Nazionalizzazioni in Venezuela — Lombardi nel Mondo

Nazionalizzazioni in Venezuela

Il Governo italiano è pienamente consapevole di quanto sta accadendo in Venezuela visto che la nostra Ambasciata a Caracas segue e monitora la situazione creatasi con la decisione di Chavez

Roma:  Il Governo italiano è pienamente consapevole di quanto sta accadendo in Venezuela visto che la nostra Ambasciata a Caracas segue e monitora la situazione creatasi con la decisione di Chavez di procedere alla nazionalizzazione di alcune imprese, tra cui molte di proprietà di italo-venezuelani e presta, come ovvio, particolare attenzione alla sicurezza dei nostri connazionali.

 

È stata una risposta rassicurante quella che il Sottosegretario agli esteri Enzo Scotti ha fornito all’interrogazione presentata da Marco Zacchera del maggio scorso(vedi Aise del 22 maggio h.12.49). Il deputato del Pdl, in quella occasione, chiedeva tra l’altro “se siano state date istruzioni al nostro ambasciatore a Caracas al fine di tutelare l’integrità personale e dei beni dei cittadini italiani” e “se siano state prese posizioni – e in questo caso quali siano state e a che risultati abbiano portato – a livello internazionale sia in campo europeo che dell’ONU poiché si ritiene che la crisi venezuelana abbia ormai assunto caratteristiche di estrema gravità e che impongono interventi determinati e senza indugio a tutela della democrazia”.

 

Nella sua risposta, Scotti ha precisato in primo luogo che “il quadro politico interno del Venezuela appare fortemente polarizzato attorno alla figura di Chávez e molte delle misure recentemente adottate o in via di approvazione segnano una radicalizzazione ed un’accelerazione nell’introduzione dei princìpi del socialismo bolivariano. Non sembra esserci “crisi del regime di Chavez” considerato che il presidente ha vinto, lo scorso 15 febbraio, il referendum di emendamento costituzionale che gli dà la possibilità di presentarsi indefinitamente alle elezioni, con il 54,63% dei voti favorevoli contro il 45,46% dei contrari. Analogamente – ha ricordato – il Partito socialista unito del Venezuela (Psuv) e gli altri partiti minori filogovernativi hanno ottenuto alle elezioni amministrative regionali del novembre 2008 il 55 per cento dei voti contro il 45 per cento ai partiti di opposizione, vincendo nell’80 per cento circa delle circoscrizioni. In nessuno di questi due processi elettorali sono state denunciate frodi o irregolarità di altro tipo. Lo stesso presidente Chávez continua a godere nei sondaggi, non di parte, del 60% circa dei consensi alla sua persona”.

Detto questo, il sottosegretario ha aggiunto che “l’ambasciata d’Italia, riguardo all’evoluzione del quadro politico interno venezuelano, riferisce che nell’ultimo periodo le condizioni generali della popolazione e soprattutto delle fasce meno abbienti sembrano migliorate grazie alle politiche sociali approntate dal presidente Chávez: la povertà relativa e quella estrema sono percentualmente diminuite secondo gli indici del programma di sviluppo delle Nazioni Unite, i tassi di alfabetismo sono aumentati, sono oramai funzionanti le strutture sanitarie di base nei “barrios”, i cui abitanti sono stati fino ad ora privi di qualsiasi assistenza medica”.

Quanto alle recenti nazionalizzazioni dei servizi nel settore petrolifero, “poiché si tratta di decisioni prese con atti legislativi, e quindi sovrani, l’azione del Governo si concentra sugli aspetti relativi alla tutela dei diritti e degli interessi legittimi dei titolari delle imprese coinvolte. La nostra ambasciata a Caracas – ha informato Scotti – si è fatta prontamente parte attiva e diligente con il Ministero degli esteri venezuelano, con il gruppo di amicizia parlamentare italo-venezuelano, con il Ministero dell’energia e con alcune personalità chaviste vicine alla comunità italiana per manifestare la viva aspettativa che siano corrisposti equi e tempestivi indennizzi. È stato inoltre promosso un incontro con gli imprenditori italiani ed italo-venezuelani della compagnia petrolifera statale (Pdvsa) per valutare la portata del provvedimento delle nazionalizzazioni. In tale occasione la nostra ambasciata ha informato sull’intenzione di continuare a mantenere i più stretti contatti con il Ministero dell’energia e petrolio, con la Pdvsa ed il Ministero degli esteri per agevolare il rispetto degli interessi delle imprese nella prossima fase di determinazione degli indennizzi. I presenti hanno tenuto ad esprimere il loro apprezzamento per l’azione e la disponibilità dell’ambasciata a Caracas e del consolato a Maracaibo”.

Il sottosegretario ha quindi “ampiamente garantito” a Zacchera che “la situazione continuerà ad essere seguita e monitorata e che ad essa, come a tutte le altre criticità del nostro rapporto con il Venezuela, verrà riservato un posto di assoluto rilievo nell’agenda di tutti i colloqui bilaterali che si terranno a livello governativo. La linea discreta ma insistente seguita finora sembra essere stata apprezzata dalle autorità locali poiché non tesa a politicizzare l’accaduto e neppure a dargli una connotazione anti-italiana di cui le nazionalizzazioni sono del tutto prive, essendo provvedimenti erga omnes”.

“La tutela dei nostri connazionali all’estero – ha quindi sottolineato il sottosegretario – costituisce da sempre una delle priorità dell’azione dei nostri ambasciatori. Ad essa dedica costante attenzione il nostro ambasciatore a Caracas, ovviamente nel rispetto della legge locale e della sovranità nazionale, soprattutto in un paese, come il Venezuela, in cui molti cittadini italiani godono della doppia nazionalità. Sotto il profilo dell’integrità personale va ricordato che in Venezuela è presente un esperto anti-sequestro che presta assistenza ai familiari delle vittime coinvolte in questo odioso fenomeno. Inoltre nello scorso marzo si è tenuto a Caracas un corso di formazione a favore di 85 funzionari delle polizie venezuelane della durata di 2 settimane, il secondo dopo quello organizzato in Italia nell’ottobre 2007. I 5 ispettori venuti appositamente dall’Italia si sono altresì incontrati con la collettività, sia nella capitale che a Maracaibo, per offrire suggerimenti e consigli sul piano della prevenzione. Anche in questo caso – ha aggiunto – si tratta di iniziative che solo il nostro Governo ha finora assunto, nonostante vi siano altri paesi dell’Unione Europea, in particolare Spagna e Portogallo, che presentano comunità analoghe e talora più ampie di concittadini residenti in Venezuela che si confrontano con le stesse problematiche. La nostra ambasciata si è adoperata altresì, con un lavoro discreto ma costante, affinché alcuni connazionali proprietari terrieri, le cui terre nello Yaracuy erano state invase illegalmente, venissero risarciti lo scorso anno. Altri casi ancora aperti sono seguiti con la stessa attenzione sensibilizzando le autorità locali circa l’auspicio di una soluzione che assicuri il rispetto degli interessi legittimi dei nostri connazionali”.

Quanto, infine, al quadro internazionale, Scotti ha confermato che “il consisto gruppo di lavoro per L’America Latina in ambito europeo (Colat) si è riunito il 2 giugno scorso per valutare un rapporto sulla situazione in Venezuela. Nel rapporto i capi missione sottolineano l’importanza di mantenere aperti tutti i canali di dialogo per tutelare gli interessi dei cittadini europei ed evitare contrapposizioni che potrebbero finire per rivelarsi controproducenti e poco efficaci. A questa linea, sostanzialmente condivisa in ambito Colat, si è finora del resto attenuto il Governo italiano, con un’azione la cui validità sembra confermata dai risultati sin qui ottenuti sia sul piano della tutela fisica della comunità, che su quello della salvaguardia dei consistenti interessi delle nostre imprese”.

 

Fonte: (aise)

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