Bolivia, Tipnis: la strada non si farà — Lombardi nel Mondo

Bolivia, Tipnis: la strada non si farà

La Chiesa cattolica, fin dall’inizio, aveva offerto la sua mediazione per stabilire il dialogo fra le parti in conflitto. La decisione del Presidente di vietare ogni costruzione nella zona del TIPNIS è una vittoria per i manifestanti. La richiesta d’intangibilità della zona è stata la principale richiesta fatta dai dirigenti indigeni
Bolivia, Tipnis: la strada non si farà

manifestanti

La Paz – A 65 giorni dall’inizio della marcia indigena e dall’inizio del confronto con il governo, il Presidente Morales ha deciso non solo la sospensione definitiva della costruzione della seconda tratta della strada che doveva andare da Villa Tunari fino a San Ignacio de Moxos, ma anche dichiarare per legge l’intangibilità del Territorio Indigeno Parco Nazionale Isiboro Sécure (TIPNIS).

La Chiesa cattolica, fin dall’inizio, aveva offerto la sua mediazione per stabilire il dialogo fra le parti in conflitto. (Vedi Fides 20/09/2011). La decisione del Presidente di vietare ogni costruzione nella zona del TIPNIS è una vittoria per i manifestanti. La richiesta d’intangibilità della zona è stata la principale richiesta fatta dai dirigenti indigeni, che dopo l’intervento della polizia a Yucumo sono stati informati delle decisione del Presidente Morales di consultare gli abitanti della zona prima di eseguire qualsiasi lavoro in quel tratto di autostrada.

All’inizio della marcia, il governo qualificò la manifestazione indigena come illegittima, e qualche giorno dopo a Yucumo, la marcia fu bloccata dagli abitanti locali e poi repressa da parte della polizia (Vedi Fides 27/09/2011).

La Chiesa cattolica è stata sempre presente accanto ai manifestanti con rappresentanti laici e religiosi ed ha offerto aiuto materiale ai partecipanti alla marcia. Questi infatti erano privi di cibo e acqua e di abbigliamento adatto a sopportare le rigide temperature dell’altura della zona vicino a La Paz. (Vedi Fides 05/10/2011)

All’arrivo nella capitale boliviana, la marcia si è trasformata una manifestazione cittadina al completo con quasi 500 mila persone si sono unite ai manifestanti negli ultimi metri fino alla cattedrale della città. Mons. Edmundo Luis Flavio Abastoflor Montero, Arcivescovo della Paz ha accolto i manifestanti ed ha celebrato l’eucaristia con loro. Nella sua omelia l’Arcivescovo ha ricordato che Dio è presente nel popolo semplice e che bisogna fare rispettare i diritti di tutti nella giustizia e nel rispetto del bene comune.

Ieri, 24 ottobre, la Commissione per la Pastorale Sociale della Caritas della Bolivia ha emesso un comunicato nel quale si esprime “gioia per la splendida testimonianza di valore cristiano e culturale della solidarietà della comunità di La Paz e della società boliviana, con eloquenti dimostrazioni d’assistenza umanitaria e d’impegno per la causa dei popoli indigeni delle pianure. Siamo stati testimoni di atteggiamenti di amore, di commozione, di sincera ospitalità e di atti di servizio con la condivisione di cibo e abbigliamento per sostenere i diritti dei popoli indigeni e per la difesa del TIPNIS. Tutti questosono gesti cristiani e segni di evangelizzazione”. (CE)

Fonte: (Agenzia Fides)

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