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Tregua in Ucraina, ecco le opzioni di Putin. Di Greta Cristini

Extrema Ratio – di Greta Cristini

Tregua in Ucraina, ecco le opzioni di Putin

Spinte contraddittorie dentro il Cremlino: i falchi e le colombe, il rischio del contraccolpo di Trump, il desiderio di pace fra i russi, il pericolo di dipendenza dalla Cina. Cosa conviene a Mosca.

Greta Cristini
mar 14, 2025

A Putin accettare la proposta di cessate-il-fuoco di 30 giorni formulata a Gedda dalle delegazioni di Stati Uniti e Ucraina così com’è non conviene.

Per questo alla proposta dell’amministrazione americana rappresentata dall’inviato Steve Witkoff Mosca, il presidente russo ha subito opposto “serie domande” a Washington, ovvero richieste, condizioni, termini (piuttosto noti) per un accordo rielaborato che non solo ponga fine alla guerra, ma (ri)nobiliti il punto di vista strategico russo a livello internazionale. Una pausa nei combattimenti senza garanzie, invece, per il Cremlino “favorirebbe il riarmo di Kiev”. Trump, dalla sua, ha definito la risposta di Putin “promettente, ma incompleta”. E nel frattempo, per aumentare la pressione su Mosca, l’amministrazione Trump starebbe imponendo ulteriori restrizioni ai settori petrolifero, del gas e bancario della Russia, limitando ulteriormente l’accesso russo ai sistemi di pagamento statunitensi.

Qui la conferenza stampa di Putin in inglese:

Perché non c’è ancora il margine per un cessate il fuoco

Del resto, se Trump cerca un cessate-il fuoco il prima possibile, ragionando sul breve termine, anche a fronte di un mandato di pochi anni – ha detto nelle scorse ore “Mi piacerebbe incontrarlo o parlargli [Putin], ma dobbiamo concluderlo [un accordo di cessate il fuoco] in fretta” – Putin, voce degli interessi russi nel mondo da oltre vent’anni e che può permettersi di immaginare un orizzonte politico più ampio, richiede una “soluzione duratura che affronti le radici profonde del conflitto”, ovvero un accordo di sistema, di ampio respiro sui nuovi assetti di sicurezza del Vecchio Continente che tenga conto delle storiche preoccupazioni securitarie della Federazione, fin dalla sua nascita. Ergo: una nuova spartizione delle sfere di influenza americana e russa in Europa di cui l’Ucraina rappresenta la frontiera che, in quanto tale, deve restare neutra, ovvero, lato russo, contendibile.

In altre parole, il Cremlino di una pausa temporanea non se ne fa nulla, quindi, secondo Mosca, il nuovo presidente americano dovrebbe ricalibrarsi sull’idea che o con la Russia si parla fin dall’inizio delle trattative dei “massimi sistemi” che interessano a Mosca da decenni, oppure il Cremlino benché apprezzi (e molto) l’apertura e l’offerta di Trump, non può accontentarsi. Questo è il punto di attrito fra la visione statunitense e quella russa oggi.

Un ragionamento, questo, impossibile da accogliere per Biden – fermo sostenitore della politica delle “porte aperte”, alla difesa di valori morali e di un ordine internazionale liberale che riteneva del tutto legittima la possibile espansione a Est della NATO – ma che invece trova la comprensione di Trump – riflesso di chi in America ritiene quello liberale un ordine decadente, ma sopratutto radicalizzatosi nei suoi principi al punto da condurre a guerre inutili, nonché specchio di chi si è convinto negli Stati Uniti che il sistema internazionale sia all’alba di un nuovo multipolarismo in cui il disimpegno in alcune aree del mondo potrebbe sollevare il cittadino statunitense dal peso di una responsabilità ordinatrice di cui nell’ultimo decennio si è perso il senso.

Avanzare un “sì, ma…” permette anzitutto a Mosca di prendere tempo, di fronte alle pressioni e alle avances di Washington. Putin, del resto, non è un leader impulsivo e, soprattutto, governa rappresentando la sintesi ultima di gruppi di potere che veicolano interessi molto diversi fra loro: i siloviki oltranzisti, i pragmatici (sopratutto afferenti agli interessi economici degli oligarchi), i più moderati. Oltre alle spinte interne, poi, c’è il futuro dei rapporti con Stati Uniti e Cina che suggeriscono ulteriori posture.

Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

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