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Immigrazione e interculturalità, Sicilia Isola al Centro del Mediterraneo. di Laura Bisso

Chi sono i numerosi clandestini , che ogni giorno perdono la vita sui barconi della
speranza , sui quali attraversano mari sconfinati verso il nostro paese?
Sono uomini e donne che, pur sapendo di mettere a rischio la loro esistenza,
cercano nella nostra terra il pane, il lavoro, la dignità della persona e la libertà che è
sì cara come sa chi per Lei vita rifiuta.
Vogliono sopravvivere, sfamare i propri familiari rimasti nella miseria e spesso
anche sfuggire alle persecuzioni politiche ; sono alla mercè di intermediari senza
scrupoli, che mettono a repentaglio la vita di esseri umani disposti a subire ogni sorta
di vessazioni, pur di migliorare la loro esistenza.
Questo traffico di vite umane avviene fuori dalla legge e dai trattati internazionali
che regolano il mercato ; gli immigrati clandestini sono diventati solo merce di
scambio.
Lo sfruttamento di centinaia di migliaia di lavoratori è una tragica realtà che
consente alle organizzazioni criminali di trarre enormi profitti da questo commercio
di uomini.
La Sicilia, meta di questi immigrati, è una delle regioni italiane a più alta densità di
popolazione di extracomunitari.
Si evidenzia infatti la necessità del passaggio da una realtà
sociale diventata multiculturale per la presenza di persone portatrici di lingue,
culture, tradizioni diverse, che possono talora indurre ad incomunicabilità ed anche
ad ostilità, ad una società interculturale, espressione di superamento,
interazione ed integrazione di differenze.
In tale prospettiva un ruolo fondamentale ha la scuola, che deve sviluppare nei
giovani una mentalità aperta e flessibile, in grado di andare oltre i settori culturali
propri per accedere a quelli altrui con un atteggiamento di conoscenza e
comprensione di diversi sistemi simbolici di lettura della realtà.
Tale mentalità migrante deve essere poi capace di tornare nella propria cultura
arricchita dall’incontro e dal raffronto con le altre. E’ questo il modo con cui non si
tradisce la propria identità culturale, anzi si costruisce una cittadinanza
interculturale, nella quale la diversità diventa un valore aggiunto da sostenere e
rispettare.
Laura Bisso

Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

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