Bulgaria e Romania in primo piano per la sicurezza energetica UE — Lombardi nel Mondo

Bulgaria e Romania in primo piano per la sicurezza energetica UE

Il Primo Ministro bulgaro, Boyko Borysov, propone un ruolo più forte di Sofia nel Nabucco mediante l’inclusione dell’interconnettore con la Turchia nell’itinerario definitivo del gasdotto dalla verdiana denominazione, concepito dalla Commissione Europea per trasportare in Europa gas dall’Azerbaijan. Nelle acque territoriali romene del Mar Nero al via gli studi per lo sfruttamento dei giacimenti nazionali di oro blu

Diversificazione è la parola chiave della politica energetica dei Paesi UE dei Balcani Orientali. Nella giornata di martedì, 9 Ottobre, il Primo Ministro bulgaro, Boyko Borysov, ha dichiarato la volontà di inserire il gasdotto che collegherà la Bulgaria alla Turchia nell’ambito del Nabucco: infrastruttura progettata dalla Commissione Europea per trasportare in Europa oro blu dall’Azerbaijan per via diretta, senza transitare dal territorio della Russia.

 

Come evidenziato da Borysov, la Bulgaria ha avviato un progetto di diversificazione delle proprie forniture di gas per abbatte la totale dipendenza dalla Russia che ha caratterizzato la situazione energetica di Sofia fino al 2010.

 

Con la costruzione di condutture in grado di collegare i gasdotti nazionali a quelli di Turchia, Romania e Serbia, il Governo bulgaro ha avviato un’operazione che potrebbe essere sfruttata anche a livello europeo.

 

“Noi vogliamo una diversificazione reale – ha dichiarato Borysov al canale televisivo BTV – il Nabucco è un progetto dall’importanza non solo bulgara e regionale, ma continentale ed europea”.

 

Il giorno precedente, il Premier bulgaro ha firmato a Vienna la dichiarazione di appoggio politico al Nabucco assieme ai Ministri degli Esteri degli altri Paesi coinvolti nella costruzione del gasdotto dalla verdiana denominazione: Austria, Ungheria, Romania e Turchia.

 

Come dichiarato dal Ministro dell’Energia bulgaro, Delian Dobrev, Sofia finanzierà 50 milioni di Euro per la realizzazione dell’interconnettore con la Turchia per garantire forniture alternative in casi di emergenza, anche se il consorzio Nabucco dovesse decidere di non incorporare la conduttura nel suo itinerario definitivo.

 

Un altro Paese in cui la diversificazione è di estrema attualità è la Romania, che per abbattere la dipendenza dell’UE dalle forniture russe e nordafricane ha programmato il massiccio sfruttamento dei propri giacimenti di gas situati nel Mar Nero.

 

Nella giornata di Domenica, 7 Ottobre, la compagnia canadese Sterling Resources ha avviato lo sfruttamento dei giacimenti Midia e Pelican: situati a circa 1600 metri di profondità a sud-est del Delta del Danubio.

 

Come riportato a Natural Gas Europe, il Vice-Presidente della Sterling, Mark Beacom, si è detto convinto che i lavori, dalla durata di circa 30 giorni, potranno produrre risultati positivi per la situazione energetica della Romania e dell’Europa.

 

Il dibattito politico sulla questione del gas

 

Tuttavia, la ricerca di gas presso i giacimenti nel Mar Nero in Romania è una questione legata a doppio filo con la situazione politica interna. Il Presidente romeno, Traian Basescu, ha favorito l’avvio degli studi nel Mar Nero, e, sostenendo la politica energetica della Commissione Europea, ha supportato la partecipazione della Romania nel Nabucco.

 

Inoltre, il Capo di Stato moderato ha avviato un progetto per l’individuazione nel Paese di giacimenti di gas shale, dai quali la Romania potrebbe incrementare notevolmente la sua indipendenza energetica, e, nel contempo, affermarsi come importante serbatoio per l’Europa tutta.

 

A contrastare la politica energetica di Basescu è però la maggioranza parlamentare socialista-liberale, che ha contestato i progetti del Presidente nel Mar Nero, ed ha avanzato la proposta di porre una moratoria sull’individuazione del gas shale nel territorio nazionale.

 

Cavalcando l’onda ecologista, il Premier romeno, il socialista Victor Ponta, si è detto favorevole al rafforzamento dei legami con il monopolista russo, Gazprom, per aumentare le forniture di gas naturale necessarie per la crescente domanda interna di Bucarest.

 

A contraddire il piano dei socialisti in Romania è stata l’apertura di un’inchiesta ufficiale da parte della Commissione Europea nei confronti di Gazprom per condotta anticoncorrenziale in Europa Centrale.

 

Dopo avere esaminato i contratti stipulati tra il monopolista russo e le compagnie di alcuni Paesi UE, Bruxelles ha notato infrazioni consistenti da parte di Gazprom del Terzo Pacchetto Energetico.

 

Questa legge dell’UE stabilisce la liberalizzazione del settore energetico in tutti i Paesi dell’Unione, vieta ad enti extraeuropei di controllare sia la compravendita del gas che la gestione dei gasdotti, ed avvia la creazione di un mercato unico dell’energia a livello continentale.

 

Matteo Cazzulani

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martedì 28 Gennaio, 2020