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La nuova politica di emigrazione: Emigrazione e sviluppo. di Laura Bisso

La nuova politica di emigrazione :Emigrazione e sviluppo
Innanzitutto corre l’obbligo di ricordare un grande maestro ,l’avvocato Mimmo Azzia , presidente di
Sicilia Mondo ,che ,con il suo illustre esempio, ci ha indotto a percorrere e a seguire il faticoso
cammino dei migranti.
Migranti siamo stati anche noi italiani ,migliaia di italiani sono partiti dalla vetta di Italia allo
scoglio di Filfola verso paesi e territori a loro del tutto ignoti ,ma con grande forza d’ animo,
coraggio ,perseveranza ,serietà e fatica ,sono ,in grandissima parte, riusciti a emergere e a
raggiungere alte vette in tutti gli ambiti, contribuendo al progresso umano e scientifico dell’intero
globo.
Sarebbe troppo lungo citare uno per uno coloro che dalla medicina al diritto ,alle scienze, alla ricerca
scientifica, hanno contribuito al progresso e con le loro scoperte e con i loro studi hanno reso il
mondo in cui viviamo più umano e civile.
Nella società odierna occorre chiedersi quali politiche di sviluppo nell’ ambito dell’emigrazione?
In una società globalizzata in cui si diventa cittadini del mondo, occorre non disperdere il
patrimonio umano e culturale dei nostri conterranei, considerato che da sempre l’essere italiani si
contraddistingue per l’ accoglienza,per il dialogo interculturale, per l’inclusivita’ e prova ne’ e ‘la nostra storia.


I diversi popoli e le diverse culture susseguitesi, non hanno creato lacerazioni con le precedenti
culture, al contrario si sono armonizzati in un tutt’uno ,in cui il fil rouge e ‘l’Humanitas dell’identità italiana.
Peraltro, accoglienza, intercultura, inclusività sono i punti cardine su cui si deve basare ogni cultura
e quindi una tra le prime proposte operative e’ l’inserimento della storia dell’ emigrazione italiana
nei curricola scolastici .
E’ necessario non dimenticare e conservare la memoria storica che ha il compito di spronare le
nuove generazioni ,ma soprattutto ha il compito di continuare a diffondere la cultura dell’
inclusione del diverso.
La diversità e’ una ricchezza del nostro DNA e si sottolinea che bisogna rinsaldare i legami tra gli
italiani sparsi in tutto il mondo e gli italiani perche‘ in entrambi batte il cuore pulsante dell’ Italia.
Inoltre , il nostro DNA Comune facilità lo scambio continuo ,consentendo a chi vuole tornare
anche di riappropriarsi della propria storia e delle proprie origini.
Lo Scambio deve però risolversi concretamente nelle seguenti proposte, oltre a quella già citata:
a) Promozione di esperienze di Summerschool , inserita nelle scuole superiori per
consentire alle giovani generazioni degli italiani all’ estero di conoscere l’ Italia ,
la storia, la cultura e farla propria,
b) allestimento della rete dei musei dell’emigrazione ,
c) promozione , in varie articolazioni, delle attività dedicate all’approfondimento della storia
locale, della lingua e della culture locali,
d) proposte di beni e servizi del terzo settore (riqualificazione del territorio e risanamento
delle vecchie abitazioni sempre in sinergia con gli Enti locali, eno-gastronomia, visite
guidate, ripresa di attività artigianali e promozione di corsi linguistici).

Pertanto, si sottolinea ancora l’importanza di rendere compatta l’ Italia perché fuori dalla nostra
terra c’e’ una parte cospicua dei nostri conterranei che ogni giorno contribuisce ad arricchire il
patrimonio umano ,culturale ed economico di altri paesi.

Le radici non vanno recise, anzi alimentate quotidianamente dai valori, quale la famiglia,
l’ accoglienza e il dialogo interculturale.
In conclusione, l’ Italia è un albero secolare con radici salde difficili da recidere e con rami che
abbracciano tutti gli italiani nel mondo.
Laura Bisso

Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

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