Viaggio in America (Quarta parte) — Lombardi nel Mondo

Viaggio in America (Quarta parte)

Isca sull’Ionio è un villaggio in provincia di Catanzaro che si affaccia sul mare omonimo. A fine Ottocento centinaia di iscani emigrarono in giro per il mondo soprattutto in Pennsylvania con un progetto chiaro nella mente : migliorare la loro condizione e quella della famiglia. Eugene C. Mirarchi, Il figlio di uno di essi lo testimonia.

Isca sull’Ionio è un villaggio di poco più di 1600 abitanti a una quarantina di chilometri da Catanzaro con una lunga storia di emigrazione che ne ha cambiato il tessuto sociale e economico. Nel 1861 aveva circa 2000 abitanti che altalenarono fino a  circa 3200 nel 1951. Da allora una discesa inarrestabile che ha spopolato il villaggio.

Tra il 1892 e il 1924 almeno 700 iscani sono passati attraverso Ellis Island in direzione Filadelfia e Pennsylvania alla ricerca di un’opportunità. A fine Ottocento molti furono ingaggiati per lavorare nelle miniere di carbone antracite nella contea di Northumberland, a Shamokin, Mount Carmel, Atlas, e Kulpmont, dove si festeggia ancora il patrono di Isca, san Marziale con imponenti processioni che si tengono pure a Toronto, South Filadelfia, e naturalmente a Isca. (In particolare i festeggiamenti a san Marziale a South Filadelfia sono stati propugnati dalla fondazione nel 1980 di COSMI – Comitato Organizzativo San Marziale Inc. – da parte del dott. Pasquale Nestico che tra le altre attività dirige pure Filitalia International & Foundation sita al 1834-1836 E. Passyunk in Filadelfia,fondazione ora ben rappresentata anche in Italia ).

Il sogno del padre di Eugene C. Mirarchi era comune a molti emigrati : lavorare senza sosta, risparmiare e tornare in Italia. Le cose cambiarono nel corso degli anni come pure le aspettative e così chi capì che non sarebbe mai più tornato al proprio paese mise su famiglia con il pensiero rivolto soprattutto ai figli e al loro futuro in America. Quando Eugene nacque a Shamokin il 27 giugno 1907, il padre era in miniera da 17 anni, da bambino lavorò pure con lui, come incautamente permettevano le società minerarie, come coal breaker (addetti alla cernita del carbone) e un po’ più grandicello scese pure in miniera. Il padre non lo incoraggiò a seguire le sue orme : dopo aver frequentato le scuole elementari a Kulpmont, continuò gli studi alla High School di Mount Carmel e si iscrisse poi alla Bucknell University di Lewisburg, Pennsylvania dove ottenne il Bachelor of Arts (Diploma di laurea in scienze umanistiche). Ma il suo traguardo era un altro. Si iscrisse e frequentò la facoltà di legge dell’Università di Pennsylvania e terminò gli studi di giurisprudenza presso lo studio del giudice della contea di Northumberland di Shamokin, Charles Lark. Nel 1935 fu ammesso all’esercizio della professione forense, primo italo-americano nella storia della contea.

Mirarchi fu il legale del villaggio di Kulpmont, del suo distretto scolastico, e di quello di Marion Heights e nel comitato consultivo della First National Bank di Mount Carmel. Fu direttore dell’ufficio riscossioni e esazioni durante il governatorato democratico di George Michael Leader, membro del consiglio della cassa di compensazione per i lavoratori durante il governatorato democratico di David L. Lawrence e presidente dell’ordine degli avvocati della contea.

Eugene Mirarchi fu molto presente nella comunità italiana e fece parte della Loggia Giuseppe Verdi n. 1483 di Kulpmont, associata all’Order Sons of Italy in America (Ordine dei Figli d’Italia in America) dove rivestì diverse carche fino a raggiungere quella di Oratore Supremo durante il congresso di Miami, Florida del 1917.

Proprio per i servizi resi alla comunità  italiana della Pennsylvania, Eugene C. Mirarchi fu insignito dell’onorificenza dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana.

Sposato con Martha Landcaskey, ebbe un figlio solo, Ralph Mirarchi, pure lui avvocato.

Questa è una delle tante storie, ma nell’area di Shamokin non c’erano soltanto i Mirarchi, e molti di essi si trasferirono pure a Filadelfia dove le possibilità di lavoro e la vita erano diversi. A quando le esperienze in terra americana dei Nestico, Anania, Andracchio, Anoia, Bressi, Coroniti, Calabretta, Cosentino, Dominianni, Feudale, Gidaro, Guarna, Gatto, Greco, Lentini, Leuzzi, La Croce (Lacross),Longo, Minniti,Mannello, Miriello, Muccari, Minniti, Ortona, Pupo, Procopio, Pitingolo, Pittello,Portaro, Rovito,Schicchitano, Sgro, Sinopoli, Varano, Vivaldo?

Fonti : Ernest L. Biagi, The Italians of Philadelphia and the Delaware Valley, 1973

Ernesto.Milani

Ernesto.Milani@gmail.com

21 giugno 2012

 

 

 

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