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Massimo Eccli, un intellettuale italiano a Mosca

La  Società Dante Alighieri di Mosca è da sempre impegnata nella diffusione della lingua russa in Italia. Sul territorio italiano, il russo viene insegnato in circa 30 scuole e ogni anno gli studenti vanno a Mosca per fare gli esami di russo ai livelli B1 e B2, e tutte le escursioni che si organizzano sono condotte in lingua. A Mosca, all’Università MGIMO, vi è una comunità italiana raccolta intorno a un’organizzazione che unisce molti studenti. Inoltre, gli italiani studiano al MAI (Moscow Aviation Institute), nelle facoltà linguistiche.

Daniele Marconcini  ha  intervistato Massimo Eccli, originario di San Zeno di Verona, laureato in lingue presso l’Università di Bologna e dal 1997 insegnante di italiano presso la Biblioteca Statale di Mosca. Avendo raggiunto un certa notorietà nel Paese grazie al progetto I partigiani sovietici in Italia,  il  professor Eccli si può considerare un efficace divulgatore in terra russa della lingua e della cultura italiana. Un interesse nato dalla scoperta nel suo paese di origine della tomba di uno sconosciuto partigiano sovietico che lo ha spinto a intraprendere delle ricerche più approfondite, raccolte poi in una pubblicazione tradotta anche in italiano e uscita in varie edizioni, con la collaborazione, tra le altre, dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), che gli ha valso numerosi riconoscimenti.

Massimo Eccli, nel suo rapporto con questo Paese, ha vissuto il periodo che va dalla dissoluzione dell’Urss sino alla nascita e al consolidamento della attuale Federazione russa. Ci ha raccontato di essere arrivato in Russia in quanto «affascinato dalla lingua e dalla letteratura russa», recandosi per la prima volta a San Pietroburgo alla fine degli anni Ottanta, «per avere un contatto diretto con la gente e conoscere la situazione», rischiando anche la prigione per aver portato con sé alcune copie della Bibbia, vietata dal regime sovietico, come tutte le forme di espressione religiosa.

«Studiare la lingua non è stato facile, e approfondire gli autori classici russi è stata cosa assai ardua» ha raccontato Eccli, «ma che mi ha permesso di cogliere sfumature linguistiche intraducibili in altre lingue, come ad esempio in Cechov, autore che possedeva una sottile e divertente ironia che nei testi tradotti non sempre traspare».

Il passaggio storico da Gorbaciov a Elstin sino a Putin , a suo avviso è stato caratterizzato da anni molti difficili. Gorbaciov, infatti, non è stato molto amato in patria, sempre secondo il professor Eccli  «ma bisogna dargli atto che ha portato un’apertura verso l’Occidente, mentre Eltsin ha cercato di fare delle  riforme, alcune andate bene e altre no». Egli ha evidenziato come il rischio povertà sia stato molto presente nella transizione: «La gente non aveva nulla da mangiare, i negozi erano vuoti»  e la stabilità raggiunta, diciamo noi, che ha portato un certo benessere, è il motivo del consenso popolare che ha portato Putin a governare la Russia pressoché senza rivali. Secondo la sua interpretazione storica la Russia, pur con 150 nazionalità e un numero imprecisato di etnie, non ha una vera e propria linea di divisione identitaria e nazionale al suo interno, compresa l’Ucraina e le altre nazioni staccatesi dalla ex Unione Sovietica, essendo per lui un unico Paese.

Nel corso dell’intervista è stato poi affrontato il tema della vera anima del popolo russo e di come è  partecipato l’orgoglio nazionale e l’appartenenza alla patria,  a cominciare  dal  ricordo di quella che è commemorata come «la Grande guerra patriottica» contro il nazismo (costata più di 20 milioni di morti) e che coinvolge anche le  giovani generazioni. È stato infine evidenziato che nel voler comprendere la mentalità slava rispetto a quella occidentale, si debba assumere un diverso approccio a essa da parte nostra. Secondo Massimo Eccli, il popolo russo è gentile e disponibile, anche se all’inizio può apparire diffidente, con una particolare predilezione per gli italiani e la nostra cultura e  letteratura.  Un popolo a suo avviso per nulla razzista o sovranista, che dopo il passato sovietico ha riscoperto la religione  cristiano ortodossa, molto partecipata.

Tornando ai giorni nostri, per capire l’attuale situazione determinatasi in Russia a causa delle sanzioni in risposta all’invasione dell’Ucraina, abbiamo appreso che per un euro, da 75 rubli ora ne occorrono 130  e che nessun volo diretto per l’Europa è attivo, salvo ad esempio quelli con scalo a Istanbul o quelli che partono dalla Repubbliche Baltiche, raggiungibili con gli autobus, e infine che cominciano a scarseggiare i prodotti alimentari italiani nei supermercati.

L’intervista si è conclusa con il ricordo dell’ultima visita alla famiglia e alla madre a Verona e al rimpianto di non poter tornare in Italia in tempi brevi.

Vittorio Bocchi
Author: Vittorio Bocchi

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