Le primarie in Arizona e Michigan — Lombardi nel Mondo

Le primarie in Arizona e Michigan

La contesa per la nomination repubblicana continua con le tornate elettorali in Arizona e Michigan, che non saranno comunque decisive per nessun candidato.

Il 28 febbraio 2012 si svolgeranno le elezioni repubblicane per nominare il candidato da opporre a Barack Obama alla presidenza del Paese, elezioni che non saranno decisive, ma che potrebbero cambiare le strategie in attesa delle elezioni del 6 marzo quando saranno assegnati 400 delegati. Chi vincerà in questi giorni potrà davvero avvicinarsi al numero magico di 1145 delegati.

Le ultime proiezioni, in data 26 febbraio 2012, danno Romney in testa in Arizona , 43% contro il 33% di Santorum, mentre in Michigan Romney sembra aver riconquistato il favore dei votanti con il 39% contro il 36 % di Santorum.

Numeri a parte più, che la bontà dei programmi e delle promesse dei due candidati repubblicani sembrano emergere i loro punti deboli. Romney,  che era quasi certo di avere in tasca il Michigan, deve adesso lottare per restare in testa. Non gli basta esserci nato e  cresciuto, e aver avuto il padre governatore amato per tre mandati, perchè è molto più vivo il ricordo del Mitt Romney contrario al salvataggio dell’industria automobilistica. Nel 2009 Romney oppose a Obama prevedendo che Chyrsler, General Motors e Ford non avrebbero avuto via di scampo senza un piano ben congegnato oltre all’aiuto finanziario.

In realtà Romney, figlio di quel George che aveva  brillantemente guidato l’American Motor Company, non ha mai voluto la distruzione dell’industria automobilistica, ma ha sempre offerto una soluzione diversa dove il divario con le industrie automobilistiche straniere deve essere ridotto al pari delle pensioni aziendali, gli aumenti continui devono essere rapportati alla produttività reale, il management deve cambiare radicalmente e le diatribe infinite tra azienda e sindacati devono cessare, gli investimenti per il futuro devono aumentare e i simboli del potere del management finire. La sua ricetta è legata alla bancarotta controllata, tipo Chapter 11 spesso adottato dalle compagnie aeree nordamericane, con l’impegno di ristrutturare l’azienda attraverso esuberi di personale, riduzioni pensionistiche e chiusure di impianti. Il governo federale interverrebbe soltanto per le garanzie post-bancarotta per difendere i consumatori.

L’industria automobilistica del Michigan è stata però salvata da Obama, che ne trarrà vantaggio anche in campagna presidenziale, mentre Romney è stato duramente contestato e continuerà ad esserlo anche domenica durante le gare automobilistiche della NASCAR di Daytona, Florida perché i sindacati hanno promesso di portare una rappresentanza con striscioni di protesta nei suoi confronti.

Santorum, diventato invece il paladino dei conservatori e Tea Party,  non sfigura di fronte a Mitt Romney, anche se a volte il suo essere in mezzo alla folla rispondendo a tutte le domande possibili e immaginabili gli fa commettere qualche errore madornale come quello riguardante l’eutanasia in Olanda.

Santorum aveva letto sul Louisiana Right to Life oppure solo sentito che :” In Olanda gli anziani indossano braccialetti con diverse scritte tra cui “non voglio l’eutanasia”. In Olanda esiste l’eutanasia volontaria, ma la metà delle persone sottoposte a eutanasia  -il 10% di tutti i decessi in Olanda – sono sottoposti a eutanasia involontaria negli ospedali in quanto vecchi e malati. Per questo motivo in  Olanda i vecchi non vogliono andare in ospedale e preferiscono andare in qualche altro Paese perché hanno paura di non uscire più dall’ospedale se sono malati”.

L’Ambasciata olandese a Washington, e non solo, ha duramente contestato queste affermazioni sbagliate (il braccialetto tra l’altro non esiste) dettagliando la legge e le rigide procedure che regolamentano l’eutanasia, con numeri totalmente diversi da quelli maldestramente forniti da Santorum che per questa suo scivolone ha ottenuto da Fact Checker ben 4 Pinocchio per aver detto il falso.

Santorum non ha cambiato le sue idee sulla contraccezione e sull’omosessualità, posizioni che lo vedono vincente all’interno di alcuni gruppi conservatori repubblicani, ma che potrebbero nuocergli grandemente nell’ipotesi un confronto su base nazionale contro Barack Obama.

La campagna repubblicana per la nomination riserva sempre qualche sorpresa ma il campo sembra essersi ristretto a Romney e Santorum e ambedue non sembrano per il momento impensierire il presidente in carica.

 

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

26 febbraio 2012

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