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La Guaira, emblema dell’inizio della tragedia in Venezuela.di Soledad Blanco

La Guaira, emblema dell’inizio della tragedia in Venezuela. Una tragedia lunga quasi 3 decadi, non un giorno, ma quasi 120000 giorni, ora piú, ora meno. Una tragedia annunciata che nessuno volle sentire, perché, si sa i paesi dell’America Ispana, dell’America del Sud…La tragedia nata nel lontano 1998, quando s’insedió un sistema operativo che si occupó di dilaniare un paese, una popolazione, una speranza. Spense le luci ad una ad una sino al 24 giugno 2026 giorno in cui il sistema ancora si sta occupando di spegnere le poche luci rimaste. Parafrasando la pasquinata romana, quá i barbari non hanno ancora finito. E i Barberini stanno leccandosi i baffi, guardando la preda come iene, come lupi mannari, come avvoltoi, diversi Barberini in attesa che la carne divenga tuttuno con le macerie e poter strappare il miglior boccone. Ad ognuno il suo.
La Guaira parló nel 1999, ma pochissimi poterono capire ció che stava iniziando: il litorale centrale della cittá di Caracas subí un rovinosissimo smottamento delle montagne della Cordigliera della Costa, prodotto dalle piogge che senza sosta inzupparono la terra dal mese di agosto, sino a dicembre del 1999. Quel tragico 15 dicembre ci furono tantissime vittime, palazzi e case spazzati via come se fossero pezzi di Lego. Bimbi orfani che, raccontano, siano stati alcuni vittime di tratta. Parenti disgregati, alcuni mai trovati. Saccheggi. Quella domenica ci furono le elezioni che avrebbero determinato una dubbia modifica alla costituzione. La tragedia in pieno ed il sistema fece orecchie da mercante, decidendo di non posticiparle. Anche all’epoca gli aiuti furono banditi e rifiutati. Un avviso di ció che sarebbe succeduto? Macché! Non ci fu modo di farlo capire alla corteccia cerebrale! Ma poi, alla fine, questa popolazione non fece nulla di nuovo e neanche tanto diverso di ció che fanno anche nei luoghi del primo mondo: pensare che ci sará qualche briciola anche per il popolo. Si, come le casette popolari consegnate alla gente di scarse risorse con le pareti fatte di polistirolo ripiene di gommapiuma. Questo terremoto ha evidenziato anche questo. E appena dopo quelle elezioni iniziarono i primi scandali di milioni deviati, servizi di luce e acqua razionati (un paese con acqua da vendere e petroleo da stravendere, senz’acqua e senza luce? E cosí ebbe inizio un lunghissimo medioevo senza respiro, soltanto discese, sempre piú ripide, sino allo spasimo, sino a rimanere senza terra da poter radicarsi. Dopo poco quei primi anni ci furono i primi esodi. Susseguirono anni scuri di manifestazioni, tante vittime…e la popolazione meno abbiente fu tacitata con delle scatole a mó di paniere sussidiato; avrebbero dovuto ricevere latte in polvere, olio, farina di mais, fagioli neri, ceci, lenticchie, tonno in scatola, mortadella, pasta, riso zucchero. Con il passare del tempo, le scatole furono svuotate in quantitá e qualitá. I prodotti del quarto e quinto mondo, gli scarti, componevano una rosa diminuta di 4/5 prodotti, che neanche le bestie riuscivano a deglutire. La moneta ha subito tante svalutazione che abbiamo dimenticato gli zeri che hanno tolto (forse tra i 12 e i 18?). Sono parte degli esodi degli ultimi anni. E il caso ha voluto mi trovassi quí in questa terra meravigliosa in origine ma violentata con l’ennesima tragedia . Non so quanti anni ci vorranno per poter rifarsi di tanti traumi subiti. Questo terremoto ha dato al sistema un’ulteriore occasione di manifestare la sua malvagitá nel non disporre dell’esercito per la popolazione, ma soltanto all’arrivo degli aiuti per poterli contrastare. Nell’ impedire ai civili di poter districarsi nelle montagne di macerie alla ricerca di figli, madri, padri, fratelli cugini, amici, cose che loro non hanno fatto, tranne qualche pompiere a mani nude. Un paese depredato e lacerato ancor prima del terremoto, perché la terra quí non ha mai smesso di tremare. Sono quasi 3 decadi che trema! Ci sará mai un assestamento?
Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

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