Mantovani nel Mondo al Convegno sul “Turismo del futuro: fra terra e acqua nel ricordo delle radici”

L’Associazione Mantovani nel Mondo ha presentato con il suo Presidente Daniele Marconcini nel corso di un Convegno organizzato dal Comune di Sabbioneta sul Turismo del futuro, l’importante ruolo che può svolgere il Turismo delle Radici nei siti UNESCO con le comunità italiane e lombarde all’estero. Una tematica presentata coerentemente in un territorio che, assieme alla vicina Viadana, è stato interessato da una grande emigrazione transoceanica verso il Brasile alla fine dell’Ottocento, in particolare nello Stato di Rio Grande do Sul dove l’AMM ha incontrato i discendenti mantovani nella città di Silveira Martins, promuovendo un gemellaggio con la città di Viadana.

Sabbioneta rappresenta la trasformazione di una città esistente e la città di nuova fondazione, basata sul concetto di città ideale. Essa fu costruita come nuova città nella seconda metà del XVI secolo soppiantando un piccolo borgo medievale e, sotto gli ordini di Vespasiano Gonzaga, si trasformò in brevissimo tempo in piazzaforte all’avanguardia e raffinato centro culturale e architettonico. La sua cinta muraria con pianta a forma di stella, la pianta a scacchiera delle vie e il ruolo degli spazi pubblici e dei monumenti contribuiscono a renderla uno dei migliori esempi di città ideale costruita in Europa. A Sabbioneta si trova uno dei gioielli della storia del teatro in Europa: il Teatro all’Antica costruito da Vincenzo Scamozzi, primo edificio teatrale realizzato in Italia con fabbrica originale e non come adattamento di sale o interni di palazzi preesistenti.

Sabbioneta, assieme a Mantova, sono state riferimento per gran parte delle successive esperienze di costruzione delle città fino all’epoca moderna, giocando un ruolo fondamentale nella diffusione della cultura del Rinascimento dentro e fuori l’Europa, guadagnandosi il titolo di siti UNESCO.

Al fine di valorizzare il territorio è stata realizzata la ciclovia Mantova-Sabbioneta è un itinerario ciclabile promiscuo (per bici e auto) che collega le due città dell’UNESCO. Il percorso si snoda su strade a basso traffico, attraverso le zone umide del Parco Oglio Sud, consentendo di scoprire ambienti altrimenti inesplorati e apprezzare al meglio le caratteristiche paesaggistico culturali del territorio.

L’itinerario si inserisce nel percorso della Ciclovia Tirrenica Bicitalia n.16 (TiBre dolce), che attraversa le città di Verona. Mantova, Sabbioneta, Parma, Pontremoli, Marina di Massa Livorno.
Un itinerario ciclabile promiscuo, ovvero che utilizza strade percorribili anche dalle auto ma dove le auto passano raramente. Il tracciato è stato individuato con l’obiettivo di incrociare le emergenze artistiche e naturalistiche del territorio, garantendo comunque la massima sicurezza possibile.

Entro la fine del 2011 verrà posizionata la necessaria segnaletica stradale di direzione e indicazione che permetterà ai cicloturisti di fruire completamente del percorso.47 chilometri (circa 3 o quattro ore di pedalata), per perdersi nelle bellezze del paesaggio, tra vigneti e frutteti di mele, ombrosi boschi di latifoglie ed enormi distese di campi coltivati. Scoprire piccoli tesori al di fuori dei soliti circuiti.

Lasciata alle spalle Mantova, durante il lungo ma facile percorso (su strade a basso traffico e pianeggiante) s’incontrano vari paesi, ciascuno con le sue eccellenze: Buscoldo con la chiesa parrocchiale tardo barocca; Torre d’Oglio e il ponte di barche e l’oratorio del Correggioli; San Matteo delle Chiaviche (km. 28, nel comune di Viadana) con l’area golenale, il cui nome si rifà all’impianto idrovoro che prende acqua dall’Oglio per irrigare le fertili campagne circostanti; Commessaggio con il Torrazzo fatto erigere da Vespasiano Gonzaga e il paese dove assaggiare i dolcissimi meloni che qui si producono in quantità.

Percorrendo, infine, la strada Vitelliana, l’antica strada militare romana, fatta costruire dal proconsole Vitellio, si nota l’eremo di San Remigio, edificato nel XVII secolo per i pellegrini che si recavano a Roma.

Pedalata dopo pedalata, mentre i dettagli si perdono e le case sembrano un impasto di colori caldi, si arriva, quasi improvvisamente, a Sabbioneta (edificata tra il 1556 e il 1591 per volere di Vespasiano Gonzaga), la “piccola Atene” del Rinascimento, “la città ideale”, come è stata definita.

Si sbuca direttamente in piazza Ducale che si svela in tutta la sua bellezza, con il Palazzo Ducale simbolo della sua grandezza.

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