Adriana Trigiani: un’italiana di Big Stone Gap — Lombardi nel Mondo

Adriana Trigiani: un’italiana di Big Stone Gap

La scrittrice Adriana Trigiani si sta affermando come la portavoce di una identità positiva degli americani di origine italiana, tuttora vittima di vecchi e antipatici stereotipi difficili da sradicare.

Quando si chiede a Adriana Trigiani che cosa l’abbia spinta a scrivere il suo primo romanzo risponde immancabilmente : “E’ stata una sorpresa totale perché stavo scrivendo copioni per la televisione … Desideravo avere un bambino, ma quando si scrive una commedia per la televisione si lavora sette giorni su sette.. A questo punto, un amico mi ha suggerito di scrivere prima un libro e poi di avere un bambino. Lo giuro, ho fatto proprio questo, senza sapere se sarebbe stato un buon libro e se mi sarebbe piaciuto. Adesso sono diventata di moda.”

Big Stone Gap fu pubblicato nel 2001. Sua figlia Lucia nacque nel 2002. Otto libri dopo Adriana Trigiani è sul punto di diventare la scrittrice di successo più accreditata per presentare ai mass media un’immagine più realistica degli italo americani. Il suo romanzo più recente, Very Valentine,figurava al 19° posto della lista dei best seller del New York Times del mese di febbraio 2009. Adriana Trigiani, con oltre tre milioni di copie di libri in stampa, due film promettenti in lavorazione, altri due romanzi in fase progettuale e una serie di fiction per giovani in arrivo, emerge come la migliore speranza per contrastare lo stereotipo mafioso che domina la nostra cultura.

Pio desiderio? Forse, ma se l’entusiasmo e l’adulazione della folla strabocchevole che l’ha salutata recentemente al suo arrivo all’Anderson Bookstore di Naperville, Illinois, ne sono un’indicazione, potrebbe essere la rock star che stavamo aspettando.

Un’italiana di Big Stone Gap, Virginia? Proprio così. Agli inizi del 1900 molti italiani furono convogliati verso le  miniere di carbone della Virginia e del West Virginia. Come spiega Adriana : “Tutta la famiglia di mia madre proviene dalla Alpi italiane dell’Italia del Nord, da una città che si chiama Schilpario; mentre mio padre è mezzo pugliese di Foggia e mezzo veneto di Codega di Sant’Urbano, una cittadina agricola della provincia di Treviso. Italiana di terza generazione, è cresciuta a Big Stone Gap in Appalachia nella parte sudovest dello stato durante gli anni settanta, e ha frequentato il St. Mary’s College di Notre Dame,Indiana, dove si è laureata in Teatro. Se ne è andata poi a New York dove ha organizzato un gruppo femminile di improvvisazione teatrale – The Outcasts (Le Emarginate).

Alla fine degli anni ottanta e nei primi anni novanta la Trigiani ha lavorato come scrittrice/produttrice per Bill Cosby sia per “The Cosby Show” sia per “A Different World” (“Un Mondo diverso”, una serie televisiva ambientata in un college tradizionale afro americano). A chi le chiedeva come avesse fatto a  scrivere materiale per i giovani afro americani, rispondeva di avere fegato e di conoscere bene il mondo del college. L’umorismo caldo e confortevole unito al fascino delle dinamiche della vita di famiglia in stile Cosby continuano nei suoi romanzi.

Come tutti i buoni scrittori Adriana scrive di ciò che conosce. Nei quattro volumi dedicati a Big Stone Gap attinge dalle storie di famiglia, e dagli eventi della vita della cittadina, come la volta che Elizabeth Taylor per poco non soffocò a Big Stone Gap o il concorso di bellezza all’aperto. In Queen of the Big Town scrisse sulla città natale del padre, Roseto in Pennsylvania, resa famosa da una ricerca medica che dimostrò come le malattie cardiovascolari fossero quasi inesistenti (a Roseto) in virtù del sistema di vita solidale del villaggio italiano che tendeva a ridurre lo stress e della dieta alimentare della comunità. Nel 1998, la Trigiani, prima di pubblicare il libro, realizzò proprio un documentario su Roseto.

Alla Trigiani piace scrive di persone che fabbricano le cose. Per la preparazione del suo libro Very Valentine, è volata a Capri per documentarsi su come si confezionano le scarpe a mano. Per Lucia Lucia, fu il mondo dell’alta sartoria. Camiciaie, arredatori d’interni, cuochi, farmacisti, agricoltori con il profondo dettaglio del loro lavoro e l’integrità delle persone che fabbricano davvero qualcosa  appaiono ovunque nei suoi scritti. E’ affascinata dalla filosofia del “lavoro fatto bene”.

Mentre alcuni etichettano frettolosamente i suoi libri come letteratura per ragazzine, altri la considerano diversa dalla letteratura di intrattenimento. E’ vero che il rapporto tra i sessi permea tutti i suoi libri, ma le sue storie d’amore sono plausibili. I suoi protagonisti sono soprattutto donne capaci, ambiziose e vulnerabili. Quando narrano le loro storie in prima persona, il lettore si rende conto che incontrare il vero amore è cosa complicata e difficile. Con qualche eccezione i principali protagonisti maschili sono spesso deludenti o ambigui. Durante la sua presentazione a Naperville, Illinois, la Trigiani ha scherzato sul fatto che mentre le donne italo americane sono delle buone mogli, gli uomini italo americani (leggi “Mammoni”) sono dei cattivi mariti perchè viziati dalle mamme. Adriana è sposata con Tim Stephenson, un lighting designer vincitore di Emmy Award che si occupa della progettazione dei sistemi di luce del David Letterman Show.

Adriana Trigiani, che cita molto raramente i grandi avvenimenti e temi della storia italo americana come il caso Sacco e Vanzetti, le ingiustizie su posto di lavoro, i pregiudizi, la  diffamazione e la discriminazione o l’internamento durante la seconda guerra mondiale, coglie una verità molto importante dell’esperienza italo americana :  gli immigrati e i loro figli non erano soltanto masse di persone indifese,sradicate,non specializzate e analfabete che avevano bisogno di essere “americanizzate”. I romanzi della Trigiani documentano con cura le arti e i mestieri e l’atteggiamento positivo che gli immigrati apportarono al  mondo americano. Adriana descrive minuziosamente le ricche tradizioni familiari, il genio, le capacità e le abilità delle donne italo americane – la loro cucina, autosufficienza familiare e la loro saggezza nel gestire la famiglia.

Per Adriana il luogo è importante. Che la storia sia ambientata a Big Stone Gap (dove è cresciuta), a Roseto (dove risiede la famiglia del padre), oppure a nord del New Jersey o al Greenwich Village (dove ha vissuto per vent’anni) o persino in Italia, il lettore si sente a casa propria.

Adriana  Trigiani è molto disponibile. Ama i suoi lettori e telefona più volte alla settimana al pubblico dei book club. Organizza pranzi per i suoi lettori di New York e pubblica sul suo sito web dozzine di fotografie dei suoi fan, dei compagni di scuola di St. Mary’s, dei gruppi di book club e delle folle che si accalcano nelle librerie di tutta l’America.

Bacia e abbraccia e parla a lungo con tutte le persone che si mettono in fila per farsi autografare i libri. Si coinvolge nella loro vita e a Naperville ha offerto pubblicamente un tirocinio alla figlia di una delle sue lettrici.

Leggere la narrativa della Trigiani è un vero piacere. Alcuni preferiscono persino ascoltare la versione audio dei suoi libri. Lucia Lucia, Queen of the Big Time a Big Stone Gap sono audio narrate dalla famosa Cassandra Campbell. Mario Catone, il cabarettista e attore di “Sex in the City” “Caroline’s on Broadway” ha prestato al voce a Rococò.

Gli scritti della Trigiani includono così tanti dettagli che le sue storie potrebbero essere facilmente trasferite sul grande schermo. E questo è quanto accadrà nei prossimi due anni. La produzione degli esterni a Big Stone Gap è già cominciata. Ha scritto la sceneggiatura, fatto il casting e dirigerà questo film – che ha buone possibilità di intaccare lo stereotipo cinematografico mafioso che gli italo americani sopportano da anni.  Speriamo.

 

Dominic Candeloro, “Adriana Trigiani’s got Swang!”

 

Traduzione autorizzata dall’inglese  di Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

9 novembre 2010

 

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