Consiglio regionale, l’assitenza sanitaria anche ai cittadini senza fissa dimora
Accesso alle cure primarie, percorsi di prevenzione, cura e continuità assistenziale. A Palazzo Pirelli, il Consiglio regionale della Lombardia ha votato all’unanimità il provvedimento che disciplina le disposizioni per garantire ai cittadini senza fissa dimora presenti sul territorio regionale l’assegnazione del medico di base o del pediatra di libera scelta. Il documento, presentato per la prima volta nel novembre del 2023 da Pierfrancesco Majorino (PD), è il risultato di un lavoro bipartisan cresciuto grazie al contributo dei relatori Davide Casati (PD) e Christian Garavaglia (FdI).
La legge prevede un investimento di 1 milione e 125 mila euro su tre anni (2026, 2027 e 2028) e individua nelle Case di Comunità i principali soggetti di accesso ai servizi.
I cittadini italiani senza fissa dimora e privi di qualsiasi assistenza sanitaria, potranno così iscriversi nelle liste degli assistiti delle Aziende Socio-Sanitarie Territoriali (ASST) e scegliere il medico di base, il pediatra di libera scelta e accedere alle prestazioni garantite dai LEA.
La collaborazione tra ASST e gli enti del terzo settore si rivela un “punto focale” della legge, poiché alle associazioni vengono demandati compiti di informazione, orientamento, accompagnamento, inquadramento sanitario e prossimità; inoltre, per i medici operanti presso gli enti stessi, c’è la possibilità di essere abilitati alla prescrizione medica tramite il ricettario dei sistemi informatici regionali.
La misura istituisce infine una Cabina di Regia regionale con il compito di monitorare l’attuazione delle norme, individuare eventuali criticità e proporre soluzioni per semplificare l’accesso ai servizi sanitari.
“Questa legge – ha spiegato il relatore Davide Casati (PD) – restituisce dignità alle persone più fragili e porta la prevenzione anche negli angoli più bui delle nostre città. Allo stesso tempo sostiene e valorizza gli enti del terzo settore. È inoltre utile dal punto di vista economico perché rende più efficiente l’utilizzo delle risorse pubbliche, riducendo il ricorso improprio ai Pronto Soccorso e rafforzando la medicina territoriale”.
“È stato un lavoro proficuo – ha sottolineato il correlatore Christian Garavaglia (FdI) – portato avanti con un approccio serio, concreto e sostenibile. Il diritto alla salute va garantito anche alle persone più fragili. L’anima di questa legge sono la prevenzione, la dimensione sociale e la sostenibilità economica”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal Capogruppo del Partito Democratico Pierfranesco Majorino che ha commentato: “Siamo orgogliosi che il provvedimento sia diventato legge: non possiamo assolutamente tollerare il fatto che chi vive per strada diventi la persona più esposta sul piano delle problematiche riguardanti la salute, senza alcun tipo di copertura dal punto di vista medico. Come già avvenuto in altre regioni, anche la Lombardia colma questo ritardo”. (fonte-foto LQ/CRL)






