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Analisi sul dopo PNRR e sulle dinamiche economiche e migratorie che ne conseguiranno . di Daniele Marconcini 

Analisi sul dopo PNRR e sulle dinamiche economiche e migratorie che ne conseguiranno . di Daniele Marconcini
In base ai dati del Rapporto Italiani nel Mondo 2024 (Migrantes) e alle analisi ISTAT e della Fondazione Leone Moressa, ecco i numeri che descrivono l’attuale emorragia demografica e professionale dell’Italia, con un focus sul rapporto tra chi parte e chi (non) torna.
1. La dimensione della “fuga” (Dati AIRE)
 * Iscritti totali: Al 1° gennaio 2024, i cittadini italiani residenti all’estero sono oltre 6,1 milioni. Si tratta del 10,7% dell’intera popolazione italiana.
 * Crescita costante: Dal 2006 ad oggi, la presenza italiana all’estero è aumentata del 91%.
 * Partenze annuali: Solo nell’ultimo anno monitorato, sono espatriate ufficialmente circa 90.000 persone, di cui il 44% ha tra i 18 e i 34 anni. Tuttavia, le stime reali (considerando chi non si iscrive subito all’AIRE) indicano cifre vicine alle 150.000 unità annue.
2. Il fallimento del “Rientro dei Cervelli”
Nonostante le agevolazioni fiscali, il saldo rimane pesantemente negativo.
 * Rapporto Partenze/Rientri: Per ogni 3 italiani che lasciano il Paese, ne rientra soltanto 1.
 * Dati sui laureati: Negli ultimi dieci anni, l’Italia ha perso oltre 130.000 laureati. Di questi, meno del 20% è rientrato nel Paese.
 * Costo dell’istruzione perduta: Si stima che l’Italia “regali” ai paesi esteri circa 10-14 miliardi di euro l’anno in capitale umano (ovvero quanto lo Stato ha speso per istruire giovani che poi producono PIL altrove).
3. Categorie Professionali e Destinazioni
 * Settori di punta: Il 70% dei laureati che emigrano appartiene alle aree STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) e Medicina.
 * Differenziale salariale: Un ricercatore o un ingegnere che rientra in Italia trova, a parità di mansione, uno stipendio inferiore del 35% rispetto a Germania o Regno Unito e del 50% rispetto a Svizzera o USA.
 * Dove rientrano: L’80% dei rientri “qualificati” si concentra in sole tre regioni: Lombardia (soprattutto Milano), Lazio e Veneto. Il Sud è quasi totalmente escluso dai flussi di ritorno professionali.
4. Il raffronto con l’immigrazione (Il “doppio svantaggio”)
L’Italia vive un fenomeno di sostituzione che peggiora la qualità del capitale umano:
 * Scambio asimmetrico: L’Italia esporta laureati e specializzati (il 30% degli emigrati italiani è laureato) e importa prevalentemente manodopera non qualificata (solo il 10% degli immigrati stranieri in Italia possiede una laurea).
 * Fuga dei “nuovi italiani”: Un dato critico riguarda i cittadini stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana: circa il 15-20% delle partenze annue verso l’estero (AIRE) è composto da cittadini di origine straniera che usano il passaporto italiano per trasferirsi in mercati del lavoro più ricchi (Nord Europa).
 * Saldo Migratorio Netto: Sebbene il saldo totale (immigrati meno emigrati) sia spesso vicino allo zero o leggermente positivo, il Saldo Qualitativo è profondamente negativo: perdiamo competenze ad alto valore aggiunto e acquisiamo forza lavoro per settori a bassa produttività (agricoltura, edilizia, cura della persona).
5. In sintesi: i numeri della Lombardia
Essendo la regione più coinvolta dai tuoi ragionamenti sui PdL:
 * La Lombardia è la prima regione per partenze assolute (circa 18.000 espatri annui).
 * Nonostante i bandi e i progetti e i progetti dedicati il numero di corregionali iscritti all’AIRE ha superato i 610.000, rendendo i progetti che coinvolgono del tutto irrilevanti rispetto alla scala del fenomeno.
Analisi sull’ attuale situazione del PNRR a fine 2025 e sulle dinamiche economiche e migratorie che ne conseguono:
Il Quadro Generale: Incertezza e Rallentamento
L’ attuale situazione del PNRR con una spesa ferma al 48,6% a meno di un anno dalla scadenza (giugno 2026) e una revisione (la sesta) che ridiscute 14 miliardi senza chiarezza sui tagli – dipinge un quadro di forte instabilità. Il PNRR doveva essere il volano per la modernizzazione strutturale; il fatto che molti fondi vengano spostati su strumenti finanziari (facility) per aggirare la scadenza del 2026 suggerisce difficoltà nella messa a terra dei progetti reali (infrastrutture, digitalizzazione, ricerca).
Ecco come questo impatta su tre punti esaminati :
1. Emigrazione Qualificata (Fuga dei Cervelli)
* Previsione: In Aumento.
* Analisi: Il PNRR aveva tra gli obiettivi principali la creazione di occupazione giovanile e femminile di alta qualità (ricerca, green economy, digitale). Se i progetti vengono definanziati o ritardati, viene meno la prospettiva di un mercato del lavoro dinamico e competitivo in Italia. L’incertezza politica ed economica spingera’ i profili più qualificati a cercare stabilità e retribuzioni adeguate all’estero, percependo l’Italia come un paese incapace di riformarsi.
2. Corsa ai Beni Rifugio
* Previsione: Tendenza in consolidamento dei flussi migratori .
* Analisi: L’interesse per i paesi extraeuropei non sara’ solo turistico, ma patrimoniale. Di fronte al rischio che il mancato effetto propulsivo del PNRR porti a una stagnazione del PIL e a possibili future manovre fiscali correttive (per ripagare il debito), gli investitori cercheranno di “mettere al sicuro” parte del patrimonio.
   * L’immobiliare nei paesi extraeuropei fungera’ da hedge (copertura) contro il rischio-Paese Italia e contro l’eccessiva pressione fiscale europea. È una strategia difensiva: si diversifica fuori dall’area Euro/UE per tutelarsi da scenari di crisi del debito sovrano.
3. Spostamento di Capitali (Estero su Estero vs Estero su Italia)
* Previsione: Prevalenza di “Estero su Estero”.
* Analisi:
   * Estero su Estero: I grandi capitali tenderanno a rimanere fuori dai confini nazionali. La mancanza di trasparenza sulle revisioni del PNRR è veleno per gli investitori, che odiano l’incertezza. Chi ha capitali all’estero tenderà a lasciarli lì o a investirli in mercati più dinamici (USA, Asia o economie emergenti stabili).
   * Estero su Italia: Rischia di diminuire. Se l’Italia dimostrera’ di non riuscire a spendere i fondi europei (soldi “gratis” o a tasso agevolato), perde credibilità. Gli investimenti diretti esteri in Italia potrebbero concentrarsi solo su asset speculativi (comprare aziende italiane svalutate) piuttosto che su investimenti produttivi a lungo termine.
I nuovi scenari di chi andra’ all’ estero in paesi extra europei e le categorie interessate
A. L’Imprenditore “Hedge” (Protezione Patrimoniale)
 * Chi sono: PMI italiane o professionisti con liquidità (500k – 2M€) che temono patrimoniali, inflazione o l’erosione dell’euro.
B. Il “Nomade Digitale Senior” (Executive & Tech)
 * Chi sono: Non i ventenni zaino in spalla, ma dirigenti, consulenti IT, ingegneri o creativi (35-55 anni) che possono lavorare da remoto e sono stufi della burocrazia/clima italiano.
C. La Silver Economy “Attiva”
 * Chi sono: Pensionati o pre-pensionati ad alto reddito che vedono il sistema sanitario e sociale italiano scricchiolare.
Sintesi Finale
L’attuale gestione “nebbiosa” del PNRR rischia di trasformare un’opportunità di crescita in un debito “cattivo” (spesa improduttiva). Questo scenario alimenta la sfiducia, accelerando l’uscita delle risorse più preziose del Paese: capitale umano (giovani laureati) e capitale finanziario (risparmi e investimenti), che cercano lidi più sicuri e redditizi, sia in Europa che oltreoceano.
Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

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