Allarme demografico in Italia — Lombardi nel Mondo

Allarme demografico in Italia

All’inizio del 2001 nel nostro Paese si contano poco più di 18 milioni di giovani con meni di trent’anni, 3 ogni 10 abitanti, ed il loro peso è diminuito del 3% negli ultimi 10 anni. Sono solo alcuni dei dati diffusi dal gruppo di studio “Data Giovani”

All’inizio del 2001 nel nostro Paese si contano poco più di 18 milioni di giovani con meni di trent’anni, 3 ogni 10 abitanti, ed il loro peso è diminuito del 3% negli ultimi 10 anni. Sono solo alcuni dei dati diffusi dal gruppo di studio “Data Giovani”, secondo il quale, sebbene l’invecchiamento della popolazione corra più rapidamente, solo nelle regioni del Nord – quelle con i più elevati indici di immigrazione straniera – si è verificato un incremento in termini assoluti dei giovani, in particolare in Emilia Romagna, Lombardia e Trentino Alto Adige. La Campania piazza ai primi posti delle graduatorie molti comuni per maggiore presenza di giovani, ma sono i centri emiliano-romagnoli ad avere incrementato maggiormente il peso degli under 30 nell’ultimo decennio.

Anche la demografia divide il Paese: emorragia dei giovani al Sud. Nonostante nelle regioni del Sud i giovani Under 30 continuino a rappresentare una proporzione più consistente della popolazione rispetto al Nord (33,3% contro 28%), la situazione sta cambiando piuttosto rapidamente: negli ultimi 10 anni la popolazione giovane è diminuita dell’11% circa al Sud (equivalente a 850 mila giovani in meno), mentre nelle altre aree del Paese, ed in particolare nel Nordest (+106 mila), è aumentata. A livello nazionale i giovani sono complessivamente oltre 630 mila in meno rispetto a quanti se ne contavano nel 2002. In ogni caso, l’invecchiamento progressivo della popolazione residente in Italia è evidente in tutte le realtà regionali. In media il peso degli Under 30 è diminuito di 3 punti percentuali, con punte del 5% ed oltre nelle regioni meridionali.

Denatalità, immigrazione, disoccupazione le cause del cambiamento. Il fenomeno è in corso da parecchio tempo ed ha naturalmente una serie di concause che vengono ben evidenziate dai dati illustrati. In primo luogo, la denatalità che si osserva nel nostro Paese, in particolare tra i cittadini italiani, sostenuta pressoché esclusivamente dagli stranieri. Non è un caso infatti, unitamente ai fenomeni immigratori che sono tipicamente di popolazione giovane, che nel Nord Italia si verifichi una controtendenza nell’andamento della popolazione giovane. In ultimo, gli elevati tassi di disoccupazione e le scarse opportunità spingono i giovani dal Sud ad “emigrare” al Nord o, peggio, all’estero.

Lo stato dei Comuni.

La classifica dei comuni per presenza di giovani rispetto alla popolazione totale vede ai primi posti molti comuni della Campania: Giugliano in Campania è la prima città con più di 100 mila abitanti per incidenza di giovani, il 42%. Ma anche tra i 10 mila ed i 100 mila abitanti le graduatorie sono totale appannaggio di comuni campani. In coda invece tra i comuni più grandi troviamo tre capoluoghi del Nord, Bologna, Ferrara e Trieste, con meno del 24% di Under 30 sulla popolazione residente. In assoluto, il comune italiano con la maggiore presenza di giovani è Platì (RC), poco meno di 4 mila abitanti di cui il 48% Under 30. Il più “vecchio” è Briga Alta, nel cuneese, 48 anime di cui 1 solo giovane.

La classifica dei comuni per cambiamento nel peso dei giovani in 10 anni è invece dominata dalle città del Nord, ed in particolare dell’Emilia Romagna. Piacenza, Bologna e Parma, tra le città più grandi, sono quelle che hanno visto incrementare maggiormente il peso dei giovani dal 2002 al 2011.

Fonte: (aise)

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martedì 28 Gennaio, 2020