivi Podestà Generale della Valle Intelvi, per avviarsi all’arte.

Di sicuro, già nel 1638 si trova a Praga, fra le ancora fumanti rovine e devastazioni della Guerra dei Trent’Anni.

Nella Wlasskà ulice (ancor oggi Via degli Italiani), nel quartiere Malà­ Strana (Kleinseite) a Praga, da tempo, si era stabilita una colonia di artisti italiani, quasi tutti intelvesi, campionesi e ticinesi. Ben presto, Carlo si fa largo fra «i compaesani» per la sua arte e perizia (24), acquistandosi a 31 anni il diritto di cittadinanza.

Al servizio dei Gesuiti, inizia la sua attività, ricostruendo e decorando la chiesa di San Salvatore, nel Clementinum, di Praga. La decorazione del 1638 viene continuata sotto la direzione di Carlo, da Domenico Galli e dai nipoti e cugini, Martino e Francesco Anselmo Lurago, dal 1649 al 1659.

Dal 1640 al 1660, Carlo costruisce e decora, con gli stessi collaboratori, la chiesa dei Cavalieri di Malta, detta di S. Maria sub catena, a Praga, or­nando la navata e l’altar maggiore di armoniosi e finissimi stucchi. Sempre al servizio dei Gesuiti, nel 1656, Carlo dà inizio alla sua grande attività boema. A Glatz costruisce la chiesa dell’Ascensione e stucca, di sua mano, il Collegio di quei Gesuiti.

Ritorna a Praga, dove nel 1657, progetta e stucca la chiesa di S. Ivan «sub rupe». In un affresco ivi dipinto, ora in parte distrutto, Carlo era effigiato in preghiera.

Richiesto dal principe imperiale conte Ottavio Piccolomini, si occu­pa della ricostruzione del Castello di Nàchod in Boemia, e spedisce a quel condottiero due disegni (5 settembre 1653) per la decorazione a stucco della relativa cappella.

Domenico de Rossi eseguirà, nel 1657, parte degli stucchi.

Nel 1659 Carlo fornisce i progetti per i lavori e le decorazioni a stuc­co nella Cappella del «Sacro Monte» a Pribram (Boemia).

Segue ora un periodo di lavori in collaborazione col nipote Francesco Anselmo, dal 1663 al 1668, a Waldl (Kladno – Boemia).

Carlo vi costruisce il Chiostro dei Francescani, curandone le decora­zioni.

Il Principe Vescovo di Passavia Conte Wenzel von Thun-Hohenstein, già prelato a Praga, chiama l’architetto imperiale Carlo Lurago e con lui stipula il 14 marzo 1668 il primo contratto per la totale ricostruzione del duomo di Passavia, distrutto da uno spaventoso incendio. Il principe, entu­siasta del duomo di Salisburgo – edificato da Santino Solari – giunge a disegnare di sua mano la facciata che desidera.

Carlo si sottomette ai desideri di tanto illustre committente, ma non intende imitare pedissequamente l’artista intelvese di Salisburgo e pre­senta un suo progetto che, con alcune modifiche, viene approvato (27).

Un ventennio durano le fatiche di Carlo, che deve dividere la sua at­tività fra Praga e Passavia, dove è rappresentato da Francesco Anselmo.

Sovraintende a tutti i lavori e fornisce i modelli per i colossali e splen­didi stucchi che ornano quella bella cattedrale bavarese.

Ancor oggi si ammira, nella sacrestia del duomo di Passavia, un gran­de modello di voluta a stucco, nel gusto preferito da Carlo, e non dissimile dagli stucchi di S. Salvatore.

L’esecutore di quasi tutti gli stucchi di Passavia ideati da C. Lurago, è, come abbiamo già accennato, G. B. Carlone.

A questo proposito soccorre quanto scrive A. Duras, nella sua opera citata nelle note:

«Selbst erfahrener Stukkateur, hat Carlo in den späteren Jahren wohl nur mehr die Entwiirfe für seine Handwerker gemacht. Die einzel­nen Dekorationselemente – wie Fruchtgirlanden, Draperien, Kartuschen, Engelsköpfchen und Mascarons – sind Motive die seit dem 15. Jahrhundert in Italien in den verschiedensten Variationen weiterleben. Die höchste Auf­fassung vom Sakralbau, wenn auch mit einiger Veränderung der ursprün­glichen Motive, brachte Carlo im Passauer Dom zur Darstellung».

 

Poiché per la prima volta, in Italia, si prende in esame questa opera grandiosa, è opportuno dare un cenno particolareggiato di questi stucchi. Essi ricoprono tutto l’edificio, nella parte superiore, perché i pilastri sono nudi e privi di nicchie. Gli stucchi del piedritto di sinistra sono di G. B. Carlone (intorno al 1680). Nella volta del transetto si ammira un affresco del bissonese Carpo­foro Tencalla (Santi Massimiliano e Valentino), mentre gli stucchi – comprese le armi del principe-vescovo Sebastian von Pötting – sono stati eseguiti intorno al 1680 da G. B. Carlone.

La decorazione della navata centrale è opera del suaccennato stucca­tore e di Paolo d’Allio (1681). Difficile giudicare se le cariatidi siano del­l’uno o dell’altro artista.

La tribuna del più maestoso organo della Baviera è ornata con armi del ricordato prelato.

Le figure a stucco sono attribuite al figlio di G. B. Carlone: Diego Francesco (1685?).

Fra i molti altari, degno di ammirazione quello di S. Sebastiano, ope­ra degli scolari di G. B. Carlone, intorno al 1690.

Manca in questi stucchi quella eleganza e sobrietà rinascimentale, che invece si osserva negli stucchi di Carlo a Praga, eseguiti un quarantennio prima. Né vi sono più quelle leggere decorazioni a sottolineare armonica­mente le nervature e l’andamento delle linee architettoniche, né le classi­che volute, care al gusto di Carlo (nella chiesa di San Salvatore a Praga, la voluta sopra la finestra, esce dalle fauci di una sirena, forse non ese­guita a caso, essendo il simbolo dei Magistri Antelami). Il carattere di que­sti stucchi è invece essenzialmente barocco, ispirato al mondo vegetale: fe­stoni di frutta, cartigli monumentali, cariatidi gigantesche, ghirlande d’al­loro, putti e stemmi.

I disegni di Carlo avrebbero potuto contribuire ad una più profonda indagine sugli stucchi. Disgraziatamente sono spariti, per quanto ricerche siano state eseguite in tutti gli archivi della Baviera, dell’Austria e della Boemia (28).

Carlo Lurago è considerato l’introduttore del barocco in Baviera; me­glio sarebbe dire nella città di Passavia, nella quale suoi seguaci del Lario e del Ceresio profusero, nella piazza della Residenza, eleganti decorazioni barocche (stucchi di Pietro Camuzzi di Osteno).

Poco nota è l’ultima fatica di Carlo Lurago: la Basilica della Madon­na del Pellegrinaggio a Maria Taferl sul Danubio che fu iniziata sulle basi di un contratto stipulato il 26 giugno 1671 (30).

 

 

II – MARTINO LURAGO

 

Assai poco si conosce della sua attività individuale come stuccatore. Acquistato a Praga il diritto di cittadinanza, nel 1654, si associa ad altri collaboratori, in particolare a Carlo Lurago, ed esplica la sua attività in Baviera e Boemia.

Nel 1671, unitamente al ricordato Domenico Ursina, decora il Chio­stro dei Carmelitani e la chiesa di S. Gallo a Praga, attendendo a tali lavori fino alla morte che sopraggiunge nel 1683.

Nel 1678 aveva firmato un contratto per la ricostruzione della chiesa di S. Egidio a Praga; le decorazioni vi furono eseguite dall’Ursina.

 

III – FRANCESCO ANSELMO LURAGO

 

E’ introdotto a Praga, fra i numerosi artisti della Malà-Strana (Klein­seite), in virtù di un attestato rilasciato da Cristoforo Canevale, notaio e sindaco di Lanzo Intelvi.

Ottiene il diritto di cittadinanza, senza il quale gli sarebbe stata ini­bita ogni attività, nel 1665.

In molte opere rappresenta, a Praga e Passavia, lo zio Carlo Lurago. Collabora ai lavori per la costruzione della chiesa di Waldl in Boemia. Si ignorano opere di sua personale creazione.

 

IV – DOMENICO ANTONIO LURAGO

 

La sua attività a Praga è stata recentemente segnalata dall’Accademia delle Scienze, di Praga, come si è detto. Nell’opera della Duras, a pag. 51, è ricordato come: «Polier Dominico Lurago, ein Bruder Carlos», mentre è fratello di Francesco Anselmo; Car­lo è padrino al fonte battesimale.

Sono in corso studi sull’opera di Domenico.

 

V – GIOVANNI ANTONIO LURAGO

 

Ricoprì a Praga, nel 1724, la carica di rettore della Congregazione Italiana dell’Ospedale della Mala-Strana, dove nel 1663 Francesco Anselmo aveva costruito una chiesa. Dotò la parrocchia di Pellio Sup. lasciandole 100 fiorini (32).

Era in dimestichezza con gli stuccatori Giuseppe Donato Frisoni (33) e G. Antonio Corbellini (34); in amicizia con Bartolomeo Scotti – tutti di Laino (35) -. Con quest’ultimo, eseguì parecchi lavori alle fortificazioni della Boemia; lo designò, poi, suo esecutore testamentario.

Acquisì il diritto di cittadinanza a Praga nel 1682.

Non è molto nota la sua attività come stuccatore. Di lui si sa che costruì a Praga la chiesa di S. Procopio (1689), nella Mala-Strana, pare anche decorandola (prima pietra: 13 aprile 1689).

Nel 1784 tale chiesa fu sconsacrata e quindi nulla più è dato di sapere.

Collaborò nel 1704 alla costruzione nel Chiostro degli Hybernati a Praga, ove, pure, costruì il palazzo Thun, attuale sede dell’Ambasciata d’In­ghilterra.

 

Fine seconda puntata

 

A cura di L. Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

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