Da Brisbane a Mantova che avventura! Il coronavirus è stato battuto grazie ai Mantovani nel Mondo

di Paolo Biondo

Con qualche giorno di ritardo, il rientro era previsto lo scorso 13 marzo mentre ha riaperto la porta di casa sua la sera del 16 marzo, ma alla fine tutto si è risolto nel migliore dei modi.

Matteo Gobbi Castelli e la fidanzata, Erica Rosin, infatti, hanno vissuto il loro ritorno tra le mura amiche, dopo una vacanza in Australia per rivedere i propri congiunti, quasi al pari di una delle tante “avventure” di Indiana Jones.

Il rientro sul suolo natio, in un momento così difficile, infatti è stato complicato e se tutto è andato è avvenuto nel volgere di pochi giorni il plauso è da riconoscere al paziente lavoro svolto tanto a livello nazionale quanto a quello sul posto da parte del presidente dell’Associazione Mantovani nel Mondo, Daniele Marconcini.

Andando con ordine il giovane mantovano era partito con la fidanza lo scorso febbraio per trascorrere un periodo di vacanza insieme ai congiunti, il cugino residente a Sidney per lui e i famigliari residenti nel Queensland per lei.

Nel viaggio d’andata i due hanno fatto scalo a Singapore proprio quando iniziava a prendere forma l’ipotesi dell’epidemia. Nella metropoli insulare però tutto sembrava, comunque, essere vissuto senza troppi affanni o problemi per questo è stato possibile affrontare in piena tranquillità la seconda parte del percorso che li distanziava dalle mete stabilite.

Una volta giunti in Australia la mente non era certo rivolta al Covid-19, che nel frattempo in Italia e nel resto del mondo aveva dato forza alla sua devastante azione, bensì a vivere a pieno quei momenti particolarmente carichi di affetti, fascino e suggestioni incredibili.

I grattacapi sono emersi, però, in tutta la loro forza al momento di prendere l’aereo per fare ritorno sul suolo virgiliano, si era nel pieno dello tsunami coronavirus.

Volo che purtroppo a seguito della pandemia è stato prima sospeso e poi annullato. Vista la situazione Matteo ed Erika non si sono persi d’animo ed hanno subito contattato un amico di Asola che ha suggerito loro di mettersi in contatto con Marconcini.

Il presidente dei Mantovani nel Mondo nonché coordinatore della Consulta Lombardi nel Mondo non ha perso tempo; in primo luogo ha suggerito ai due l’installazione sui loro smartphone di una app che in tempo reale raccontava l’evolversi della situazione e che per questo motivo si è poi rivelata assai utile e determinante.

Il passo successivo, messo in atto da Marconcini, è stato quello di muovere tutte le leve a sua conoscenza sia in ambito nazionale sia in quello australiano, in particolare un mantovano di Medole che vive nella terra dei canguri.

La partenza da Brisbane il 15 marzo con direzione Francoforte anziché Singapore era il segnale che le cose stavano per mettersi al meglio.

I contrattempi però erano sempre dietro l’angolo e una volta raggiunta la cittadina teutonica il pensiero di Matteo e di Erika era quello di riuscire a completare il percorso di ritorno nei tempi più brevi possibili.

Purtroppo, a Francoforte è emerso il problema di riuscire a trovare un aeroporto italiano che fosse aperto per ricevere le persone che rientravano dall’estero.

Dopo sei lunghe ore di attesa, ma sempre costantemente in contatto con Marconcini che seguiva passo a passo la fase del rientro, è arrivata la notizia che il ritorno in Italia sarebbe avvenuto a Venezia. Nel capoluogo lagunare l’accoglienza è stata di quelle che ti ripagano dei disagi sopportati.

Gli esponenti delle forze dell’ordine e dell’esercito presenti per i presidi previsti, infatti, hanno evidenziato una professionalità ed una umanità notevole che Matteo ed Erika intendono giustamente di ringraziare.

A Venezia i due involontari avventurieri hanno preso il treno che li ha portati a Desenzano, la distanza da casa, quindi, si accorciava ora dopo ora,

Una volta giunti nella cittadina gardesana hanno preso un taxi e con esso hanno completato le operazioni di rientro; tutto questo è avvenuto in tarda serata del 16 marzo.

A conti fatti per Matteo ed Erika si è trattato di un’esperienza unica, sperano.

Una due giorni fuori programma difficile da dimenticare che per fortuna e per l’impegno del presidente Daniele Marconcini e dei suoi contatti si è risolta nel migliore dei modi.