Dal Brasile al seminario sul Futuro dell’Inca in Perù: a colloquio con Sinchetto, responsabile area internazionale extra Ue del Patronato Inca Cgil — Lombardi nel Mondo

Dal Brasile al seminario sul Futuro dell’Inca in Perù: a colloquio con Sinchetto, responsabile area internazionale extra Ue del Patronato Inca Cgil

Un lungo giro dal Nord al Sud America, quello che ha condotto una delegazione dell’INCA, guidata da Sergio Sinchetto, responsabile dell’Area Internazionale per i paesi extra UE del Patronato della CGIL, nei diversi Paesi del continente americano

In questa sede affrontiamo con Sinchetto il percorso che ha portato la delegazione prima in Brasile, successivamente in Argentina, e che seguiterà nei prossimi giorni in Perù, a Lima, dove si terrà dal 5 al 9 novembre  un seminario dal titolo  “Un progetto per il futuro”, il “sistema Cgil” e le nuove sfide per rispondere più adeguatamente ai bisogni di tutela dei diritti in America Latina, al quale prenderà parte un gruppo di operatori dell’INCA provenienti dai diversi Paesi dell’America Latina.  E’ questo l’obiettivo dell’incontro al quale interverranno nel corso dei lavori il Primo Vice Presidente della Repubblica del Perù On. Giampietri ed  il Ministro del Lavoro peruviano, Susana Pinella.

In Brasile la delegazione dell’INCA nazionale, dando seguito a precedenti incontri, ha avuto la possibilità di definire un Piano di Lavoro per il rilancio dell’attività, “di cui peraltro abbiamo già potuto apprezzare alcuni risultati” afferma Sinchetto,  “non solo per il rilancio di alcuni uffici che, come quello di Porto Alegre, erano in difficoltà ed ora hanno recuperato un’attività significativa ed importante, e soprattutto diversificata dal passato  nell’affrontare anche i problemi della previdenza brasiliana.”

Spiega l’esponente dell’INCA “In Brasile stiamo mettendo a fuoco alcuni accorgimenti di carattere organizzativo per cogliere le potenzialità che già esistono con il rafforzamento consistente degli organici: oggi abbiamo un organico a disposizione già sufficientemente solido per ripartire. E’ indubbio che esista un problema di dislocazione su un  territorio che è molto esteso e le nostre comunità, pur grandi, sono disperse su tutto il territorio. Si tratta ora di sondare – sia con lo strumento delle permanenze, sia con altri strumenti – tutte le possibilità di lavoro e di intercettare un’attività che ultimamente sfugge.

E’ un problema che riguarda tutti i patronati presenti su quel territorio, afferma Sinchetto,  ma per quel che ci riguarda, oltre che credere nelle possibilità di ulteriore sviluppo, abbiamo ragionato sulle cose da fare. E, nell’immediato, proprio alla luce del rafforzamento dell’organico, vi è la necessità della formazione. In questo quadro si colloca il  corso di formazione che si terrà in Perù per gli operatori di tutta l’America Latina. In quella sede ci adoperemo per dare, anche  dal punto di vista professionale, quell’autonomia necessaria ad un raffronto con le  diverse  realtà  territoriali  e predisporre le domande che scaturiscono.

A questo proposito, c’è una questione da sottolineare, che riguarda il Brasile ma anche  gli stessi Stati Uniti, ed  e’ che le attività di coordinamento nazionale dei vari uffici sono importanti ed è necessario integrare le attività degli uffici, ma se gli uffici sono deboli e non vi e’ una capacità di gestione e di individuazione più alta delle linee di intervento sul territorio, il coordinamento nazionale serve poco ovvero non ce la fa’ a sopperire a questo tipo di mancanze.

Dunque, occorre lavorare sul versamente della formazione per fornire competenze agli operatori ed, in particolare,  ai capi ufficio, oltre che uno spazio  non indifferente nell’ambito della formazione anche alle materie che attengono all’organizzazione del personale, delle relazioni esterne con le associazioni e via dicendo.”

“In questo viaggio, prosegue l’esponente dell’INCA, anche in Brasile abbiamo affrontato la questione dell’art.11 della convenzione. In particolare nell’incontro con il Console di Rio de Janeiro  abbiamo lungamente ragionato sulle possibili collaborazioni che si possono sviluppare  fra i Patronati ed il Consolato per diventare un supporto di servizio importante.

Tutti sanno che la questione piu’ rilevante in Brasile è il problema della cittadinanza e delle centinaia di migliaia di domande che attendono di essere instradate e risolte. Su questo terreno vi sono state alcune esperienze locali significative di collaborazione, è, però, evidente che la definizione di una convenzione generale favorirebbe la definizione di un impegno molto piu’ certo ed in grado di investire diversi soggetti. Questo è ovviamente solamente  un aspetto di queste attivita’ ma non secondario perché  poter incontrare molte persone significa mettere nel circuito di conoscenza delle comunità l’esistenza stessa del patronato, delle sue prerogative e delle possibilità di intervenire e di incrementare tutto il resto dell’attività.

Non solo ma in Brasile, più che nel resto dell’America Latina, i temi legati all’informazione sulle questioni professionale, sul mercato del lavoro,  sui percorsi di studio sono materia assolutamente importante e presente nelle richieste che le nostre comunità fanno. C’e’, a questo proposito, un’attenzione particolare all’Italia ma anche all’Europa in generale come riferimento e punto di approdo per percorsi di studio, di lavoro ed anche questa attività nel momento in cui avremo la convenzione potrà sicuramente svilupparsi.”

 

Quanto alla puntata in Argentina ?

“Siamo stati a Cordoba, in particolare, dove abbiamo inaugurato una nuova sede del Patronato: fatto importante ed emblematico di un modo di essere della nostra organizzazione perché l’apertura di questa sede ha visto il lavoro congiunto della nostra struttura di Cordoba, del Coordinamento dell’INCA in Argentina e dell’INCA nazionale” spiega il sindacalista. “Circa un anno fa, quando visitai Cordoba, ragionammo sulla opportunità di fare un investimento immobiliare, perché la sede era inadeguata, considerando, ad esempio, la enorme quantità di prestazioni che il nostro sindacato fa per quella comunità. Si trattava di fare un investimento che non solo rendesse piu’ apprezzabile l’ambiente di lavoro ma di fare anche un salto di qualita’ offrendo a quella comunita’ una struttura degna di questo nome. Ci siamo mossi lavorando collettivamente e del risultato siamo assolutamente orgogliosi.

Questa scelta ci porta ora a ragionare su una seconda fase del lavoro. L’anno scorso abbiamo ragionato anche li’ in termini di quantità, oggi l’apertura di questa sede ha un significato emblematico, perché siamo nella condizione di discutere anche della qualità della prestazione. Il che significa ragionare sulla qualità delle sedi, sugli investimenti tecnologici, sulla formazione del personale, sulla retribuzione del personale e la sua qualità dei temi che hanno un’incidenza secca sulla qualità delle prestazioni.

  Questo argomento – precisa Sinchetto- sarà al centro del prossimo seminario che faremo nei prossimi giorni Perù’, dove saremo a partire dal 5 di novembre. Con gli operatori delle strutture dell’America latina, accantonato il tema quantità delle prestazioni, vogliamo affrontare quello della qualità delle prestazioni e, quindi: come si lavora, con quali strumenti, in quali sedi, con quali professionalità, quale formazione… per rispondere al meglio da questo punto di vista.

Inoltre affronteremo anche  un argomento ovviamente caro agli operatori, visto che di lavoro parliamo, tratteremo il tema della gratificazione retributiva. Un argomento non è indifferente poiché, in generale, in America Latina si fissano parametri professionali piu’ o meno individuati ma le dimaniche salariali sono sostanzialmente collegate all’andamento dell’inflazione nei vari Paesi.

Non c’e’ una contrattazione attenta ai temi della professionalità e della produttività. Sono temi che noi vorremmo introdurre non per forzare delle situazioni ma per dare un significato concreto al lavoro che chiediamo e delle risposte che andremo a dare.

 

Affronterete anche altre questioni nel corso del Seminario che si terrà in Peru’ ?

Le altre questioni sono quelle in parte già abbozzate nel corso di quest’anno di lavoro.  Inoltre, presenteremo la CGIL nelle sue diverse articolazioni: la fondazione Di Vittorio, le strutture dei pensionati e le loro associazioni, la confederazione vera e propria che si muove in presa diretta nel rapporto con le comunità e con i vari soggetti istituzionali e sociali presenti nei Paesi.

Nel corso di questo seminario vogliamo, in modo particolare, predisporci all’attività del prossimo anno.  Oltre a quanto già detto sul fronte della qualità, sul versante concreto delle cose che ci saranno da fare intendiamo affrontare gli sviluppi che la firma del protocollo del 23 luglio determina sul fronte delle pensioni. Ci sono  tutta una serie di innovazioni che dovranno essere recepite normativamente e tradotte nella gestione concreta delle pratiche di pensione, quindi sara’ importante affrontare anche lì  gli aggiornamenti del caso. Cosi’ come vogliamo affrontare tutta la parte del contenzioso, che ha un peso non indifferente nel qualificare l’attività di tutela del Patronato.”

 

Fonte: italiannetwork.it

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martedì 28 Gennaio, 2020