Lombardi nel Mondo

ISCRIVITI ALL'ASSOCIAZIONE

Elogio della leggerezza, di Padre Renato Zillio

Padre Renato Zillio, missionario Scalabriniano a Rabat, in Marocco
In questi mesi d’estate, alla parrocchia sul porto di Ravenna, Porto Corsini, si incrociano pezzi di umanità varia e stimolante. Un mondo in mobilità. Dai vecchi pescatori del posto come il “Carlòn” (mobile, il loro ambiente, l’acqua), alla foresta di roulottes tra mare e pineta, ai villeggianti, ai marittimi delle varie navi affamati di terraferma dopo settimane o mesi di mare, ai crocieristi che sbarcano una volta a settimana… L’ampia  chiesa di legno, incastonata in una verdissima pineta, si riempie la domenica di un popolo in cammino…
Mi soffermo  per un caffé offerto su un tavolino, accanto a una delle roulottes. I proprietari hanno l’aria, per davvero, di gustare il migliore caffè al mondo! Questa gente in mobilità beve avidamente sorsi di “leggerezza”. Sì, del vivere con leggerezza: un tesoro che trovano solo qui. Ma è anche una missione per il loro mondo abituale, piuttosto monocromo. “Il tempo che abbiamo vissuto resta per sempre dentro di noi,” scrive Proust. Leggerezza significa per loro intensità, disponibilità, essenzialità, amabilità e accoglienza della differenza. “La leggerezza non è parente della superficialità” precisa giustamente  qualcuno.

“Bisogna essere leggeri come una rondine, raccomanda Paul Valéry, e non come una piuma”. Al contrario del nostro celebre proverbio, infatti, in Giappone si afferma: “Una rondine… ed è primavera!” La vostra sola presenza può cambiare il clima di un ambiente, di una comunità o di una famiglia. Anche se spesso lo si dimentica.

L’altro giorno, poi, un anziano vescovo emerito ormai in pensione accennava, in confidenza, a questa leggerezza: “Attualmente, sono occupato, ma non preoccupato!” Oppure ricordo quel vescovo francese, a cui portavano dei problemi sempre più gravi da risolvere. Sulla sua bocca sempre la medesima reazione, piena di fiducia: ” La via d’uscita c’è: basta trovarla! ” E in tutti ci si metteva alla ricerca…

La leggerezza può investire anche la mente, il modo di pensare, le relazioni o i pregiudizi. Per questo Cristóbal, un cardinale salesiano, vi ripeterà: ” Parlare meno dei giovani, parlare di più con i giovani, parlare meno dei migranti, parlare di più con i migranti, parlare meno di Dio, parlare di più con Dio”. Il contatto, l’incontro e lo scambio personale smontano tante idee fatte. Facilitano i comportamenti, mitigano gli atteggiamenti acquisiti.

Eppoi, la leggerezza si sposa facilmente con la flessibilità. Ed è proprio questa, secondo il giornalista scientifico più conosciuto, Piero Angela, la migliore definizione di intelligenza. Essere flessibili. Non rigidi, tanto meno ideologici. E lui stesso ne spiegava il senso: “Non andare diritti per la propria strada o la propria idea, ma trovare altri percorsi più fruttuosi”. Suggeriti, semmai, da altre persone accanto a voi o da nuove circostanze intervenute. Adattarsi. Includere.

La leggerezza è un ingrediente estremamente prezioso in una vita dura, combattiva, per non rimanerne schiacciati. Saper con questa, allora, sdrammatizzare…
Così,  in questo tempo d’estate, potremmo dire che si impara l’arte della “capoeira”, arte sorprendente di combattimento brasiliana, fatta a passo di danza dagli antichi schiavi. Ed è, in fondo, quel senso di affrontare la vita con agilità, eleganza e resilienza, come se si stesse danzando. Questa leggerezza ci impedisce di immergerci in un fare senza orizzonti o in impegni quotidiani che logorano.

“Per realizzare grandi cose, scrive Anatole France, non dobbiamo solo agire, ma anche sognare; non solo progettare, ma anche credere.” Saper affrontare la nostra lotta quotidiana come una danza è, per davvero, un miracolo nelle nostre mani. In realtà, “danzare è già lottare… contro tutto ciò che pesa e appesantisce,  scoprire con il proprio corpo l’anima della vita, entrare in contatto fisico con la libertà». Così si esprime un regista francese .

Ma, infine, è curioso sentirsi dire in Estremo Oriente: “Voi sorridete perchè le cose vanno bene, noi invece sorridiamo… e le cose vanno bene!”  Sì, la grande lezione del sole, del verde e del mare d’estate si chiama, per davvero, leggerezza.

Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

Condividi