Close to Eternity, da 7 anni in viaggio a tempo pieno

Alla ricerca di viaggiatori con la V maiuscola ci imbattiamo nella storia di Diana Barbieri, classe 1985, di Curtatone di Mantova. Con il suo compagno (Marco Dominici, 32 anni, di Ferrara) sono persone che viaggiano con un biglietto di sola andata e pochi programmi, lasciandosi cullare dagli eventi. Si definiscono Overlanders, esploratori di continenti via terra e mare, Youtubers, Travel Bloggers, documentaristi, fotografi.

Non è il cambiamento a essere doloroso, è la tua resistenza a esso a esserlo.

I primi viaggi

La mia prima partenza full-time fu per girare in autostop con tenda e campeggio selvaggio i Balcani e la Turchia. Avevo tinto i capelli di blu il giorno prima, a simboleggiare che fosse un momento di cambiamento e rivalsa, il momento per fare tutto ciò che da sempre mi era stato impedito, vuoi per esigenze lavorative vuoi per convenzioni sociali. La prima notte in tenda nel bosco, lo svegliarsi ad ogni rumore, le stelle, l’aria frizzante del Friuli Venezia Giulia… Era il 27 febbraio 2013, e c’era un freddo assurdo. Me lo ricordo ancora come se fosse ieri, quel gelo nelle ossa, nonostante il sacco a pelo tecnico.

Ma non era il freddo il problema: l’emozione era tale da non farmi prendere sonno. Avevo atteso per 8 anni quel momento, risparmiando quanto potevo, facendo spesso due lavori (impiegata di giorno, cameriera la sera). Dopo lunga attesa, avevo prenotato il mio biglietto di sola andata per la Russia, dove avrei iniziato il mio giro intorno al mondo. Avevo da tre mesi quel biglietto segreto nel cassetto, non ne avevo parlato a nessuno, men che meno ai miei capi. Attendevo il 18 agosto, data della partenza, come un bambino attende il Natale. Poi, di colpo, l’imprevisto: la ditta per cui lavoravo andò in bancarotta. Senza un preavviso, alle 3 del pomeriggio ci dissero di svuotare le scrivanie che alle 5 si chiudeva tutto.

Io impiegai due giorni a decidere: era ancora febbraio, il biglietto era per agosto. Non potevo continuare a pagare un affitto per mesi nell’attesa. Preparai lo zaino, lasciai l’appartamento a un amico, e partii d’impulso; in meno di una settimana ero in Croazia, in giro in autostop e tenda. Fu così che imparai una grande regola del viaggio: è importante seguire il flusso degli eventi. Non opporti. Non è il cambiamento a essere doloroso, è la tua resistenza a esso a esserlo.

Dalla Croazia in autostop e campeggio selvaggio fino alla Turchia, al confine con la Siria, per tre mesi. Gli incontri con gli altri viaggiatori intraprendenti scandiscono il tempo, e cullano i sogni.

Un altro passo

Da lì la decisione definitiva di non tornare piu indietro: Diana devia verso l’Asia per realizzare un altro grande sogno, da Mosca a Bali via terra, senza aerei.

Già le tratte in treno Transiberiana e Transmongolica sono toste, ma vedere una donna sola compiere questo viaggio era un’idea inaccettabile per molti all’epoca. Sono stata fortemente criticata da persone da cui mi aspettavo invece un supporto morale, e forse superare il pregiudizio è stato uno degli scogli piu difficili. Era il 2013, i viaggiatori come me non erano le superstars del web di oggi, non c’era il concetto romantico di libertà documentato a tappeto sui socials da Travel Bloggers e Influencers da mostrare ai malfidenti, per dimostrare di non essere l’unica pazza… Al tempo, si era visti solo come dei disadattati sociali.

Diana infatti viaggia senza uno smartphone e senza tutti i comfort che ne derivano: niente traduttore o mappe offline, niente gruppi di viaggio sui social media a dare consigli, niente di niente. Solo il peso di un atlante geografico nello zaino in spalla, una macchina fotografica, un computer con cui documentare le emozioni sul proprio blog di viaggi e sulla propria pagina facebook Close to Eternity , “vicino all’eternità”.

E’ l’inizio del concetto di Travel Blog, un progetto ancora agli albori. Diana in viaggio incontra anche l’amore e da quel momento Marco diventa un fedele compagno di avventure e un punto di riferimento vitale nei viaggi a seguire.

Asia e oltre

Dopo i primi 8 mesi per l’Asia – esperienza magnifica – abbiamo puntato sul continente Oceanico grazie ai visti vacanza-lavoro. Necessitavamo di fondi per andare avanti e Australia e Nuova Zelanda sono i paesi ideali per risparmiare e reinventarsi. Ci siamo riscoperti cocktail bartenders e abbiamo lavorato per realtà rinomate come Hotel a 5 stelle, Distillerie di Whiskey, ristoranti fine-dining e cocktail bars famosi a livello mondiale.

Viaggiare porta quindi alla scoperta di nuove passioni, e un nuovo progetto di viaggio conduce la coppia all’esplorazione del continente Americano. Questo viaggio viene ampiamente documentato nel canale Youtube, dove Diana e Marco dedicano ore di tutorials al tema della vita nomade, spiegando dove trovare i fondi per viaggiare, come organizzare il giro del mondo e come si vive in un camper a tempo pieno.

Le loro avventure decollano tra i socials e tra Youtube, Facebook e Instagram raggiungono quota 20.000 followers, diventando così “micro-influencers”.

A Miami comprano un van da 14 posti e lo convertono in un camper nell’arco di un mese, lavorando 13 ore al giorno sotto il sole cocente del Florida. Inizia un viaggio che li porterà da Miami a Prudhoe Bay, il punto piu a nord del mondo raggiungibile in auto (Alaska), e poi a sud attraverso la costa Pacifica denominata “Strada Panamericana”, fino a raggiungere la città piu a sud del mondo, Ushuaia in Terra del Fuoco, Argentina.

Un’avventura chiamata Panamericana

La Panamericana è l’on the road piu lungo del mondo con i suoi 25.750 km, ma per noi è solo una linea guida per l’esplorazione del continente… Tanto piu che dopo 758 giorni in viaggio ne avevamo già percorsi ben 83.000. La verità è che dopo 7 anni come nomade ciò che conta non è piu la destinazione, bensì l’esperienza in sé.

Esperienza che non giunge senza difficoltà. Dalla rottura della trasmissione automatica nell’Amazzonia al vivere due mesi in trappola nella guerra civile Boliviana a un’altura di 4100 metri, finendo poi con il Coronavirus.

Problemi in viaggio – Travel Vlog Bolivia e Cile

Poco dopo aver tagliato il traguardo tanto atteso, Diana e Marco si ritrovano infatti intrappolati in Argentina a causa della pandemia che ha congelato il mondo. La quarantena nazionale li incastra a metà della fredda Patagonia, dove i due trascorrono mesi in quarantena in un campo sportivo vandalizzato e in disuso, senza accesso alle risorse basilari come l’acqua calda per una doccia.

Da lì la dura lotta per migliorare le proprie condizioni e per rimpatriare, trovando al contempo un luogo consono dove lasciare il loro camper per il tempo necessario a calmare le acque.

Quarantena Travel Vlog: turisti bloccati in un van camper per Coronavirus

La grande rete di viaggiatori conosciuti in viaggio li porta in contatto con Daniele Marconcini e le Associazioni Mantovani nel Mondo e Lombardi nel Mondo, con cui Diana si coordina come referente in loco per aiutare nel rimpatrio delle migliaia di connazionali bloccati sul territorio Argentino e Sud Americano in generale.

La libertà ritrovata

Solo dopo 101 giorni di quarantena i due ragazzi ritrovano la libertà perduta. Rientrati in Italia, si rimboccano le maniche per far conoscere e promuovere le bellezze del nostro paese al turismo nazionale e internazionale attraverso i loro canali socials, nell’attesa di poter riprendere il viaggio interrotto nelle Americhe alla volta di Uruguay, Brasile, Paraguay e Bolivia.

Il viaggio è una cosa talmente intrinseca nel nostro essere umani che è impossibile anche solo darne una definizione. Per me, viaggiare è la bellezza di svegliarmi al mattino in un posto diverso, con la persona che amo, e non avere fretta di alzarmi perché non c’è nessuna sveglia. E’ il crescere insieme, liberi da costrizioni esterne. Attendiamo con ansia di rimetterci in cammino.

Dove vi possiamo seguire in questo viaggio e nelle prossime avventure?

Abbiamo diversi canali, tutti con funzioni differenti.