Al via il XXII Festival del Cinema Latino Americano — Lombardi nel Mondo

Al via il XXII Festival del Cinema Latino Americano

A Trieste dal 3 all’ 11 novembre, con repliche a Milano e Roma. 200 titoli in programma, 14 film in concorso, rassegne e documentari Omaggi a Gabriel García Márquez, Miguel Littín, e a Quirino Cristiani. Il regista cileno Miguel Littín Presidente della Giuria internazionale.

Il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste, la più vasta rassegna in Europa sulla produzione cinematografica, video e televisiva del continente latino, giunge alla XXII edizione: dal 3 all’11 novembre, al Teatro Miela di Trieste (in Piazza Duca degli Abruzzi, 3) verranno presentati quasi 200 tra film e documentari sulla realtà culturale, artistica, storica e sociale dell’America Latina, parte dei quali saranno successivamente replicati in due rassegne a Milano e Roma.

L’appuntamento, molto atteso da cineasti ed operatori culturali del settore, anche d’oltreoceano, offrirà una panoramica su una produzione ricca di fermenti e stimoli culturali, dai tratti a volte straordinari, ma quasi sempre sconosciuta al grande pubblico europeo, e molto penalizzata dai grandi circuiti di distribuzione internazionali.

Tra gli ospiti attesi da oltreoceano spicca il presidente della Giuria, il regista cileno Miguel Littín, uno dei più importanti autori e riferimenti del cinema latino americano degli ultimi trent’anni. Gli altri membri della Giuria ufficiale internazionale saranno il produttore e regista Gian Vittorio Baldi (che ha lavorato con maestri del cinema come Bresson, Pasolini e Antonioni), Luís Reneses de La Fuente (già direttore di produzione di TVE – la televisione pubblica spagnola), l’artista e grafico brasiliano Fernando Pimenta, e il regista argentino Miguel Mato.

Il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste è promosso dall’APCLAI (Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia), con il supporto di vari Enti italiani e di Istituzioni pubbliche latino americane. La manifestazione è patrocinata dall’Unione Latina, l’Istituto Italo-Latino Americano, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori dell’Università di Trieste,  ed è realizzata con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia e il Comune di Trieste e di Promotrieste.

Informazioni sul Festival sul sito web www.cinelatinotrieste.org e, dal 3 novembre, al tel. 040/ 365119 del Cinema Teatro Miela.

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Vari, al Festival di Trieste, gli appuntamenti per gli appassionati: oltre a 14 film in Concorso (selezionati fra le più recenti produzioni di tutto il continente), diverse retrospettive ed omaggi agli autori.

Un evento sarà la retrospettiva-omaggio allo scrittore Gabriel García Márquez, la più ampia rassegna mai realizzata in Europa delle trasposizioni cinematografiche dei suoi romanzi e racconti, e di opere scritte per il cinema dal Premio Nobel colombiano. Tra i molti titoli annunciati, opere note come “Edipo Alcalde”, di Jorge Alí Triana (Colombia), e capolavori quasi sconosciuti in Europa, come “Presagio”, di Luis Alcoriza (Messico) e “El gallo de oro”, di Roberto Gavaldón (Messico). La retrospettiva-omaggio su García Márquez si realizza in occasione del 40° anniversario dalla pubblicazione della sua opera più famosa, il romanzo “Cent’anni di solitudine”, e a 25 anni dal conferimento allo scrittore del Premio Nobel per la Letteratura.

La sezione “Informativa” del Festival di Trieste proporrà invece altre opere recenti, presentate ai più importanti festival europei; tra i titoli annunciati: “L’amore che cos’è” di Johnny Dell’Orto (una coproduzione Cile-Italia), “Nzinga” di Octavio Bezerra, una produzione brasiliana sulla presenza nel paese della cultura africana, e “Tiro libre” di Marcelo Piña, un documentario di coproduzione Cile-USA-Egitto-Kuwait che descrive il dramma del popolo palestinese attraverso le traversie politico-sportive della sua squadra nazionale di calcio.

Tra le retrospettive è in programma una sezione-omaggio sul regista, sceneggiatore e documentarista brasiliano Joaquim Pedro de Andrade (1932 – 1988), uno dei padri del Cinéma Nôvo, movimento che portò un profondo rinnovamento nel cinema brasiliano. La retrospettiva presenterà quasi tutte le opere realizzate da de Andrade tra il 1959 e il 1981, spaziando dai cortometraggi ai lungometraggi, con molti titoli premiati in Festival internazionali.

Un’altra sezione (“Salon España”) sarà dedicata alle produzioni cinematografiche spagnole, con particolare riferimento ai nuovi linguaggi e tecnologie, e alle opere che possono trovare spazio nel mercato italiano.

Il Festival di Trieste tradizionalmente dedica un’attenzione particolare alle problematiche delle minoranze e dei fenomeni migratori, contesto in cui spiccano le due sezioni dedicate alla presenza ebraica ed italiana in America Latina.

Nella prima, intitolata “Shalom”, appariranno anche due opere argentine sul tema della persecuzione degli ebrei: “Un pogrom en Buenos Aires”, di Herman Szwarcbart, che narra di un’oramai quasi misconosciuta persecuzione antiebraica avvenuta negli anni ‘20, e “Barraca 18, historia de un sobreviviente” di Maria Noelia Carrizo, incentrata sulla testimonianza di un ebreo sopravvissuto ai lager nazisti, poi emigrato in America Latina.

Nella sezione dedicata agli emigrati italiani, il “Premio Oriundi” prevede un omaggio a Quirino Cristiani, nato in provincia di Pavia nel 1894 ed emigrato in Argentina, che fu il vero pioniere e fondatore del cinema d’animazione: suo, nel 1917, il primo lungometraggio animato della storia del cinema (“El Apóstol”), e ancora suo, nel 1931, il primo lungometraggio animato con sonoro (“Peludópolis”). Ma il fatto di essere un immigrato, e di vivere lontano da Hollywood, condizionò negativamente la sua vita, tanto che il grande successo nel settore arrise ad altri giunti dopo di lui. La sua vita e la sua opera verranno ricordate nel documentario “Quirino Cristiani, il mistero dei primi lungometraggi animati”, una coproduzione anglo-argentina realizzata quest’anno dal regista Gabriele Zucchelli.

Completano il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste varie sezioni dedicate alle produzioni video e digitali, alle scuole di cinema, alla musica latina e alla documentaristica, e una sezione su “Cinema e memoria”, dedicata all’epoca d’oro del cinema messicano, con titoli come “Macario” di Roberto Gavaldón, “El ángel  exterminador” e “Simón del desierto” di Luis Buñuel.

A chiudere il Festival una sezione intitolata alla memoria di Salvador Allende, dedicata agli artisti impegnati a valorizzare la condizione umana e la storia dei popoli latino americani. La sezione vedrà protagonista il regista cileno Miguel Littín, presidente della Giuria, di cui verranno presentate varie opere della sua fondamentale produzione artistica e di impegno civile (da “El Chacal de Nahueltoro”, “Compañero Presidente” e “La tierra prometida”, passando per “Actas de Marusia” e “Acta general de Chile”, fino ai più recenti “Sandino” e “Los náufragos”). A Miguel Littín sarà conferito il “Premio Allende” del XXII Festival del Cinema Latino Americano di Trieste.

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Le proiezioni si terranno ogni giorno, al Cinema Teatro Miela, dal mattino fino a mezzanotte. Tutte le principali opere nella sala cinema saranno con traduzione simultanea (a cura delle studentesse della Scuola Interpreti dell’Università di Trieste), mentre quelle in sala video saranno in versione originale.

Ingressi singoli alle proiezioni a 5 Euro, e tessere-abbonamento (con riduzioni per gli immigrati extracomunitari) a 30 e 15 Euro

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Parte dei film presentati a Trieste verranno poi replicati in due rassegne: a Milano, in collaborazione con il Comune, dal 13 al 18 novembre presso il Cinema Gnomo, e successivamente a Roma.

 

Per ulteriori informazioni www.cinelatinotrieste.org

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martedì 28 Gennaio, 2020