Il nuovo Papa è figlio di emigrati — Lombardi nel Mondo

Il nuovo Papa è figlio di emigrati

Gesuita filosofo, figlio di un ferroviere italiano chi è Jorge Mario Bergoglio, il primo Papa sudamericano della storia: “Sono venuti a prendermi da lontano”. Ha preso il nome di Francesco I

Gesuita, arcivescovo di Buenos Aires, nato nella capitale argentina il 17 dicembre 1936, Jorge Mario Bergoglio è di origine italiana ed è noto per uno stile di vita segnato dall’austerità e la semplicità.

Da buon argentino il nuovo Papa, Jorge Bergoglio, è un appassionato di calcio e di tango. Tifoso del San Lorenzo, squadra del quartiere Almagro di Buenos Aires.

Nel Conclave del 2005 fu il grande antagonista di Joseph Ratzinger. Ha sempre abitato in una piccola stanza dall’aspetto monacale nella sede dell’arcivescovato. Nella sua città, la megalopoli Buenos Aires, ha l’abitudine di girare in autobus e in metropolitana.

Laureato in filosofia e teologia nel collegio massimo ‘San José’ di San Miguel, il 13 dicembre 1969 è stato ordinato sacerdote.
Nel 1973 è stato eletto Provinciale dell’Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni. In seguito ha conseguito il dottorato in Germania.

Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires. Il 3 giugno 1997 è stato nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del cardinale Antonio Quarracino.

È stato ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina che non possono contare su un ordinario del loro rito. Da Giovanni Paolo II è stato nominato cardinale nel concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino.
E’ membro delle Congregazioni per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, per il Clero, per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica; del Pontificio consiglio per la Famiglia; della Pontificia Commissione per l’America Latina; del Consiglio ordinario della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi.

Fonte: www.huffingtonpost.it

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lunedì 27 Gennaio, 2020