Terremoto in Venezuela (5), sale ancora il bilancio delle vittime; i dispersi sono stimati tra le 30 e 50mila persone
A oggi, sale a 3.889 il bilancio delle vittime del doppio terremoto che il 24 giugno ha colpito il nord del Venezuela. Lo rende noto il governo venezuelano in un comunicato, aggiornando il precedente bilancio di 3.811 morti.
Il numero dei feriti resta a 16.740 mentre le autorità continuano a non fornire dati ufficiali sui dispersi. Le Nazioni Unite stimano che possano essere fino a 50.000 anche se altre valutazioni indicano un numero più vicino ai 30.000.
Si segnalano inoltre, molte rimostranze da parte di sopravvissuti e parenti rivolte alle autorità, ree di non fornire dati aggiornati sulle persone di cui non si hanno notizie dal 25 giugno; anche il sito https://www.desaparecidosterremotovenezuela.com/ segnala in circa 30mila il numero delle persone ancora disperse.
Restano senza famigliari 231 delle circa 2400 vittime recuperate dopo il doppio terremoto che in partcicolare ha devastato La Guaira. Lo ha reso noto il governatore José Alejandro Terán, spiegando che tutte le salme sono state identificate con tecnologie forensi avanzate e che quelle non reclamate saranno sepolte nel cimitero La Esperanza e non in fosse comuni.
Nostri corrispondenti informano che nelle aree più colpite del nord del Paese centinaia di edifici risultano crollati o gravemente danneggiati e migliaia di persone sono ospitate in rifugi temporanei.
Per quanto riguarda gli sfollati, sono oltre 14mila quelli al momento sistemati negli 87 campi di accoglienza temporanei allestiti dal governo. Lo rende noto un aggiornamento pubblicato su Telegram dal ministro dell’Istruzione Hector Rodriguez, secondo cui le strutture dispongono complessivamente di 20227 posti. Lo Stato di La Guaira, l’area più colpita dal sisma, concentra il maggior numero di sfollati con 8613 persone in 26 campi, alcuni dei quali sono in fase di ampliamento.
A Caracas sono invece operativi 39 centri di accoglienza con una capacità di 11.192 posti, dei quali circa 5mila già occupati. Nello Stato di Miranda restano aperti 22 campi che ospitano attualmente 1060 persone su una disponibilità complessiva di 2003 posti.
Le due scosse quasi simultanee (magnitudo 7.2 e 7.5) si sono rivelate tra i peggiori disastri sismici in Venezuela. Le possibilità di trovare superstiti sono ormai minime anche se proseguono senza sosta le ricerche dei corpi ancora sotto le macerie. Migliaia le persone senza casa e altre migliaia ancora disperse, soprattutto a La Guaira dove le famiglie stanno ancora scavando tra le macerie.
Famigliari delle vittime del terremoto chiedono alle autorità di posticipare la demolizione degli edifici a rischio di crollo fino a che non verranno recuperati tutti i corpi delle persone decedute.
“Non possiamo permettere che demoliscano gli edifici quando ci sono ancora così tanti famigliari sepolti da recuperare, vivi o morti“. Questo è il sentimento comune di coloro che ancora stanno cercando i loro cari, per dare loro almeno una degna sepoltura. (fonte-foto/Ansa, RaiNews, Skytg24)







