Il Dott. Aldo Cesar Zappelini. Un Nuovo Italiano. Un Italiano Vero — Lombardi nel Mondo

Il Dott. Aldo Cesar Zappelini. Un Nuovo Italiano. Un Italiano Vero

Il Dott. Zappelini comunica a Daniele Marconcini, Presidente dell’Associazione Mantovani nel Mondo Onlus, l’ottenimento della sognata cittadinanza italiana. Raggiunto con i celeri mezzi della comunicazione internet ci parla subito del nonno descritto nel terzo capitolo del libro di Pietro Liberati sull’emigrazione mantovana. Di Marco Stella

“Sig Marconcini.

È un piacere. Adesso sono italo-brasiliano. Ho la cittadinanza italiana ottenuta tramite il Consolato Generale d’Italia a Curitiba, dopo tanti anni d’attesa. Ho già anche il passaporto italiano.  A fine aprile andrò a San Benedetto del Po per il rilascio della carta d’identità. Dopo di che andrò a Mantova, per comprare il libro di Pietro Liberati e conoscere l’Associazione Mantovani nel Mondo. Poi mi  noleggio un’automobile per andare a Castiglione, sul Garda e a Verona.

Grazie. Arrivederci.

Aldo Cesar Zappelini”

 

 

È con queste entusiastiche righe che il dottor Zappelini comunica a Daniele Marconcini, Presidente dell’Associazione Mantovani nel Mondo, l’ottenimento della sognata cittadinanza italiana. Raggiunto prontamente con i celeri mezzi della comunicazione internet il dottor Zappelini ha fatto subito riferimento al nonno descritto al terzo capitolo del libro di Pietro Liberati sull’emigrazione mantovana dove aveva rilasciato la seguente testimonianza:

 

“Pietro – diciamo Pedro (mio nonno) – è arrivato in Brasile nel 1891/1892, circa. È venuto con sua madre Maria, i fratelli Giuseppe Garibaldi, Amilcare e la sorella Carmelita (poi ritornata in Italia). Sono sbarcati dalla nave “Cristoforo Colombo”, nella città di Recife, Pernambuco. Successivamente sono andati nella città di Santo Antonio de Posse, nello Stato di São Paulo. Poco o quasi niente si sa di questo periodo. I fatti si sono persi. È possibile che la famiglia abbia lavorato nelle fattorie, sotto la protezione economica e finanziaria di qualche impresa di colonizzazione, fatto comune in quel tempo. Queste imprese finanziavano addirittura il biglietto. Al loro arrivo offrivano la sistemazione e l’alimentazione, in cambio del lavoro in campagna (per esempio, la Società Protettrice della immigrazione – 1886 e l’Associazione di Colonizzazione di São Paulo – 1871). Le navi a vapore come “Cristoforo “Cristóvão Colombo”, “Matteo Bruzzo” e l’ “Espagne”, portavano un misto di merci e passeggeri partendo di solito da Genova. Queste navi hanno portato tanti emigranti in Brasile, facendo diversi viaggi. È ovvio che anche altre navi trasportavano gli emigranti, però sono stati trovati vari registri rispetto alle navi sopraccitate. Maria Bovi, aveva allora 38 anni, e i figli Carmela (sua madre la chiamava affettuosamente Carmelita – 18 anni), Giuseppe (15 anni), Pietro (quasi 13 anni) ed Amilcare (9 anni), sono arrivati alla “Hospedaria do Imigrante” a São Paulo, l’ 8 febbraio 1892 a bordo della nave “Maranhão”. La “Hospedaria do Imigrante” è stata fondata nel 1886 da Antonio de Queiroz Telles, il Visconte di Parnaíba, nell’attuale quartiere del “Brás”, nella capitale “paulista”. Gli immigranti potevano rimanere, senza spese, per otto giorni, in attesa di un contratto di lavoro. Molti uomini, donne e bambini, nel corso degli anni, sono passati per la “Hospedaria”. Sbarcavano a Santos con i loro fagotti, i bauli, le valigie di cartone , salivano la montagna con la “maria fumaça” un’arrancante trenino a vapore della “São Paulo Railway” Erano alloggiati alla “Hospedaria dos Imigrantes.” E in seguito partivano per le fattorie. Pedro Zappelini, questo colonizzatore la cui figura si è distinta, tra le persone che hanno fatto crescere Vale do Tubarão, per diversi motivi. Sbarcata in Brasile, la famiglia si è stabilita all’interno dello Stato di São Paulo, dopo aver provato il caldo della città di Recife. Coltivavano il caffè ed il tabacco in una fattoria in affitto. All’inizio del secolo, il governo brasiliano volle introdurre nel paese una sorta di tabacco del tipo “havana.” Non se ne conosce la ragione, ma Pedro fu invitato ad impiantare questa coltivazione a Santa Catarina. È rimasto per due anni a Blumenau, con la famiglia. Successivamente è stato ad Azambuja e Urussanga, per valutare meglio le possibilità di ampliare le coltivazioni e portare anche in quelle zone il progresso. Si è stabilito, alla fine, in Barra do Norte, dove ha aperto uno stabilimento commerciale, una fabbrica di strutto, ha iniziato la coltivazione del tabacco e l’allevamento dei bovini. I suoi fratelli hanno avuto un altro destino, svolgendo attività diverse, formando le loro famiglie. In quell’epoca, nello stabilimento commerciale a Barra do Norte, nelle

vicinanze di Tubarão, producevano strutto. Pedro faceva l’intermediario nelle vendite delle fattorie, vendeva generi alimentari, medicinali e tutto ciò di cui i coloni avessero necessità, Nel suo negozio si trovava di tutto. A Barra do Norte Pedro è rimasto dal 1910 al 1926. Dopo un certo periodo, in cui è stato a Urubici, si è radicato definitivamente a Tubarão. Ha costruito una casa di grandi dimensioni e l’ha chiamata “Villa Aurora.” Si dice che Giuseppina, sua moglie, parlava di Pedro come di un uomo di mondo. Nel periodo in cui è vissuto a Barra, ha contrattato con il governo dello stato la rettifica e l’allargamento dell’autostrada per Braço do Norte. In cambio, il governo gli ha dato delle terre restituite presso la sorgente del fiume dei Bugri, nelle vicinanze del Grão-Pará, a Araranguá e a Forquilhinhas, vicino a Criciuma. Altre terre furono acquistate da Pedro. In queste terre, Pedro mandò numerose famiglie di colonizzatori. Nelle coste della Serra1 fu scoperta la presenza di carbone e di altri minerali. In principio fu la mancanza di capitale e successivamente la non economicità impedirono lo sfruttamento del minerale presente. In queste terre molte volte, si veniva in contatto con i “bugres”. (All’inizio del secolo c’erano molti indiani nella regione di Grão Pará, nelle coste della serra, che erano chiamati “bugres”). La comunicazione avveniva a gesti. Si effettuavano scambi, con il mais e anche selvaggina. Pedro era proprietario di una grande estensione territoriale, nelle coste della Serra del Corvo Branco in cui operavano i famosi “bugreiros”, come i Wandresen, i Leandro e i Brito. Le selve fitte, tra le montagne isolate, quasi inaccessibili, hanno offerto, durante molti anni, rifugio a persone violente, rifugiati dalla giustizia. I commercianti dovevano tollerare molti soprusi per non subire poi rappresaglie. Nell’anno 1910 nelle vicinanze di Araranguá, a sud dello Stato, un indiano rapiva una colona italiana che lavava i panni nel fiume. Fu riscattata anni più tardi, aveva già due figli. Quando i tedeschi e gli italiani si sono installati al sud dello Stato, una guerra tra frecce e spingarde mischia il sangue delle due culture. Entra in scena il “bugreiro”, il cacciatore di indiani. La Chiesa Cattolica ” non disprezza gli immigranti nè gli indiani; “a uno e all’altro offre il suo ausilio”, assicura D. João Becker, il primo vescovo di Florianópolis, tra il 1908 e 1912. Centinaia di tragedie si sono consumate negli anni fino allo sterminio degli indiani di quella regione.

Pedro Zappelini ha avuto grande influenza politica ed economica a Tubarão. Aveva una fattoria per l’allevamento dei bovini e coltivava il riso, lotti di terra e negozi di vari tipi. E’ stato l’artefice dello sfruttamento turistico e terapeutico delle acque di Gravatal, situata a circa trenta chilometri da Tubarão. Conoscendo l’esistenza delle acque tiepide nel letto del fiume, ha comprato le terre da Waldemar, Osvaldo e Antonio Knabben, nel 1942. Siccome era italiano, uno straniero, in quel periodo storico era in corso la Seconda Guerra Mondiale, l’acquisto fu registrato a nome del figlio Hercílio, nato in Brasile. Il letto del fiume fu deviato. I lavori furono fatti manualmente, senza draghe o attrezzi analoghi. Nel 1942, Hercílio ha ottenuto l’autorizzazione per la ricerca, e nel 1946 per lo sfruttamento di questa sorgente radioattiva. L’acqua rivelò notevoli capacità terapeutiche. Molte persone vi si recavano per farsi curare, facevano i bagni e parlavano di cure quasi miracolose. Le acque zampillano naturalmente in quantità straordinaria. Sono 144 mila litri all’ora, a 37 gradi centigradi, con un elevato tenore di radioattività e apprezzabili elementi terapeutici. I1 9 luglio del 1956 è nata una società la Compahnia delle Acque

Termali di Gravatal, per la costruzione di un albergo. È giusto anche menzionare il nome di Hercílio Zappelini, che ha dedicato la sua vita alla impresa “Gravatal”, con un lavoro serio ed onesto. Pedro Zappelini è il nome di un viale nelle città di Tubarão e Gravatal. Suo figlio, Hercílio, è il nome di un’autostrada statale. Il 23 luglio 1964, a 85 anni, dopo una lunga e penosa malattia, muore Pedro Zappelini, lasciando l’esempio di un uomo onesto, dissodatore ed inventivo. Un grande ed eroico colonizzatore.

 

Aldo Zappelini, mio padre, è il nome di un viale nella città di Gravatal, Provincia di Santa Catarina, con omaggio della Camara di Diputati dello Stato de Santa Catarina.”

 

Fonte:

Mantovani nel Mondo, Dieci anni di incontri sul web, di Pietro Liberati, Ed. Associazione Mantovani nel Mondo Onlus

 

Dopo aver fatto riferimento a quanto già scritto sul libro di Pietro Liberati ha risposto gentilmente alle mie domande:

 

D- Buon Giorno dottor Zappelini, qual’é la sua professione? 

R- Sono avvocato in pensione. Ho lavorado 25 anni nella Giustizia Federale del Brasile, come direttore di segreteria.

 

D- Come è stato l’iter per l’ottenimento della cittadinanza?

R- L ‘ ottenimento della cittadinanza italiana  è stata una vera e propria via crucis, qualcosa di realmente molto difficile. Ho ottenuto la cittadinanza dopo aver  aspettato per ben nove anni. Una lunga attesa!

 

D- Cosa Le è cambiato adesso con l’ottenimento della cittadinanza italiana?

R- Adesso sono italiano ufficialmente, è il coronamento di un sogno, nulla cambia nella mia vita di tutti i giorni, ma sono veramente orgoglioso di essere italiano, così pure la mia famiglia, moglie e figlie.

 

D- Come è venuto a conoscenza dell’Associazione Mantovani nel Mondo?

R- Ho conosciuto l’ associazione Mantovani nel Mondo su Internet.

 

Grazie per l’intervista e si lasci dire che avendo purtoppo avuto a che fare con “italiani” che rincorrevano la cittadinanza solo per aver un più facile accesso negli Stati Uniti mi ha fatto veramente piacere intervistare UN ITALIANO VERO…

 

Di Marco Stella

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martedì 28 Gennaio, 2020