ARGENTINA: Una nuova mossa sbagliata che mette a rischio Milei
Il Presidente argentino Milei si è reso protagonista di un episodio non certo positivo, che potrebbe farlo vacillare ancora di più
tratto da il sussidiario, di Arturo Illia

Javier Milei (Ansa)
Uno scandalo le cui proporzioni sono ancora da definire è scoppiato in Argentina, coinvolgendo in prima persona Javier Milei che, forse senza capire ancora molto bene cosa voglia dire essere Presidente di una nazione, è caduto in una manovra talmente incredibile e assurda che all’inizio si era pensato addirittura che tutta la questione fosse responsabilità di hacker.
Riassumendo: tutti sanno di come Milei passi moltissimo tempo sulla piattaforma X di proprietà di Elon Musk, di cui è amico carissimo. Forse troppo, al punto di ricevere moltissime e giustificate critiche per un uso dei social esagerato. In un’occasione ha sostenuto attraverso i suoi account, facendo una sorta di pubblicità, una criptovaluta chiamata $LIBRA, prodotta da una società chiamata KIP Protocol. Nel suo post scriveva: “L’Argentina liberale cresce. Questo progetto privato sarà dedicato a incentivare la crescita dell’economia argentina, ancorando piccole aziende e imprese argentine. Il mondo vuole investire in Argentina”.
In parole povere il valore di questa valuta è arrivato a livelli stellari, anche a causa dell’involontario “aiuto” presidenziale, ma in poco tempo le quotazioni facendo perdere cifre importanti ai suoi investitori. Una truffa bella e buona, insomma.
Si è trattato di un’assurdità che dimostra due cose: in primo luogo quanto, in assenza di controlli, la liberalizzazione sfrenata possa creare danni giganteschi che possono, a lungo andare e se non si prendono gli opportuni provvedimenti, arrivare a danneggiare economicamente un Paese.
La seconda è che, sebbene il Presidente in poco tempo abbia in effetti cancellato il suo post, asserendo di non avere nessuna connessione con l’iniziativa, il sasso era stato lanciato nello stagno e i danni ormai erano sotto gli occhi di tutti, soprattutto dei detrattori politici dell’attuale Governo, che si sono subito scagliati all’attacco con roboanti dichiarazioni contro Milei.
Ora viene in mente un detto che si può enunciare nella famosa frase “Il bue che dà del cornuto all’asino”, visto che il fronte che si oppone all’attuale Esecutivo è in pratica quello perokirchnerista, responsabile non solo di gran parte delle crisi che hanno afflitto l’Argentina fin dal 1947, ma anche, con l’avvento del kirchnerismo dal 2003, della corruzione più grande mai vista nel Paese.
Il fatto accaduto potrà avere conseguenze gravi nell’attuale potere politico che già soffre di divisioni interne importanti, ma potrebbe rivelarsi anche uno schiaffo in grado di svegliare Milei facendogli finalmente capire che, più in là dei suoi successi sul fronte dell’inflazione, lo Stato deve sì garantire la libertà del mercato, ma solo attraverso regole severe che impediscano manovre come quella che abbiamo descritto.


