Il Caucus Repubblicano del Maine — Lombardi nel Mondo

Il Caucus Repubblicano del Maine

IL Caucus del Partito repubblicano tenutosi nel Maine a partire sa sabato11 febbraio 2012 ha sancito il ritorno al successo di Romney , ma i dubbi sulla sua tenuta sono sempre in sospeso.

Mitt Romney si è imposto agevolmente nelle primarie repubblicane del Maine, con il 39.2 % dei suffragi contro il 35.7 %  di Ron Paul, il 17.7 % di Santorum e il 6.3%  di Gingrich. Votazioni scontate vista la popolarità di Romney nello stato confinante con il Massachusetts  dove va spesso in vacanza.
Tuttavia, come già spesso evidenziato nella copertura delle primarie, Romney non scalda i cuori dei suoi sostenitori e non concede illusioni, oltre a presentare un programma basato soprattutto sui suoi risultati come top manager della Bain Capital e come governatore del Massachusetts.
Il partito repubblicano si è accorto di questa mancanza di carisma, che sembra addirittura essere molto inferiore a quella di George W. Bush, ampiamente esaltato dalla destra evangelica conservatrice.
Durante la tre giorni repubblicana della  Conservative Political Action Conference tenutasi a Washington proprio in questi giorni, i delegati repubblicani si sono scagliati soprattutto contro Obama colpevole adesso di avere fatto marcia indietro annunciando che saranno le compagnie di assicurazione e non i datori di lavoro rappresentati dai sindacati a includere i contraccettivi nei piani di assistenza sanitaria dei loro dipendenti. In altre parole non saranno le istituzioni religiose a pagare per i propri dipendenti come asserito in un primo momento, ma chi ne farà richiesta avrà accesso al servizio di contraccezione gratuito.
Tuttavia l’intervento di Sarah Palin, già in corsa per la vice-presidenza nel 2008, chiarisce l’evoluzione della politica repubblica. Non c’è fretta per trovare u n candidato da opporre a Obama , o meglio, la continua opposizione dei vari candidati  non fa altro che rafforzare la candidatura di chi riuscirà a emergere vincitore alla fine delle primarie, prevedendo quindi che la contesa andrà avanti fino alla fine. In questo contesto Romney si è assicurato il 38% dei 3408 delegati contro il 30% di Santorum, il 15% di Gingrich e il 12% di Ron Paul. Romney resta il prescelto ma Santorum regge bene per via del suo allineamento con gli evangelici e il Tea Party.
Che cosa accadrà?
La contesa tra repubblicani, che potrebbe rafforzare il candidato finale, potrebbe però portare ad una scelta finale debole. In questo caso i finanziatori della campagna elettorale potrebbero optare per disimpegnarsi a livello campagna presidenziale, e finanziare invece i senatori e i rappresentanti degli stati chiave che potrebbero garantire la maggioranza in sede congressuale e contrastare così i democratici.
Sembra paradossale, ma l’opposizione a Obama potrebbe essere messa in atto al di fuori delle presidenziali, creandogli quei problemi che attualmente lo bloccano in molte fasi dei suoi progetti vedi l’assistenza sanitaria.
D’altra parte né Romney né Gingrich, e tantomeno Santorum, possiedono un apparato di partito paragonabile alla macchina democratica già oliata nel 2008, e già in moto dalla sede di Chicago  per trasformare la campagna elettorale americana del 2012 in una seconda vittoria per Obama.

Ernesto R Milani
Ernesto.milanimail.com
13 febbraio 2012

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