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Luciano Darderi, il semifinalista agli italian open di Roma e’ un italo-argentino, talento di ritorno

Da Fano a Roma, passando per Villa Gesell,  in Argentina, ed è figlio dell’ex tennista Gino, che diventerà il suo coach e lo seguirà anche tra i professionisti. Luciano Darderi ha doppio passaporto argentino e italiano grazie alla cittadinanza di un nonno italiano, originario di Fano, emigrato in Argentina a 22 anni, nel secondo dopoguerra.  Il papa’ e’ a sua volta un ex tennista, che ha raccolto discreti successi ai tempi dell’asso Argentino Guillermo Vilas, numero uno al mondo negli anni 70.

La carriera nel grande tennis inizia precocemente: inizia a giocare a tennis a 4 anni, con il padre Gino, che era un buon giocatore di categoria B e faceva il maestro. Trasferita la famiglia a a Buenos Aires dove la nonna Elisa sosteneva parte delle spese con la sua pensione, di nascosto dal nonno, per pagare parte degli allenamenti. L’unico tatuaggio del nipote tennista è dedicato a lei.

Durante il viaggio in Italia per ritirare il passaporto.Luciano si trova a disputare un torneo a L’Aquila: batte Cobolli in semifinale e Gigante in finale. Poi, trasferito a Roma a 13 anni, inizialmente da solo (il padre sarebbe arrivato qualche anno dopo) e da quando il tennista gioca nel circuito Atp lo segue costantemente, mentre la madre risiede in Argentina. Gioca a tennis anche il fratello Vito Antonio, nato nel 2008, anche lui dotato di buon talento. Jannik Sinner e Luciano Darderi, italiani sulla terra rossa, due storie personali diverse, entrambe particolari, accomunate da talento e forte determinazione, che si incontrano al Foro Italico.
Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

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