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A22 Auto Brennero : è tempo delle scelte. Di Daniele Marconcini

E’ notizia recente che il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha prorogato per la quarta volta al 30 novembre 2025, i termini per l’affidamento delle attività di gestione delle tratte autostradali A22 Brennero-Modena per un valore stimato per la durata della intera concessione di oltre 31 miliardi di euro. Un bando che prevede, come opera di maggior interesse ed impatto economico per la nostra provincia, una terza corsia da Verona sino alla intersezione con la A1 per un importo di 1 miliardo e quattrocentomila euro . Leggendo il Bando abbiamo una prima sorpresa in quanto in un capitolo generico intitolato ” Infrastrutture e mobilità” per un importo di 1,86 miliardi di euro, non vengono indicate in modo specifico le opere compensative che le nostre rappresentanze istituzionali nel CdA di Autobrennero , attuale gestore della A22 , davano per scontate come il collegamento del Porto di Mantova alla A22 e il completamento del sistema tangenziale di Mantova con un investimento di circa 150 milioni di euro . Questo perché ci si e’ basati su un progetto di Autobrennero del 2021 che dava per scontato il rinnovo della concessione, scaduta nel 2014 e messa a bando all’ inizio del 2025 e l’ applicazione di una clausola di prelazione che conferiva alla Società Autobrennero un diritto di precedenza nel caso che in cui quest’ ultima avesse partecipato alla gara e avesse offerto le stesse condizioni di un concorrente. Un diritto di prelazione che il MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) ha deciso di non riconoscere nel Bando , demandando la decisione finale alla Corte di Giustizia Europea , diniego ribadito da una sentenza del Tar avversa ad un ricorso di Autobrennero. In particolare, il TAR ha rigettato la richiesta di sospensiva presentata da Autostrada del Brennero, sottolineando che la clausola di prelazione non impedisce il ricorso in giudizio in futuro. E da qui e’ partito un corto circuito che ha portato alla serie di proroghe sopracitate in attesa del giudizio di Bruxelles. Per completare il quadro della situazione si sono schierati contro le modalità con cui e’ stato indetto il bando e sul diritto di prelazione di Autobrennero per la concessione dell’autostrada A22 i seguenti soggetti :
– Aspi (Autostrade per l’Italia) la quale ha presentato un ricorso al TAR del Lazio contro la procedura di concessione chiedendo l’ annullamento del bando .
– Adusbef: associazione dei consumatori che ha presentato un ricorso al TAR del Lazio
– Aiscat : associazione delle concessionarie di autostrade e trafori che ha inviato una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, criticando il bando di rinnovo per presunte violazioni delle regole europee e contestando il diritto di prelazione di Autobrennero. In particolare ASPI nella sua richiesta di annullamento del bando sostiene che la procedura sia stata irregolare e che non sia stato garantito un trattamento paritario tra i concorrenti contestando ” l’ irragionevolezza delle misure tariffarie” che pongono ” fuori mercato ” la concessione della A22 . ASPI critica i criteri di valutazione utilizzati dal Ministero per selezionare l’aggiudicatario della concessione , giudicandoli discriminatori e senza che abbiano tenuto conto delle sue qualifiche e della sua esperienza nella gestione di autostrade. Occorre far notare che Aspi (Autostrade per l’Italia) è controllata principalmente da
Holding Reti Autostradali S.p.A. (HRA) la cui quota di maggioranza e’ una società di investimenti controllata al 100% da Cassa Depositi e Prestiti di cui fa parte Blackstone, fondo di investimenti USA e Macquarie fondo di investimenti australiano . Per chi non ne fosse a conoscenza Cassa Depositi e Prestiti è’ una banca pubblica controllata principalmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che svolge un ruolo importante nel sostegno allo sviluppo economico dell’Italia nei settori strategici e innovativi. Uno scontro quindi tra una società, Autostrade per l Italia a maggioranza pubblica e una Società Autobrennero che gestisce la A22 per l ‘ 85% formata da Enti pubblici che prefigura scenari nazionali che coinvolgono gli equilibri dell’ attuale coalizione di governo . Un situazione dagli esiti imprevedibili che dovrebbe infiammare il dibattito politico istituzionale in sede locale e e che invece con una sorta di autocensura non dichiarata , vede silenti tutti i soggetti coinvolti da Comune capoluogo , Provincia e Camera di Commercio rappresentati nel CdA della Società Autobrennero. Un silenzio che non potrà durare per molto : la scelta che si pone e’ oramai tra chi attende il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea sul diritto di prelazione ( quasi certamente negativo ) e che vede compatto l’ intero CdA di Autobrennero e chi chiede a viva voce di trasformare la Società Autobrennero in Ente in-house providing” (interamente pubblico) che consentirebbe di rinnovare la concessione senza gara, a condizione che siano rispettate le condizioni stabilite nella normativa europea. In mezzo Comuni e territori, completamente esclusi non solo dalle scelte più importanti, ma nemmeno consultati o informati della situazione, privati di luoghi di confronti quale potrebbe essere
una Amministrazione Provinciale o il Comune capoluogo .Questo a tutto vantaggio di chi avendo avuto responsabilità’ nella vicenda in questo modo, sfuggira’ a qualsiasi confronto o giudizio di merito ,specialmente quando si presentera’ agli elettori nelle prossime consultazioni con narrazioni di parte o non verificate dalla realtà dei fatti .

Daniele Marconcini

Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

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