BRASILE: LA CADUTA DEL CAPITANO BOLSONARO CONDANNATO A 27 ANNI E TRE MESI PER TENTATO GOLPE. TRUMP LO CONSOLA “CI HANNO PROVATO ANCHE CON ME” di Lorenzo Marcandalli
La notizia è stata pubblicata a caratteri cubitali sui maggiori quotidiani del Brasile: Folha De Sao Paulo, O Globo e Estado De Sao Paolo.
Jair Messias Bolsonaro, l’ex Presidente di estrema destra, amico di Trump, è stato condannato ad una pena di 27 anni e 3 mesi, in quanto ritenuto dai Giudici colpevole di tentato di Colpo di Stato e altri quattro reati. Alexandre De Moraes, Mnistro del Tribunale Supremo Federale del Brasile, ha pronunciato la sentenza con voce molto ferma nell’aula di Praca Dos Tres Poderas a Brasilia. L’ ex Presidente, inoltre, non potrà ricoprire cariche pubbliche fino al 2023.
La condanna si allarga ad altri sette imputati:
ex Ministri e figure di vertice dell’Esercito brasiliano.
A giudicare Jair Bolsonaro cinque giudici: quattro si sono espressi per la condanna, solo uno ha chiesto per l’ex Presidente il proscioglimento.
Una condanna storica; non era mai successo ad un ex Pesidente di essere condannato per un reato di Colpo di Stato, sebbene vi sia in Brasile una regresso carico di Golpe sventati e riusciti.
Da un Colpo di Stato riuscito, quello che rovesciò e portò alla morte Salvador Allende nel Cile dei Colonnelli, alla sentenza della Corte Suprema che condanna il Trump brasiliano. Sullo sfondo la stessa data: 11 Settembre.
Il verdetto ha tenuto conto dell’età avanzata di Bolsonaro (70 anni), con un piccolo sconto di pena. La sua leadership nell’organizzazione criminale gli ha comunque riservato una condanna mggiore rispetto agli altri imputati.
Riportiamo dal mensile Left: – Augusto Heleno Ribei8ro Pereira, ex del Gabinetto di Sicurezza Istituzionale (GSI), condannato a 21 anni. L’ex Ministro della Difesa Walter Braga Netto, arrestato lo scorso anno per intralcio alla giustizia, condannato a 26 anni. – – L’ex Ministro della Giustizia Anderson Torres e l’ex comandante della Marina Almir Garnier, condannati 20 anni e quattro anni ciascuno. – Paolo Sergio Nogueira, ex Ministro della Difesa, nonostante i tentativi dichiarati di dissuadere Bolsonaro, è stato condannato a 19 anni. – Alexander Ramagen, alllora Capo dei Servizi Segreti, sconterà 16 anni e un mese di prigione. – Mauro Cesar Cid, Tenente Colonnello dell’Esercito, sconterà due anni in regime aperto.
Il quotidiano Folha De Sao Paulo scrive di pena giusta. ma molto elevata, che si basa su una legge approvata dallo stesso Bolsonaro nel 2021 e che ha regolamentato i reati contro la democrazia.
IL BOOMERANG.
L’ex Presidente non ha vietato l’accumulazione delle pene per i crimini e i reati contro la democrazia; di fatto la sua firma al provvedimento gli si è ritorta contro.
Il mensile Left ricostruisce il percorso che ha portato all’approvazione della legge; partendo da lontano.
La legge 14.197/2021 fu inserita con un obiettivo preciso: impedire a Bolsonaro di utilizzare le parti della legge, in vigore dagli anni del Regime Militare, che consentivano al Presidente della Repubblica di violare le regole del sistema politico per rimanere al potere.
Come abbiamo soprascritto, nonostante le durissime pene, Bolsonaro firmò.
È necessario considerare il contesto del periodo pandemico,
Il Congresso Nazionale cercò di frenare la deriva autoritaria In atto; Bolsonaro parlava già di Colpo di Stato. Il Parlamento, molto più moderato di ora, si mosse in quel senso.
Il piano per rovesciare l’attuale Presidente Luiz Inacio Lula Da Silva, in primis puntava a screditare il sistema elettorale.
Si volle far credere che nelle urne venivano contggiati voti non reali a favore di Lula, impedendo, con questa scusa, agli elettori di recarsi ai seggi.
Alcuni esempi: blocchi stradali, attentati terroristici alle torri delle trasmissioni televisive. I FATTI DI BRASILIA.
L’otto Gennaio 2023, ribattezzata la Capital Hill in salsa Carioca, 1500 elettori di Bolsonaro, che accampati davanti alle caserme chiedevano il ritorno del regime militare, furono arrestati.
Accampamenti finanziati sia dall’agribusiness che da elementi delle Forze Armate, con a capo il vice di gabinetto dell’ex Presidente.
Documenti golpisti furono trovati dalla Policia Federal negli uffici del palazzo presidenziale. Tre pagine che sotto il titolo Punhal Verde Amarela anticipavano il tentativo, non portato a termine, di uccidere il Presidente Lula Da Silva, Il suo vice Geraldo Alckmin e il giudice della Corte Suprema Alexandre De Moraes. L’ordigno posizionato all’aeroporto Juscelino Kubitschek di Brasilia non esplose.
Attualmente Jair Bolsonaro si trova agli arresti domiciliari dal 5 Agosto. C’è il timore che possa cercare di fuggire all’estero.
Non è dato sapersi quando sarà trasferito in carcere, ne se la sentenza avrà immediata esecuzione o se verrà dato spazio a tutti i ricorsi della difesa. .
LE REAZIONI USA
Il Presidente Donald Trump ha parlato di Caccia alle Streghe e ha dipinto i Giudici della Corte Suprema persone non gradite.
“Quello che hanno fatto a Bolsonaro è molto simile a quello che hanno fatto a me (nda Capital Hill).
Il Segretario di Stato Marco Rubio, in un messaggio pubblicato sul social network X, ha promesso reazioni. Nel mirino i Giudici della Corte Suprema. Definisce persecuzioni politiche quelle contro l’ex Presidente Bolsonaro, “condannato scandisce- ingiustamente […]. Gli Stati Uniti risponderanno -ha concluso- in modo adeguato”. Minaccie nemmeno troppo velate che non intimidiscono il Presidente Lula “Non teniamo nuove sanzioni da parte di Trump, il Brasile non è una Repubblica delle Banane” -ha risposto”. Provocato con le tegola dei Dazi, imposti al 50% al Brasile, i più alti al mondo, il Presidente Operio ha già dimostrato di sapersi muovere con accortezza.
Per ovviare alla sofferenza del settore agroalimentare si è rivolto alla Cina con l’intento di dirottare queste merci verso altri paesi.
Il paese di mezzo (Zhonggou) acquista caffè per avere maggiori scorte, dopo l’acquisizione della ex azienda italiana Bialetti. Per sottrarsi alla tenaglia del Tycoon lo ha sfidato in casa.
È andato a parlare con le aziende americane; il Brasile è esportatore di materie prime, non di prodotti industrializzati e questi Dazi di fatto danneggiano le aziende del Nord America.
SCENARI PROSSIMI
Forte dell’appoggio degli Stati Uniti al Governatore dello Stato di San Paulo, Tarcisio Gomez De Freitas (trumpiano convinto), Bolsonaro giocherà questa carta per tornare a Palacio Do Pinalto nelle elezioni della 2026.
Il Governatore paulista sostiene inoltre la richiesta di amnistia, che mira a favorire l’ex Presidente e i detenuti condannati per gli attacchi dell’8 gennaio 2023 a Brasilia.
In Brasile c’è già un movimento dell’estrema destra in appoggio la candidatura di De Freitas. il clima si sta già alzando in un quadro di forte bipolarismo. Il bolsonarismo è ancora forte nonostante le recerti condanne.
I disegni del Capo della Casa Bianca e dell’ingegnere militare Tarcisio De Freita
si dovranno scontrarsi con la Suprema Corte che ha già dimostrato di non essere disposta
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